Family Day, Costanza Miriano: “Cristo è la verità dell’uomo”

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il blog di Costanza Miriano

L’intervento di Costanza al Family Day del 30 gennaio 2016 al Circo Massimo di Roma

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di Costanza Miriano

Sono sicura che se siete venuti qui partendo di notte, attraversando il mare e le montagne, rinunciando magari ai soldi per un vestito nuovo, non è solo per dire no a una legge sbagliata. Siamo qui perché la vita è una cosa seria, e quando è minacciata abbiamo il dovere di alzarci in piedi, non con rabbia ma da risorti.

Siamo qui a dire che la famiglia è il vero bene dell’uomo, di ogni uomo, è un patrimonio di tutti, e le leggi che la feriscono sono una sconfitta per l’umanità, tutta.

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Noi ci alzeremo in piedi, da risorti, per amare annunciando lo splendore della Verità

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FAMILY DAY 2016. LETTERA AI PARTECIPANTI

Noi ci alzeremo in piedi, da risorti,  per amare annunciando lo splendore della Verità

Carissimi che partecipate o avreste voluto partecipare

oggi al Family Day del Circo Massimo, grazie.

Ve lo ripeto con tutto il cuore, grazie, perché state dicendo al Governo,

al Parlamento e all’Italia che la vita è una cosa seria

La vostra presenza è la netta e inoppugnabile affermazione che nessuno

ha il diritto di travestirla da Bacio Perugina,

non importa se gay-friendly o no…..

Come semi nascosti nella terra

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Discernere

Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario

Spesso il Vangelo ci trascina in un violento testacoda, come quando Gesù parla del Regno di Dio, oggetto preferito delle confidenze sussurrate “in privato” ai suoi amici. Gli apostoli, infatti, hanno molto a che fare con esso. Quando Gesù afferma che “il Regno è come un uomo che getta il seme nella terra”, oppure “come un granellino di senapa”, sta dicendo che il Regno di Dio non è un luogo circoscritto ma “si può paragonare” a un evento sempre in evoluzione. Lo può “descrivere” solo una “parabola” che racconta una storia, ma allo stesso tempo è molto più di un semplice oggetto.

Il Regno è come un uomo che semina, ma è anche come il seme, che “cresce e germoglia”. E’ una persona, ma è anche la sua vita. E’ un piccolo resto che distende le sue radici nella terra ma non resta fermo; come…

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Domine, quo vadis?

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il blog di Costanza Miriano

Domine,_quo_vadis

Narra la leggenda che all’apostolo Pietro in fuga da Roma per scampare alla persecuzione di Nerone, sia apparso sulla via Appia Gesù con la Croce. Alla domanda di Pietro “Domine, quo vadis?”, Gesù avrebbe risposto: “A Roma, per essere di nuovo crocifisso”. Pietro, compreso il rimprovero, tornò sui suoi passi ed affrontò il martirio.

Ecco mi piace immaginare Pietro percorrere a ritroso la via Appia Antica, passare sotto Porta San Sebastiano e, sempre dritto, continuare per via delle Terme di Caracalla fino ad arrivare lì, proprio di fronte al Circo Massimo.

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Luce sul candelabro della storia

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Discernere

Per amore Dio si è fatto carne, ha vinto la morte e il peccato, e ha scelto un manipolo di uomini per inviarli ad annunciare il Kerygma, la Notizia della loro liberazione. Ha chiamato gli Apostoli innanzi tutto perché “stessero con Lui”, gli amici intimi ai quali ha “confidato i misteri del regno di Dio”. Con la luce della sua Parola che si andava compiendo nella sua carne ha illuminato la storia giungendo a svelare le ragioni profonde della sofferenza di ogni uomo. Accanto a Lui, in una comunità dove l’amore li univa al di là di ogni barriera, essi hanno visto diffondersi nella propria vita la luce della Pasqua, la risposta definitiva di Dio al male, al peccato e alla morte. Plasmati nell’incontro esistenziale con Lui, hanno conosciuto il “tutto ciò” di cui sarebbero stati “testimoni” (cfr Lc 24,48).

Quell’esperienza costituiva la fiamma che arde nella “lampada” di cui ci…

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Perché è diventato più semplice spiegare che l’uomo discende dalla scimmia piuttosto che un figlio da un uomo e una donna

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Maerten Van Heemskerck (1498-1574) Maerten Van Heemskerck (1498-1574)

di Nicoletta Tiliacos per Il Foglio

Che cos’è una famiglia? Dalla risposta che daremo a questa domanda dipende il futuro dell’umano e dell’umanità. E’ questo il senso del libro del filosofo francese Fabrice Hadjadj, che in “Qu’est-ce qu’une famille? Suivi de ‘La Transcendance en culottes’ et autres propos ultra-sexistes” (Salvator) ha raccolto, ampliati, i suoi interventi pubblici più importanti dell’ultimo anno sui temi della famiglia, della filiazione, dei loro rapporti con la tecnoscienza. Nato a Nanterre nel 1971, sposato con l’attrice Siffreine Michel, con la quale ha avuto sei figli (undici anni la più grande, due il più piccolo), Hadjadj è figlio di ebrei tunisini. Dopo una giovinezza che egli stesso definisce “atea e anarchica”, a ventisette anni si è convertito al cattolicesimo, e ora dirige l’istituto europeo di studi Philanthropos di Friburgo, in Svizzera, fondato dieci anni fa con lo scopo di studiare…

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