Sviluppare la dimensione interiore.

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PREGARE

“Dio non fa le cose della creazione, nè modifica le situazioni storiche, ma offre alle creature di operare. Non fa le cose al nostro posto ma ci offre di farle. La preghiera vale ancora, è importante, solo che dobbiamo capire che pregando non è che diciamo a Dio di fare qualcosa di diverso da quello che fa. Pregando, siamo noi che cambiamo, siamo noi che diventiamo capaci di accogliere quell’energia che ci avvolge e che ci attraversa e diventiamo capaci di aiutare le persone, di guarire, di camminare insieme attraversando anche le situazioni di sofferenza. È proprio un cambiamento profondo dell’interiorità della persona. Pregare è sviluppare la dimensione interiore”. (Carlo Molari)

Non si è mai stanchi di questo tipo di preghiera perchè non si è mai stanchi di accogliere quell’onda e lasciarsi andare per giungere a Te. E il respiro dell’anima si amplia. Si guarisce pregando, tutto si trasforma e vive.

Franco P.

www.oreundici.org/pdf

CARLO MOLARI

Nato a Cesena il 25 luglio 1928, è diventato sacerdote nel 1952. Laureato in teologia dogmatica e in utroque iure nella Pontificia Università Lateranense, ha insegnato teologia nella medesima univer- sità (1955-1968), nella facoltà teologica dell’Università Urbaniana di Propaganda Fide (1962-1978) e nell’Istituto di Scienze Religiose dell’Università Gregoriana (1966-1976).

Dal 1961 al 1968 è stato Aiutante di Studio della Sezione dottrina- le della S. Congregazione della Dottrina della Fede.

Dal 1972 al 1981 ha svolto la funzione di segretario dell’Associazione Teologica Italiana (ATI), di cui è rimasto Consigliere per alcuni anni.

Per sei anni è stato membro del Comitato di consultazione della sezione dogma della rivista internazionale Concilium.

Dopo avere vissuto e svolto attività pastorale a Roma, nell’Istituto S. Leone Magno dei Fratelli Maristi per circa quarant’anni, è ritornato nella sua città e diocesi di origine, Cesena.

Continua a predicare in tutta Italia, guidando esercizi spirituali e corsi di spiritualità rivolti a sacerdoti, religiosi/e, laici.

Scrive regolarmente sulla rivista Rocca della Pro Civitate Christiana di Assisi e collabora da sempre con l’associazione Ore undici, par- tecipando ai convegni e scrivendo sui quaderni mensili.

I suoi interessi sono rivolti soprattutto alla ricerca di modelli teologici che rispondano alle necessità spirituali delle persone di oggi, all’in- cidenza della svolta linguistica della cultura sulla formulazione delladottrina della fede e ai rapporti tra teologia e scienza.

Ha pubblicato molti libri, tra i quali ricordiamo:

Teologia e Diritto Canonico in San Tommaso d’Aquino, Laterano, Roma 1962;

La fede e il suo linguaggio, Cittadella, Assisi 1972;

Darwinismo e teologia cattolica, Borla, Roma 1984;

Un passo al giorno, Cittadella, Assisi 1985;

Per un progetto di vita, Borla, Roma 1985;

La fede professata. Catechismo della Chiesa cattolica e modelli teo- logici, Paoline, Milano 1996;

La vita del credente. Meditazioni spirituali per l’uomo d’oggi, Elle Di Ci Leumann Torino 1996;

Percorsi comunitari di fede, Borla, Roma 2000;

Credenti laicamente nel mondo, Cittadella, Assisi 2006;

Per una spiritualità adulta, Cittadella, Assisi 2008;

Teologia del pluralismo religioso, Pazzini, Verrucchio (FC), 2013; Vocazione cristiana oggi, Cittadella, Assisi, 2014.

www.oreundici.org/personaggi/carlo-molari/

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Era il presepio…

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https://youtu.be/zpO_PaMk1ms

Er Presepio – Trilussa

Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pé st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.
 
La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
www.dlfroma.it

Io sono qui a ricordarti quanto sei prezioso, quanta bellezza abita il tuo cuore, quanti miracoli tu puoi fare, per cui smettila di giocare a fare il malato, prova a guardare con occhi nuovi la tua storia

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Le piccole magie di Romena.

Romena ha i suoi presepi, quelli veri. Ha le sue madonne, le sue sacre famiglie, e ciascuna di loro ha il suo Gesù Bambino in forma di mandorlo. Giustamente non ha alberi di Natale.

Ma Romena, anche di notte, è in grado di trasformare le piccole cose in incanto e di farti vedere quello che ti sfugge, quello che è giusto non esserci, ma per farti piacere te lo mostra.

Ed ecco il caco di fronte alla Pieve: non ha lampadine, non ha fronzoli e orpelli vari, è quasi invisibile nel buio, ma ti chiede soltanto un po’ della tua luce ed eccolo trasformarsi, per un brevissimo istante, in un bellissimo albero di Natale, il più semplice, il più naturale, il più luminoso. Un istante dopo è ancora buio, ma ti lascia con un sorriso…

Auguri !

www.romena.it

La mia stella è sempre lì, a ricordarmi ad ogni risveglio che c’è da camminare per giungere al Natale svegli e vivi.

Ed oggi Gesù insiste, continua a rammentarmi ciò che serve ad ogni inizio, quello in cui consiste la fede: “Alzati e cammina”, fai il primo passo e poi gli orizzonti si spalancheranno e la strada si spianerà, ed i burroni della vita nei quali cadiamo saranno spianati.

Davvero ognuno ha in se tutto ciò che serve per ricominciare a camminare, ogni giorno.

Amo Dio che mi sussurra: “Io sono qui a ricordarti quanto sei prezioso, quanta bellezza abita il tuo cuore, quanti miracoli tu puoi fare, per cui smettila di giocare a fare il malato, prova a guardare con occhi nuovi la tua storia.”

Il miracolo più bello di Dio è quello di risvegliare in ognuno la nostra parte migliore, ed ecco perché, se stamane fai fatica a ripartire, Dio ha solo una parola da dirti: alzati e va, fai qualcosa, anche se è rischioso e potrai sbagliare, provaci comunque…e scoprirai che appena fai il primo passo, Lui si fa soffio di vento nelle vele della tua barca.

Sappi solo che Dio continua a porre in te, nel tuo grembo, la sua parola, la sua fiducia. A Natale, se vogliamo che giunga qualcosa di nuovo, sta a noi partorirlo!

Fra Giorgio

A Sua Immagine … profeti “il coraggio della profezia”

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www.romena.it

Sabato 8 dicembre alle 15:00 (in replica domenica alle ore 6:20) don Luigi sarà su Rai Uno per condurre il secondo appuntamento de “Le ragioni della speranza”, il consueto programma di commento al Vangelo della domenica inserito nella trasmissione “A sua immagine”. Da l’Aquila, dove si trova per un’intervista a Simone Cristicchi sul suo ultimo spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, don Luigi affonterà il tema del coraggio della profezia.
La conduzione di don Luigi durerà per tutto il periodo natalizio: un periodo speciale, di ‘rinascita’ interiore, che quest’anno potrà essere vissuto, per il pubblico televisivo, con l’accompagnamento di riflessioni e pensieri nello stile di Romena.

VARIAZIONE ORARIO: Don Luigi commenta il Vangelo alle ore 15:00 su Rai 1 

Nella puntata di “A Sua Immagine”, Lorena Bianchetti incontra Michele Mirabella. Nell’intervista, i momenti significativi e “natalizi” della carriera del conduttore, dagli esordi a oggi, anche in compagnia di altri grandissimi della tv quali Arbore e Baudo; maanche gli aspetti meno noti, come la passione per il presepe, per il quale Mirabella nutre da anni un’attenzione speciale. E poi l’amore per la lirica, che lo ha condotto a realizzare splendide opere in grandi teatri italiani; e l’importanza che la Madonna Immacolata, festeggiata proprio in quel giorno, riveste per la sua città natale, Bitonto, ma anche per la sua stessa vita. Nella seconda parte, alle 16.15, Le Ragioni della Speranza con don Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena. In questa secondo appuntamento dell’Avvento, dedicato al coraggio della Profezia, il sacerdote toscano ci porterà a L’Aquila per conoscere meglio un grande cantautore dei nostri giorni: Simone Cristicchi.Innamorato della musica, del teatro e di una parola che sia libera, Cristicchi parlerà del suo percorso di vita e del suo impegno per la ricostruzione culturale, dopo il terremoto, della città di Celestino V.Questa puntata, prima e seconda parte, andrà in replica su Rai1, la domenica dalle sei alle sei e trenta.

🕯🕯Avvento 🙏🏻Letture: Baruc 5,1-9; Salmo 125; Filippesi 1,4-6.8-11; Luca 3,1-6

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C’è del lavoro da fare, un lavoro enorme: spianare e colmare, per diventare semplici e diritti. Dio vuole che tutti siano salvi, e non si fermerà davanti a burroni o montagne, neppure davanti alla tortuosità del mio passato o ai cocci della mia vita.
smariadelcengio

 “il vostro male è che non sapete quanto siete belli”

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giro blogando nel Web...

C’È SOLO LA STRADA

È uscito un nuovo articolo per la rubrica #TorniamoUmani, spazio dedicato a storie, personaggi, pensieri, idee che possano aiutarci a non smarrire la bussola dell’umanità. Al centro, l’insegnamento e la strada da seguire di Silvia Romano e don Luigi Ciotti

https://goo.gl/7wxgYs

In queste settimane sto leggendo un libro molto bello di Ermes Ronchi, frate dei Servi di Maria, dal titolo Le nude domande del Vangelo che riporta una frase dello scrittore Fedor Dostoevskij che dice “il vostro male è che non sapete quanto siete belli” e, aggiunge Ermes Ronchi, lo potete sapere solo se si ha la capacità di conservare e vivere in voi speranza e libertà.
Queste parole mi hanno fatto pensare a due eventi accaduti in queste settimane nel nostro paese, così diversi tra di loro e al tempo stesso così uniti, che riguardano il rapimento della…

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🌲BUON AVVENTO 🌲🙏🏻don Tonino

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Riporto un celebre video con l’omelia di don Tonino Bello per augurare a tutti Buon Avvento

 

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/?m=1

A volte abbiamo uno stato d’animo negativo. Tutto ci appare sbagliato, siamo sempre polemici e ci lamentiamo di tutto. Gigi ci spiega che la colpa di questo è spesso la nostra:

“Vicino alla Pieve c’è un caco.

È l’ultimo albero che lascia frutti!

Tutti gli anni cogliamo i cachi bassi e lasciamo quelli in alto, perché vedete tutti gli uccellini durante l’inverno, che non sanno dove battere il capo, vanno lassù a mangiare, almeno passano l’inverno.

Perché non si può tenere tutto pr noi, bisogna lasciare uno spazio anche per gli altri, anche per “l’altro”.

Dobbiamo pensare che in tutto quello che si fa, occorre una grande responsabilità, almeno metterci un po’ di cuore.

Rilke, poeta tedesco, dice: Se le nostre quotidianità vi sembrano povere, non date la colpa alle quotidianità. Prendetevi la colpa voi di non essere abbastanza poeti da vedere i miracoli.

L’amore è la capacità di riprendere in mano tutta la tua vita, anche se è andata male, la rimpasta come il pane e la lancia più in là.

L’amore riesce a far da confine alla nostra pazzia.”

Don Gigi

www.romena.it

ilnestrosesansespine.blogspot.com