Il Vangelo della felicitĂ 

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Don Claudio Doglio

1 e 2 novembre: si legge il vangelo delle beatitudini Mt 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra…

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Prepararsi alla Domenica (Fedeli defunti)

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COMBONIANUM - Formazione Permanente

Prepararsi alla Domenica dei Fedeli Defunti


I morti: le nostre radici

2 novembre – Memoria dei morti
Commento al Vangelo di ENZO BIANCHI

Giorgio Scalco, Melagrane e limoni (part.), olio su tela, 1991

Con questa memoria, siamo al cuore dell’autunno: gli alberi si spogliano delle foglie, le nebbie mattutine indugiano a dissolversi, il giorno si accorcia e la luce perde la sua intensità. Eppure ci sono lembi di terra, i cimiteri, che paiono prati primaverili in fiore, animati nella penombra da un crepitare di lucciole. Sì, perché da secoli gli abitanti delle nostre terre, finita la stagione dei frutti, seminato il grano destinato a rinascere in primavera, hanno voluto che in questi primi giorni di novembre si ricordassero i morti.

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Prepararsi alla festa di Tutti i santi

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COMBONIANUM - Formazione Permanente


Prepararsi alla festa di Tutti i santi

I frutti dell’amore

1 novembre – Tutti i santi
Commento al Vangelo di ENZO BIANCHI

Beato Angelico (attr.), predella della Pala di Fiesole (part.), 1423-24

In questi ultimi decenni sono stati proclamati tanti santi e beati: mai c’è stata nella chiesa una stagione così ricca di canonizzazioni, segno anche di un’estesa “cattolicità” raggiunta dalla testimonianza cristiana. Eppure molti, all’interno e attorno alla chiesa, hanno la sensazione di non conoscere dei santi “vicini”, di non riuscire a discernere “l’amico di Dio” – questa la stupenda definizione patristica del santo – nella persona della porta accanto, nel cristiano quotidiano. Questo forse è dovuto anche al fatto che viviamo in una cultura in cui si privilegia l’apparire, un mondo in cui – come ha detto qualcuno – “anche la santità si misura in pollici”: molti allora cercano non il discepolo del Signore, ma l’ecclesiastico di successo, l’efficace trascinatore di folle, l’opinion leader capace di parole…

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“Non fermiamoci sulla porta”. Omelia di Papa Francesco del 28 ottobre 2014

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Cosa resta del giorno

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 28 ottobre 2014 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalle Letture (Ef 2,19-22; Lc 6,12-16) per descrivere il modo nel quale Gesù getta le basi della Chiesa: Gesù prega, chiama, sceglie e invia. Quella Chiesa nata su di Lui, “pietra angolare” ed edificata sulle dodici colonne da Lui scelte, è aperta a tutti senza distinzione “perché a Cristo interessa amare e guarire i cuori, non misurare i peccati”. Tutti noi siamo chiamati a sentirci parte costitutiva della Chiesa e non ospiti, non dobbiamo fermarci sulla porta ed osservare, ha detto il Papa, ma sentirci pienamente cittadini.

Questa è la trascrizione:

“Gesù prega, Gesù chiama, Gesù sceglie, Gesù invia i discepoli, Gesù guarisce la folla. Dentro a questo tempio, questo Gesù che è la pietra d’angolo fa tutto questo lavoro: è Lui che porta avanti al Chiesa così. Come diceva Paolo, questa Chiesa…

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Non vedo l’ora

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Il Vangelo del giorno

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Luca, 12, 35-38

Come tante ragazze povere, ingannate e fatte schiave da aguzzini travestiti da benefattori, anche noi, sedotti da una menzogna, abbiamo vissuto obbligati a “servire” un “padrone” crudele. Ma il Signore è “giunto nel mezzo” della nostra “notte” di schiavitù, e ne ha fatto una Pasqua. Nel seno materno della Chiesa il “Padrone” autentico della nostra vita ci è venuto incontro in fretta con i “fianchi cinti”, e ci ha comprati al caro prezzo del suo sangue, chinandosi a lavare ogni nostro peccato. Il suo “passaggio” in mezzo a noi ci ha liberati dal giogo del faraone e ci ha trasferiti nella Terra Promessa del suo Regno, dove il Primo si fa ultimo, e il Maestro fa “mettere a tavola” i suoi servi per  “servirli”, donando gratuitamente quello che con cupidigia avevano creduto di poter rubare. Ci siamo nutriti del suo amore e non ne possiamo più fare…

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Sposi, scommettete sul Vangelo

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il blog di Costanza Miriano

di Mimmo Muolo   per Avvenire

Dal Sinodo sulla famiglia il cardinale Stanislaw Rylko si augura che venga un duplice stimolo. Ai laici cattolici, uomini e donne, affinché testimonino con le parole e con l’esempio che «il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia». E alla Chiesa tutta, a «rinnovare ripensare in profondità la pastorale familiare». A pochi giorni dall’inizio dell’assise sinodale, cui parteciperà in quanto presidente del Pontificio Consiglio per i laici, il porporato polacco sottolinea in questa intervista ad Avvenire alcuni temi connessi con l’impegno evangelizzatore del laicato.

Eminenza, come annunciare il Vangelo della famiglia in un mondo che promuove e impone modelli di vita radicalmente opposti?

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