“i prodigi” sono prima di tutto il supremo prodigio di un evento e di un incontro d’amore. E l’amore donato esige di essere accolto!

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lectio di oggi

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don giovanni nicolini

Mt.13,53-58

53 Terminate queste parabole, Gesù partì di là. 54 Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? 55 Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». 57 Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». 58 E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

COMMENTO DI GIOVANNI

Il grande discorso delle parabole termina in Mt.13,53-58 con la venuta di Gesù “nella sua patria” (ver.54). Il nostro brano è tutto dedicato a mostrare la nuova umanità che in Gesù si rivela e si manifesta. Il suo insegnamento nella sinagoga, lo stupore della gente e lo “scandalo” che Egli suscita in loro mi sembra teso a mostrare appunto l’assoluta straordinarietà della sua Persona.

E si deve dire che nessun luogo e nessuna gente potrebbe più di questi avvertire tale novità! I vers.54-56 esplicitano con grande efficacia tutto ciò, proprio per la conoscenza e la consuetudine che tutti hanno con Lui e con la sua famiglia. Ecco dunque, mi sembra, il motivo per il quale l’Evangelista Matteo pone questo episodio come conclusione delle parabole che hanno annunciato la novità sconvolgente che Gesù, il Figlio di Dio, è venuto a portare! Gesù è il figlio del falegname, e la sua famiglia è una delle famiglie del luogo: tutti ben la conoscono! “Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? (ver.54)….Da dove gli vengono allora tutte queste cose? (ver.56)”.

Questo è dunque lo scandalo: è impossibile che tanta sapienza e tanta potenza siano date ad un’umanità così comune! Nel nostro linguaggio popolaresco noi diremmo forse: “Ma chi crede di essere?”. ”Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua” (ver.57). Questa è infatti la meraviglia divina che il Signore Gesù ora rivela e dona: la presenza,  la potenza  e la paternità di Dio donata a questa povera umanità! La nuova creatura. La nuova umanità, seminata e compiuta nella povera umanità di Adamo. In Gesù e nella sua Pasqua, quella povera umanità muore e risorge. Muore la stirpe di Adamo e risorge la famiglia di Dio!

Gesù collega lo “scandalo” della sua patria a quello che la profezia ha sempre provocato: non un’umanità speciale, ma Dio piegato su questa povera umanità. In Gesù, Dio fra noi: l’Emmanuele. “Il Verbo si fece carne venne ad abitare in mezzo a noi” (Giovanni 1,14).

Ed è triste e amaramente ironica, ma importantissima, la conclusione dell’episodio: “E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi”, per dire che “i prodigi” sono prima di tutto il supremo prodigio di un evento e di un incontro d’amore. E l’amore donato esige di essere accolto!

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

Calendario 2015 – Le Famiglie della Visitazione (file word per stampa libretto)

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