Le nuovissime lettere di Berlicche – LVI – Di che si lamentano?

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Berlicche

Caro Malacoda,

che c’è di strano che l’anima del tuo protetto che, grazie solamente ai miei consigli, sei riuscito a trascinare quaggiù, abbia protestato e strepitato tutto il tempo?
Non ti devi sentire deluso che il tuo lavoro non sia riconosciuto.
Sì, lo so, anni e anni a convincerli che possono fare quello che vogliono, a renderli dei cinici egoisti, a spiegare loro che possono sfruttare gli altri a loro piacimento e poi, non appena capiscono che stiamo applicando a loro la stessa medicina, urlano e si dimenano come fosse una novità.

La verità è che sono dei viziati e degli irriconoscenti. Abbiamo fatto in maniera che si tenessero lontano dal Nemico-che-sta-Lassù il più possibile, d’accordo, ma non è che li abbiamo costretti. Tutto giocato con fair play: non erano obbligati a credere a noi, potevano tornare piagnucolando da quel Nemico che disprezzavano e dai suoi scagnozzi in qualsiasi momento…

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