Oggi le mie parole…sono la vostra lode di ieri.

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G.Bonatti

pensierilenti.wordpress.com


Oggi le mie parole…sono la vostra lode di ieri.

Le ho raccolte, con cura, sperando di non aver dimenticato alcuna delle vostre preziose preghiere.

E’ così bello pensare di diventare così intimi semplicemente unendoci tutti nell’abbraccio di Dio.

Grazie ad ognuno di voi…stamane la mia preghiera è ancor più bella!
Tu sei il mio respiro e sento mancarmi la vita quando mi allontano da Te.

Tu sei il mio Signore che credi in me, che vedi in me cose splendide, che mi ami senza misura, che mi avvolge di tenerezza e misericordia, che riempie il mio cuore di gioia

In ogni momento tu sei quello di cui ho bisogno, in ogni momento una essenza diversa nel tutto che è tutto

Ti lodiamo DIO…PADRE MAGNIFICO

Tu sei consolazione che mi avvolge, tu sei pace che mi inonda. Tu sei il Dio dell’amore.

Tu sei leggerezza, Tu sei amicizia, Tu sei …………

Tu sei Vita mi inondi e sono immersa in Te

Tu sei un papà con il cuore di una mamma che mi protegge, mi consola, mi porta in braccio, mi ama

Padre, TU sei: Canto, Danza, Armonia, Colore, Senso, Pienezza, Salvezza, Eterno, Signore, solo TU sei TUTTO

Tu sei, Signore, l’Amico che nei momenti bui mi stringe le mani, mi accarezza l’anima, non mi fa mai sentire sola.

UNA MERAVIGLIA ai miei occhi

Tu sei un abbraccio di madre

Tu sei Padre, Madre, Fratello, Sorella, Amico sei Melodia

tu solo se la mia forza, tu sei il mio cielo ,tu il mio rifugio!

E ‘bello dar lode al Signore cantare al Suo Nome Santo grande il Suo amore la sua misericordia indescrivibile la sua grandezza

Tu ci allieti il cuore, Ogni giorno, con le tue, parole

Tu sei lo splendore del mattino, che i miei occhi contemplano alle prime luci dell’alba.

Tu sei, il respiro del creato, che mi saluta attraverso il canto degli uccelli, e nella brezza che accarezza il mio viso, e lo fa sussultare di gioia.

Tu sei, il primo raggio di sole, che spunta all’orizzonte, e mi avvolge nel tuo caloroso abbraccio.

Tu sei tuoni e lampi, che scuotono la mia coscienza, e mi inviti a rimediare ai miei sbagli, e a temere, scacciare via dal mio cuore, tutto il male, che vi si annida.

Tu sei, in ogni fiore, in ogni prato, e albero, nel blu del cielo, nel mio cuore, e colori ogni mio pensiero.

Tu sei, nella gioia, nell’amarezza, nel profondo dolore dell’umanità.

Tu sei nel sorriso, nel pianto dei miei occhi, nella povertà della mia fede, nel silenzio del mio cammino, nel balbettare delle mie preghiere.

Tu sei nelle mie mani, quando sanno offrire una carezza, nelle mie braccia, che sostengono il peso del lavoro quotidiano, anche quando stringono a se’ il dolore dell’altro.

Tu sei, nel mio nulla, e ne fai il tuo solo Amore.

Tu…!

Sei il mio Amore, il mio tutto…..Amen..

E noi siamo le Tue mani

la gioia nel cuore, sempre, la lode che fa sempre rumore nel cuore

Tu sei per tutto…..e noi tutti viviamo in te

Tu sei Tu, mio Signore. Tu mio cuore, Il mio cuore Tuo, Tutto Centro Tu.

Egli è la nostra quiete

Tu sei luce nei momenti bui, tu sei forza quando cado, tu sei il volo leggero di una farfalla, tu credi e hai fiducia in me…tu mi accetti per come sono

TU sei il magico silenzio, Tu mi conosci.

Tu sei tutto ciò che amo, tutto ciò che non merito, e Tu Signore grande continui a cercarmi e ad amarmi…

Tu sei colui al quale affido la mia piccolezza perché la trasformi e la renda capace di ” grandi cose “. A Te affido il mio limite umano perché Tu sappia trasformarlo in profonda capacità di accogliere.

Tu sei incontro e condivisione

Ti sei la speranza che non ci abbandona, Tu sei un abbraccio al mio cuore che ti cerca, Tu sei tenerezza fra noi. Tu sei… tutto ciò che mi manca.

Tu sei Mistero silenzioso ed infinito.

Tu sei luce e conforto…

Tu sei la nostra luce di riferimento per non perdere la strada buona

Tu o Dio Sei mia roccia, mio riparo, mio sostegno. Grazie Dio Padre per l’amore, la Misericordia, la pazienza

Giorgio Bonatti
Fraternita di Romena


www.romena.it

Ss.ma Trinità

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Il Vangelo del giorno

Solennità della Santissima Trinità. Anno C

 

ELEVAZIONE ALLA SANTISSIMA TRINITA’
Beata Elisabetta della Trinità

O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per fissarmi in Te, immobile e tranquilla, come se la mia anima fosse già nell’eternità. Nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da Te, o mio Immutabile, ma che ogni istante m’immerga sempre più nella profondità del tuo Mistero.Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo, tua dimora prediletta, luogo del tuo riposo. Che non ti ci lasci mai solo, ma che sia là tutta, interamente desta nella mia fede, tutta in adorazione, pienamente abbandonata alla tua azione creatrice.O mio Cristo amato, crocifisso per amore, vorrei essere una sposa per il tuo Cuore, vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti fino a morirne. Ma sento la mia impotenza, e ti chiedo di “rivestirmi di te”, d’identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima, di sommergermi, d’invadermi, di sostituirti a me, affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della tua vita. Vieni in me Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarti, voglio rendermi perfettamente docile per imparare tutto da Te. Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze, voglio sempre fissare Te e restare sotto la tua grande luce. O mio Astro amato, affascinami perché non possa più uscire dalla tua irradiazione.Fuoco consumante, Spirito d’amore, “discendi in me”, affinché si faccia nella mia anima come una incarnazione del Verbo e io gli sia una umanità aggiunta nella quale Egli rinnovi il suo Mistero.E tu, o Padre, chinati sulla tua povera piccola creatura, “coprila della tua ombra”, e non vedere in lei che “Il Diletto nel quale hai posto tutte le tue compiacenze”.O miei Tre, mio tutto, mia beatitudine, solitudine infinita, immensità in cui mi Perdo, mi abbandono a Voi come una preda.Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi, in attesa di venire a contemplare nella vostra luce l’ abisso delle vostre grandezze.21 Novembre 1904

COMMENTO AUDIO
APPROFONDIMENTI
 

Schnackenburg. Gesù l’inviato
Figlio, Figlio dell’uomo, Figlio di Dio nel Dizionario dei termini del Nuovo Testamento

Parrocchia Santuario – Salus Infirmorum – Scaldaferro di Pozzoleone (VI)

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🙂

giro blogando nel Web...

Vergine Salus Infirmorum
www.santuariodiscaldaferro.org

Il Santuario della Madonna Salute degli Infermi (Vergine Salus Infirmorum) ebbe origine da un piccolo affresco, realizzato sul muro di una stalla, che raffigura la Vergine vestita come un’infermiera celeste con il grembiule viola che copre il manto da regina (1665). La devozione popolare all’immagine fece sì che la nicchia con l’affresco venisse trasformata in una piccola edicola e successivamente (1715) in un tempietto ottagonale edificato dalla famiglia veneziana dei conti Venier che avevano in queste terre i loro beni.Tra il 1910 e il 1923, in seguito all’aumentare dei pellegrinaggi dovuti alla fama dei miracoli ottenuti, la chiesa fu ingrandita. Dal 1954 è parrocchia autonoma e dal 1993 è affidata ai Padri Marianisti.Degni di rilievo sono il noto Presepio Biblico Don Giulio dall’Olmo ed il Mosaico di Padre Rupnik.

 
Indirizzo: via Vallazza, 11 – 36050 Scaldaferro di Pozzoleone –
tel. 0444 462251…

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LA NOSTRA PICCOLEZZA ACCOLTA NELLA BENEDIZIONE DALLE BRACCIA CROCIFISSE DEL SIGNORE

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αποφθεγμα Apoftegma
 
L’ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo 
sono le vostre braccia, Gesù!
Per questo non ho bisogno di crescere, 
al contrario bisogna che resti piccola,
che lo divenga sempre più.
Dio mio, avete superato la mia speranza,
ed io voglio cantare le vostre misericordie.
 
Santa Teresa di Lisieux

 


L’ANNUNCIO

 
Dal Vangelo secondo Marco 10,13-16.

Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.
 

LA NOSTRA PICCOLEZZA ACCOLTA NELLA BENEDIZIONE DALLE BRACCIA CROCIFISSE DEL SIGNORE 

I discepoli di Gesù sono un vero mistero. Gesù li ha istruiti mostrando loro che cosa sia un discepolo. Li ha chiamati, eletti, amati, proprio perché piccoli, perché bambini. Ed essi sgridano chi presenta a Gesù dei bambini perché li accarezzasse. Un mistero di stoltezza. La nostra. In fondo, non com-prendendo non si può accogliere. Lo stolto non può penetrare il pensiero di Dio. Esso è lontano da lui quanto il cielo sovrasta la terra. La gratuità non è nel registro del pensiero dell’uomo. Pietro ne aveva dato dimostrazione quando si è messo di traverso sul cammino d’amore di Gesù. Cosa ha da offrire un bambino? Quali meriti? Nell’Israele del primo secolo il bambino era un simbolo di mancanza di stato sociale e di diritti legali. Era una sorta di “non-persona”, completamente dipendente dagli altri per il sostentamento e la protezione. Poco più che nulla. San Paolo scrivendo ai Corinzi circa la loro elezione dirà: “Considerate bene la vostra chiamata fratelli. Non esistono molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti di nobili natali. Ma quel che esiste di folle nel mondo, proprio questo Dio ha scelto per confondere i sapienti; quello che esiste di debole nel mondo, ecco che Dio lo ha scelto per confondere la forza; quel che nel mondo è di ignobili natali (i figli di nessuno), e quello che viene disprezzato, ecco quello che Dio ha scelto: quello che non è per annientare quello che è, affinché nessuna carne abbia a gloriarsi davanti a Dio” (1 Cor. 1,26-29). Dio ha scelto gente ignobile, disprezzata, figli senza genitori, abbandonati. Dio è andato per orfanotrofi a cercarsi i discepoli. E’ sceso nei luoghi senza amore, senza dignità, nel nulla. Così ha chiamato Abramo, così il suo popolo, così i profeti, così Davide. Così il Suo Figlio, disprezzato, reietto, rifiuto degli uomini. Così ciascuno di noi, bambini, creature del tutto dipendenti, incapaci di tutto. Soprattutto, bambini abbandonati, di nessun valore agli occhi del mondo. Bambini capricciosi, spesso egoisti, ancor più spesso orgogliosi. Bambini che si son creduti adulti, e ricchi, e potenti. Autonomi. Bambini ingannati dallo splendore effimero di ciò che appariva bello e desiderabile. Bambini buttati via. Ciò che non è agli occhi superbi del mondo, come un bimbo ancora nascosto nel grembo di sua madre e per questo scartato, perché malato o solo perché di troppo. Sin qui è giunto l’amore di Dio. In questo abisso è sceso il Signore, soprattutto negli inferi nei quali ci ha spinto la superbia con cui abbiamo rifiutato il non essere quello che avremmo voluto. Qui ci ha voluto abbracciare e benedire i Signore.

 
Il suo amore, le sue mani benedicenti, le sue mani crocifisse ci vengono incontro oggi a svellere i cardini dell’orgoglio. Il suo amore disarma l’orgoglio. Il suo amore proteso oggi su ciascuno di noi è la buona notizia d’una speranza. Il veleno che portiamo dentro si ribella, si agita, sgrida chiunque ci voglia condurre al Signore perché ci benedica. Lo spirito malvagio che s’è impossessato di noi non può accettare il cammino di conversione sul quale la Chiesa ci accompagna. L’avversario sa bene che nell’incontro con le mani di Gesù la nostra vita sarebbe salva, si chiuderebbero le porte del Regno dei Cieli. Se cattolici lo dobbiamo essere secondo i nostri schemi nei quali ci sentiamo così “adulti”; comunque che nessuno si permetta di apostrofarci come bambini, abbiamo esperienza da vendere noi, non siamo sottomessi a nessuno! Ma è più forte l’indignazione di Gesù. La stessa che appare dinanzi all’opera nascosta e subdola del demonio, il dolore acuto che muove le viscere di misericordia di Gesù. Lui è geloso di tutti noi, non può esservi che indignazione dinanzi all’inganno di cui siamo preda. La sua voce tuona e dirada le nebbie dei nostri pensieri, delle paure, delle mormorazioni. La sua voce incatena il demonio al suo rantolo di gelosia, l’ultimo: “Lasciate che i bambini vengano a me”, Lui ci vuole a sé. Ci ha chiamati per stare con Lui. E’ Lui che il Padre ha inviato all’orfanotrofio che è la nostra vita. E’ Lui il Fratello che viene a riscattarci per farci, in Lui, figli adottivi del Suo Padre. E’ Lui che brucia ogni tentativo del demonio di impedire, vietare, proibire che la nostra debolezza sia oggetto del suo amore, delle sue benedizioni. La nostra debolezza, l’essere bambini, disprezzati, deboli, capricciosi, inutili, dipendenti in tutto, l’essere quello che siamo non impedisce l’essere di Gesù. Anzi, il Regno dei Cieli, la Vita eterna in Lui è proprio dei bambini. La costruzione greca della frase infatti dice letteralmente che il Regno “a costoro appartiene“. E’ nostro, esattamente così come siamo. Le mani di Gesù che ci abbracciano, le sue mani che ci stringono, sono esse il nostro vero desiderio, l’unico, il più profondo. Qualcuno che ci accolga così come siamo, qualcuno che ci stringa a sé senza chieder nulla, senza esigere. Gratuitamente. La sua voce, le sue parole che ci attirano vincendo ogni impedimento orgoglioso; le sue mani che ci accolgono e ci stringono in un abbraccio misericordioso che colma ogni nostro vuoto. Il suo amore è il Cielo qui ed ora davanti a noi, è quello che abbiamo atteso, desiderato. E’ la libertà. Da noi stessi, dal dover essere, dal dover fare. E’ la felicità piena, è la beatitudine dei piccoli, dei poveri, è il Regno dei Cieli. Occorre solo accoglierlo come un bambino, come chi non ha nulla se non un bisogno infinito d’amore, di perdono, d’aiuto. Accogliere la buona notizia del Regno come chi non ha niente, ma proprio niente da dare se non la Grazia del suo stesso amore che lo ha fatto esistere e desiderare: «Dio tocca il cuore dell’uomo con l’illuminazione dello Spirito Santo, in modo che né l’uomo resti assolutamente inerte subendo quell’ispirazione, che certo può anche respingere, né senza la grazia divina, con la sua libera volontà, possa incamminarsi alla giustizia dinanzi a Dio» (Concilio di Trento, Sess. 6a, Decretum de iustificatione, c. 5: DS 1525). Accogliere come un bambino che conosce intimamente l’amore di suo padre, non ne dubita, si lascia abbracciare, e perdonare, e amare. Ed è felice così. Il Regno, per lui, sono quelle braccia che lo stringono, la forza di un infinito amore che non delude. Mai.

Ecco la verità sulle apparizioni di Medjugorje.

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medjugorje la verità.

 Ecco la verità sulle apparizioni di Medjugorje – la storia
Medjugorje la verità
Mentre si attendono nella gioia e nella preghiera il resoconto e le indicazioni di Papa Francesco, vi proponiamo questo ‘Speciale’ dalla cittadina della Bosnia Erzegovina conosciuta in tutto il mondo per le possibili apparizioni della Madonna.
Da poco il tg 1 ha mandato in onda l’intervista all’arcivescovo di Sarajevo Vinko Puljic, cardinale che ha fatto parte della Commissione Internazionale istituita da papa Ratzinger sulla veridicità delle apparizioni. Una questione ancora aperta. Ora nella mani di Papa Francesco . Secondo le testimonianze dei veggenti, la Vergine si manifestò sulla collina del Podbrdo nel 1981. Da quel giorno Medjugorje è cambiata . Era un villaggio di pastori mentre ora arrivano pellegrini da tutto il mondo: due milioni l’anno, seicentomila gli italiani.http://tap2-cdn.rubiconproject.com/partner/scripts/rubicon/emily.html?rtb_ext=1&pc=12302/73052&geo=eu&co=it

La storia delle apparizioni di Medjugorje

 

Medjugorje all’inizio delle apparizioni era un piccolo villaggio sconosciuto, neppure segnato sulle carte geografiche. Ora è una tra le località più conosciute di tutto il mondo. Medjugorje significa ‘in mezzo ai monti’, infatti è situato ai bordi di un piccolo altopiano, circondato da colline. È una località che si trova nel comune di Citluk, lontana circa trenta kilometri da Mostar (Erzegovina), e il paese è anche sede di una parrocchia, retta pastoralmente dai francescani della provincia dell’Erzegovina. Questa parrocchia appartiene alla diocesi di Mostar e comprende, oltre a Medugorje, anche i paesi di Bijakovici, Miletina, Vionica e Surmanci. Ha una bellissima chiesa nuova, a tre navate, terminata nel 1969, ed altre tre chiesette.

PODBRDO: LA COLLINA DELLE APPARIZIONI

La storia delle apparizioni di Medjugorje

Secondo il racconto degli 8 veggenti sopra il monte Crnica, in località Podbrdo, nel villaggio di Bijakovici, è apparsa la Madonna a partire dal 24 Giugno 1981. Nel punto preciso indicato dai veggenti come il luogo in cui la Madonna si manifestò ai loro occhi è stata innalzata una grande croce di legno, sistemata su un cumulo di pietre ormai annerite per il fumo e la cera delle candele, accese in continuazione. Ai bordi della radura, nelle fessure tra le rocce, si scorgono tante altre piccole croci, alcune con appeso il Cristo crocifisso, altre senza: alle croci sono attaccate immagini sacre o foglietti di carta sui quali sono scritte di proprio pugno dai molti che sono passati di qui, richieste di grazia, preghiere o altro; oppure sono appese coroncine, collanine, fiori, fotografie, ex voto in genere.
Altre croci più improvvisate e artigianali, costruite intrecciando due bastoncini o due rametti o perfino due steli d’erba, legati assieme nel punto di incrocio con un nastro o con un filo, spuntano ovunque, sulla nuda pietraia o tra i cespugli spinosi.
LA CROCE BLU

La storia delle apparizioni di Medjugorje

Col passare del tempo, ai piedi del Podbordo, è sorto un altro piccolo angolo di preghiera il cui nome è dato dal colore blu della croce di legno che alcuni hanno posto nel luogo in cui la Madonna è apparsa nei primi giorni delle apparizioni, quando non era più possibile recarsi sulla collina per il divieto della polizia. Oggi qui si verificano le apparizioni ad Ivan e al suo gruppo di preghiera (ogni martedì e venerdì) e a Mirjana (il secondo giorno del mese). Presso la Croce blu, specialmente in determinate solennità, vi è la presenza di alcune migliaia di persone dato che quel posto ai piedi del Podbrdo è facilmente accessibile dalla strada anche per le persone anziane e malate.
IL MONTE KRIZEVAC

KRIZEVAC

L’altro monte che fa angolo con il Crnica si chiamava una volta Sipovac (540 m. d’altezza), ma dal 1933 ha preso il nome di Krizevac a motivo di una grande croce di cemento innalzata sulla cima dai parrocchiani per onorare i 1900 anni della morte e resurrezione di Cristo. Da allora ogni anno per la festa dell’Esaltazione della Croce, che qui si celebra la domenica dopo la Natività di Maria (8 Settembre), si radunano intorno all’Eucaristia fino a 70.000 pellegrini. La croce del Krizevac è cara a Dio, come la Madonna ha rivelato nel messaggio del 30 agosto 1984: ‘Cari figli, anche la croce faceva parte del piano di Dio, quando voi l’avete costruita… Recatevi sul monte e pregate davanti alla croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie’. Sulla croce sono incise le parole: ‘A Gesù Cristo Redentore del genere umano, in segno di fede, amore e speranza, in memoria del 1900° anniversario della Passione di Gesù’ ed è fissata una reliquia giunta per l’occasione da Roma: un pezzettino della croce che i cristiani considerano quella sulla quale fu crocifisso Gesù Cristo e la cui parte principale c conservata nella chiesa della Santa Croce di Gerusalemme a Roma. Molte persone proprio su questo monte hanno trovato la pace e la propria via che porta a Dio. Per arrivare ai piedi della croce si deve percorrere un sentiero parecchio più ripido, difficoltoso e lungo di quello del Podbrdo. Proprio inerpicandosi per il ripido viottolo che conduce all vetta, i pellegrini cominciarono a celebrare la pratica devozionale della Via Crucis e così, ai lati del sentiero, sono state poste quattordici semplici croci contrassegnate da numeri romani, che fungono da stazioni. La Vergine segue Gesù ed anche noi lungo la via crucis della vita.
Inizio delle apparizioni (1981)

KRIZEVAC

Il 24.6.1981 verso le ore 18, sei giovani della parrocchia di Medjugorje, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic, hanno visto sulla collina Crnica, nel luogo chiamato Podbrdo, un´apparizione, una figura bianca con un bambino in braccio. Sorpresi e spaventati, non si sono avvicinati ad essa.
Il giorno dopo alla stessa ora, il 25.6.1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sono sentiti fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna.
Marija Pavlovic e Jakov Colo li hanno raggiunti. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje fu così formato. Hanno pregato con la Madonna ed hanno parlato con essa. Da quel giorno, hanno avuto le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente.
Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai più visto la Vergine.
Breve storia dei primi giorni

Medjugorje

Il giorno 24 giugno 1981 alle 18.00 circa i seguenti ragazzi: Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic videro, in una zona detta Podbrdo (sul monte Crnica), una donna giovane e bellissima con un bimbo tra le braccia. Quella volta non disse loro nulla, ma fece solo loro cenno con la mano di avvicinarsi. Ma questi, stupiti e spaventati, non si avvicinarono affatto, sebbene avessero immediatamente pensato che si trattasse della Madonna.
Il secondo giorno:

Medjugorje

Il secondo giorno, il 25 giugno 1981, i ragazzi, tutti d’accordo, alla stessa ora si recarono nuovamente sul luogo in cui il giorno prima era loro apparsa la Madonna, nella speranza di vederLa nuovamente. All’improvviso balenò una luce. Insieme ad essa i ragazzi videro anche la Madonna, ma senza il bambino tra le braccia. Era indescrivibilmente bella, radiosa e sorridente. Con le mani faceva loro segno di avvicinarsi. I ragazzi si fecero coraggio e si accostarono a Lei. Immediatamente caddero in ginocchio ed iniziarono a recitare il Padre Nostro, l’Ave Maria ed il Gloria al Padre e la Madonna pregava insieme a loro, ad eccezione dell”Ave Maria’. Dopo la preghiera, iniziò a parlare con i ragazzi. Ivanka le chiese subito di sua madre che era morta due mesi prima. Mirjana chiese alla Vergine un segno per far capire che i ragazzi non mentivano e non erano matti, come alcuni sostenevano.
Alla fine la Madonna si congedò dai ragazzi con le parole: ‘Addio, angeli miei!’. Alla domanda dei fanciulli, se cioè sarebbe nuovamente apparsa loro il giorno seguente, rispose con un cenno affermativo del capo.
Secondo la testimonianza dei ragazzi tutta la scena era stata indescrivibile. Quel giorno sul luogo in cui i ragazzi avevano visto la Vergine il giorno precedente non erano presenti Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic. Al loro posto c’erano Marija Pavlovic e Jakov Colo. Da allora ai sei ragazzi, in base alla loro testimonianza, la Vergine appare regolarmente. Milka Pavlovic e Ivan Ivankovic che erano insieme agli altri veggenti il primo giorno, non l’hanno più vista sebbene successivamente si siano uniti agli altri nella speranza di vederLa di nuovo.
Il terzo giorno:

Medjugorje

Il 26 giugno 1981 i ragazzi riuscirono a stento ad attendere le 18.00, l’ora in cui la Vergine era loro precedentemente apparsa. Si recarono di nuovo nello stesso luogo per incontrarLa. Erano molto felici, ma quella felicità era un po’ mista alla paura dovuta all’incertezza che ancora regnava su tutto questo.
Ma nonostante tutto i ragazzi avvertivano una forza interiore che li attirava verso la Vergine.
Quando i ragazzi erano ancora in cammino una luce balenò rapidamente per tre volte. Per loro e per gli altri che li seguivano fu il segno che fece capire dove la Madonna si trovasse. Questa volta si manifestò qualcosa in più rispetto ai giorni precedenti, ma nel frattempo la Vergine era improvvisamente scomparsa.
Ma quando i ragazzi iniziarono a pregare riapparve nuovamente ed era meravigliosa, serena, felice e sorridente.
Uscendo di casa, su consiglio di alcune anziane, un uomo del gruppo che si era recato con i ragazzi sul luogo delle apparizioni aveva portato con sé dell’acqua benedetta così che i fanciulli potessero usarla per aspergere l’apparizione ed in questo modo mettersi al riparo da satana. Una volta in compagnia della Vergine, Vicka prese l’acqua ed iniziò ad aspergere dicendo: ‘Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vattene via!’.
Udito questo la Vergine sorrise e rimase con i ragazzi.
Allora Mirjana le chiese come si chiamasse e Lei rispose: ‘Io sono la Beata Vergine Maria.’
Quello stesso giorno, una volta che i ragazzi andarono via da Podbrdo, la Vergine apparve di nuovo, ma solo a Marija e disse: ‘Pace, pace, pace e solo pace!’ Dietro di Lei c’era la croce. E con le lacrime agli occhi ripeté per due volte: ‘La pace deve regnare tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini!’ Questo punto si trova circa a metà della strada che conduce al luogo delle apparizioni.
Il quarto giorno:

Medjugorje

Il 27 giugno 1981 la Vergine apparve ai ragazzi tre volte. Le vennero rivolte parecchie domande alle quali Lei rispose. Riguardo ai sacerdoti disse: ‘Possano i sacerdoti credere saldamente e proteggere la fede del popolo!’
Di nuovo Mirjana e Jakov Le chiesero di lasciare un segno poiché si era cominciato ad insinuare che i ragazzi fossero matti o drogati. La Vergine rispose loro: ‘Non abbiate timore di nulla!’
Prima di congedarsi, alla domanda se sarebbe venuta di nuovo, la Vergine con un cenno del capo rispose affermativamente. Mentre scendevano da Podbrdo, la Vergine apparve loro di nuovo e si congedò dai ragazzi con le parole: ‘Addio, angeli miei! Andate in pace!’
Il quinto giorno:

Medjugorje

Il 28 giugno 1981 già sul presto iniziò ad arrivare un’infinità di gente proveniente da tutte le parti.
A mezzogiorno c’erano quindicimila persone. Quello stesso giorno il parroco Fra Jozo Zovko interrogò i ragazzi su quello che avevano visto nei giorni precedenti.
Alla solita ora la Vergine apparve di nuovo. I ragazzi pregarono con Lei e di nuovo Le chiesero alcune cose.
Ad esempio Vicka Le chiese: ‘Madonna mia, cosa desideri da noi?’ ed ancora ‘Madonna mia, cosa desideri dai nostri sacerdoti?’ ed Ella rispose ‘Che il popolo preghi e creda veramente!’ e, in merito ai sacerdoti, rispose che essi dovevano credere realmente ed aiutare anche gli altri in tal senso.
Quel giorno la Vergine venne ed andò via più volte. In una occasione i ragazzi Le chiesero perchè non si manifestasse nella chiesa parrocchiale dove tutti avrebbero potuto vederla, ma Lei rispose:
‘Beati coloro che senza vedere crederanno’.
Sebbene la giornata fosse afosa e la gente facesse molte domande i ragazzi si sentivano come in paradiso.
Il sesto giorno:

Medjugorje

Il 29 giugno 1981 i ragazzi furono condotti a Mostar per una visita medica e dopo gli esami vennero dichiarati sani. La dottoressa responsabile dichiarò quanto segue: ‘I matti non sono i ragazzi, ma chi li ha portati qui’.
Quel giorno sul monte delle apparizioni la folla era più numerosa che mai. Quando i ragazzi giunsero al solito luogo ed iniziarono a pregare la Vergine apparve loro immediatamente. In quella occasione Ella invitò tutti a credere: ‘Possa il popolo credere veramente e non temere nulla!’
Quello stesso giorno anche la dottoressa che aveva seguito i ragazzi e li aveva osservati al momento dell’apparizione sentì il desiderio di toccare la Madonna e quando, su richiesta dei ragazzi, con la mano toccò le sue spalle avvertì come un brivido che l’attraversava. E lei che non era credente riconobbe successivamente ed affermò: ‘Qui c’è qualcosa di miracoloso!’
Quello stesso giorno la Madonna guarì prodigiosamente un bambino, Danijel Setka, che i suoi genitori avevano condotto lì chiedendo che venisse guarito. Lei promise, a condizione che i genitori pregassero, digiunassero e credessero realmente. A quel punto, il bimbo guarì.
Il settimo giorno:

Medjugorje

Il 30 giugno 1981 due ragazze proposero ai ragazzi di andare con la macchina a fare una passeggiata; in realtà il loro obiettivo era quello di andare lontano dal luogo delle apparizioni e di trattenerli fino a quando non sarebbe trascorso l’orario delle apparizioni. Tuttavia, sebbene i ragazzi fossero lontani da Podbrdo, all’ora solita delle apparizioni, come avvertendo una spinta interiore, chiesero di scendere dall’auto. Scesero e pregarono e la Vergine dalla Collina delle apparizioni, lontano molti chilometri, venne ad incontrarli e recitò con loro sette Padre Nostro… Così l’inganno di quelle ragazze non ebbe successo. Subito dopo la polizia iniziò a proibire l’accesso dei ragazzi e della folla a Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ai ragazzi, e successivamente neanche alla folla, fu più consentito di recarsi in quel luogo. Ma la Vergine continuava ad apparire loro in posti segreti, nelle loro case, in campagna.
I ragazzi rinfrancati parlavano apertamente con la Vergine ed ascoltavano volentieri i Suoi consigli, ammonimenti e messaggi. Tutto questo proseguì fino al 15 gennaio 1982.
Nel frattempo il parroco aveva iniziato a richiamare i pellegrini in chiesa perchè partecipassero al Rosario ed alla celebrazione dell’Eucarestia. Anche i ragazzi venivano e recitavano il Rosario. Anche qui qualche volta la Madonna apparve loro. Lo stesso parroco Fra Jozo Zovko una volta, mentre si recitava il Rosario, vide la Vergine ed interruppe la preghiera e spontaneamente iniziò a cantare ‘Bella sei, bella, Vergine Maria’. Tutta la chiesa capì che stava accadendo qualcosa di insolito. In seguito egli stesso ha dichiarato che in quella occasione aveva davvero visto la Madonna. E lui che fino ad allora non solo aveva avuto dei dubbi, ma era stato contrario alle voci sulle apparizioni, divenne il loro fautore e continuò a renderne testimonianza al punto da venire rinchiuso in prigione.
Dal 15 gennaio 1982 i ragazzi videro la Madonna in una zona vicina alla chiesa e questo fu concesso loro dal parroco a causa delle recenti difficoltà e pericoli e la Vergine aveva già precedentemente acconsentito.
Dal mese di aprile 1985, su richiesta del vescovo diocesano, i ragazzi abbandonarono questo spazio che era il luogo delle apparizioni ed ebbero in cambio una stanzetta nella casa parrocchiale.
Per tutto questo periodo di tempo, dall’inizio delle apparizioni fino ad oggi, solo cinque giorni i ragazzi non hanno visto la Madonna.
La Vergine non è sempre apparsa nello stesso luogo, alle stesse persone o agli stessi gruppi, e le Sue apparizioni non hanno sempre avuto la stessa durata. A volte sono durate solo un paio di minuti, a volte ore. Inoltre la Vergine non è sempre apparsa quando i ragazzi lo desideravano. Una volta i ragazzi pregarono ed attesero, ma la Vergine non apparve nè a quell’ora, nè dopo, in modo inaspettato. Talvolta è apparsa ad alcuni e non ad altri. Se non aveva precedentemente promesso di apparire ad una certa ora, nessuno era in grado di prevedere se o quando sarebbe apparsa. Non si è manifestata solo ai veggenti, ma anche ad altre persone di qualsiasi età, cultura, razza o interesse. Tutto questo ci fa capire che le apparizioni non sono controllate dall’uomo, che non dipendono dal tempo, dal luogo, dal desiderio o dalle preghiere dei veggenti e del popolo, ma solo dalla volontà di Colei che appare.
I 6 veggenti di Medjugorje

Jakov Colo

Jakov Colo è nato il 6.3.1971 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 25.6.1981. al 12.9.1998. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine gli disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno, il giorno di Natale, 25 dicembre. Jakov è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i malati.

Ivan Dragicevic

Ivan Dragicevic è nato il 25.5.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Ivan è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia negli Stati Uniti e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i giovani e per i sacerdoti.

Ivanka Ivankovic-Elez

Ivanka Ivankovic-Elez è nata il 21.6.1966 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. E stata la prima a vedere la Gospa. Fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno in occasione dell’anniversario delle apparizioni, il 25 giugno. Ivanka è sposata, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le famiglie.

Marija Pavlovic-Lunetti

Marija Pavlovic-Lunetti è nata il 1.4.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Grazie a lei, la Vergine invia il suo messaggio alla parrocchia ed al mondo. Dal 1.03.1984 al 8.1.1987 il messagio era dato ogni giovedi, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Marija è sposata, ha quattro bambini, vive con la sua famiglia in Italia e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le anime del purgatorio.

Mirjana

Mirjana Dragicevic-Soldo è nata il 18.3.1965 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 24.6.1981. al 25.12.1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta La vede ed insieme a Lei prega per i non credenti. Mirjana è sposata, ha due bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i non credenti, quelli che non conoscono l´amore di Dio.

Vicka

Vicka Ivankovic-Mijatovic è nata il 3.9.1964 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Vicka è sposata, ha una bambina e vive a Krehin Grac presso Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i malati.
I messaggi
Secondo l’unanime testimonianza dei veggenti, la Vergine durante le Sue apparizioni, ha dato determinati messaggi affinché essi li riferissero all’umanità. Sebbene i messaggi siano stati molti, è possibile ricondurli a cinque messaggi fondamentali poiché tutti gli altri rappresentano o fanno da supporto a questi cinque.
Messaggi generici

Messaggi Medjugorje

PACE – Già il terzo giorno la Madonna ha esposto come primo dei suoi messaggi: ‘Pace, pace, pace e solo pace!’ ed ha ripetuto due volte: ‘La pace deve regnare tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini!’
Considerando il fatto che la veggente Marija ha visto la croce dietro la Madonna mentre esprimeva questo messaggio, ciò vuol dire chiaramente che questa pace può venire solo da Dio che per mezzo della Vergine in Cristo è divenuto ‘nostra pace’ (Efesini 2,14), ‘La pace non come la dà il mondo’ (Giovanni 14,27) e per questo Cristo ha comandato ai Suoi apostoli di portarla al mondo (Matteo 10,11 ) così che tutti gli uomini possano diventare ‘figli della pace’ (Luca 10,6). Quindi anche la Vergine, in quanto ‘Regina degli Apostoli’ , viene presentata a Medjugorje come la vera ‘Regina della Pace’. Nessun’altro sa, come Lei o meglio di Lei, convincere il mondo attuale che si trova ad affrontare problemi di distruzione del fatto che la pace sia il bene più grande e più prezioso.
FEDE – Il secondo messaggio della Vergine è quello della fede. La Vergine ne ha parlato già al quarto, quinto e sesto giorno delle apparizioni e questo è comprensibile. Cioè senza la fede non è possibile trovare la pace. Pertanto la fede è la risposta alla parola di Dio nella quale Egli non solo si manifesta, ma si dona agli uomini. Nella fede l’uomo riceve la parola di Dio che in Cristo è divenuto ‘nostra pace’ (Efesini 2,14). Accogliendola l’uomo diventa un uomo nuovo, con una vita nuova in Cristo e partecipe della natura di Dio (Efesini 2,18).
Così l’uomo ottiene la pace, sia verso Dio, sia verso gli uomini.
Nessuno quindi conosce come la Madonna il valore della fede e quanto essa sia importante per l’uomo di oggi. Per questo motivo Ella la mette sempre in evidenza ai veggenti e chiede loro di donarla agli altri. Lei la antepone a tutto quello che gli uomini cercano e la considera la condizione primaria per poter soddisfare tutte le richieste, desideri e preghiere che si riferiscono alla salute ed a qualsiasi altro bisogno umano.
CONVERSIONE – Anche la conversione è uno dei messaggi più frequenti della Vergine poiché nell’uomo di oggi la fede è debole o del tutto assente e senza la conversione non è possibile ottenere la pace. La vera conversione vuol dire ‘lavare il cuore’ (Geremia 4,14) poiché un cuore corrotto crea e favorisce una struttura e dei rapporti sociali insoddisfacenti, leggi ingiuste e organizzazioni servili. Senza una radicale trasformazione nel cuore ed una sua conversione, la pace non è possibile. Ecco perchè la Madonna raccomanda una frequente confessione.
Questa richiesta è rivolta indistintamente a tutti gli uomini poiché ‘non esiste giusto, neppure uno… tutti furono fuorviati, tutti si sono corrotti’ (Romani 3,11-12).
PREGHIERA – A partire dal quinto giorno delle apparizioni e quasi quotidianamente la Vergine raccomanda la preghiera.
Ella chiede a tutti gli uomini di pregare incessantemente, proprio come Cristo aveva chiesto (Marco 9,29; Matteo 8,38; Luca 11,5-13…). La preghiera quindi sprona e rafforza la fede dell’uomo, senza la quale non vi sono dei rapporti regolari né con Dio, né con gli altri.
Inoltre con la preghiera l’uomo manifesta il suo legame vitale con Dio: Lo riconosce, Lo ringrazia per i doni ricevuti e con fiducia si aspetta tutte le altre cose di cui ha bisogno, in modo particolare la salvezza. La preghiera rinsalda questo atteggiamento dell’uomo e lo aiuta ad instaurare un rapporto regolare con Dio poiché senza questo rapporto non è possibile conservare e promuovere la pace con se stessi e con gli altri.
La fondatezza della preghiera è particolarmente evidente poiché la Parola di Dio è rivolta all’uomo e l’uomo risponde ad essa con le parole. La risposta è una fede espressa o appunto una preghiera che rinsalda, rinnova, promuove e sostiene la preghiera stessa.
Inoltre con la preghiera l’uomo annuncia Dio ed il Vangelo ed accende la fede negli altri.
DIGIUNO – Già dal sesto giorno delle apparizioni la Vergine ha frequentemente raccomandato il digiuno che è al servizio della fede. In questo modo l’uomo verifica, rinsalda ed assicura il proprio controllo di sè. Solo l’uomo che riesce a dominarsi può essere libero e pronto a mettersi al servizio di Dio e del prossimo, come la fede vuole. Il digiuno garantisce all’uomo che il suo abbandonarsi alla fede sia sincero e sicuro. Il digiuno aiuta l’uomo a liberarsi da qualunque schiavitù ed innanzitutto dal peccato. Chi non appartiene a se stesso è uno schiavo. Quindi il digiuno aiuta l’uomo a frenare i suoi desideri che facilmente lo condurrebbero a sprecare in modo avventato dei beni di cui altri avrebbero bisogno per la mera sopravvivenza.
Con il digiuno è possibile ottenere dei beni che consentono di dimostrare il proprio amore ai poveri e ai miseri ed almeno in parte colmare le differenze esistenti tra loro ed i ricchi. Il digiuno cura la povertà degli uni con l’abbondanza e quella degli altri con la povertà stessa. In questo modo si crea quella pace che oggi è in particolar modo minacciata dalle enormi differenze tra ricchi e poveri (nord e sud).
Dai messaggi della Vergine si evince chiaramente che la pace è il bene più prezioso e che la fede, la conversione, la preghiera ed il digiuno sono le uniche condizioni per poterla ottenere.

Messaggi Medjugorje

Messaggi speciali
Abbiamo detto che, oltre ai cinque messaggi che sin dall’inizio la Vergine ha consegnato a tutto il mondo, Ella ha iniziato, dall’1 marzo 1984, ogni mercoledì e tramite Marija Pavlovic, a consegnare altri messaggi per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini che si recano a Medjugorje. La Madonna quindi ha scelto non solo i veggenti, ma anche tutta la parrocchia ed i pellegrini come Suoi testimoni e collaboratori. Tutto questo è evidente nel Suo primo messaggio, in cui dice: ‘Io ho appositamente scelto questa parrocchia ed intendo guidarla’. Ha confermato tutto questo in un’altra occasione dicendo: ‘ Ho scelto in modo particolare questa parrocchia che mi è più cara delle altre e vi ho dimorato con piacere quando l’Altissimo mi ha mandata’ (21 marzo 1985).
La Madonna ha fornito anche una motivazione per questa scelta: ‘Tornate alla parrocchia, questo è il mio desiderio. Così che possano farlo anche tutti coloro che vengono qui’ (8 marzo 1984). ‘Vi prego, tutti voi che appartenente a questa parrocchia, vivete i miei messaggi’ (16 agosto 1984) . E’ necessario che innanzitutto i parrocchiani ed i pellegrini divengano testimoni delle Sue apparizioni e dei Suoi messaggi così che poi, insieme ai veggenti, possano realizzare i Suoi piani di conversione del mondo e riconciliazione con Dio.
La Vergine conosce bene la natura e la debolezza dei parrocchiani e dei pellegrini con i quali intende collaborare per la redenzione del mondo ed è certa che tutto questo richieda una forza soprannaturale.
Ed è per questo motivo che li rivolge e li conduce alla sorgente di questa forza. La prima sorgente è la preghiera.
In quasi tutti i suoi moniti, Ella la raccomanda vivamente. Tra le preghiere mette particolarmente in evidenza la S. Messa (7 marzo 1985, 16 maggio 1985), una costante devozione al Santissimo Sacramento dell’Altare (15 marzo 1984), allo Spirito Santo (2 giugno 1984, 9 giugno 1984, 11 aprile 1985, 9 maggio 1985, 16 maggio 1985, 23 maggio 1985…) e la lettura delle Sacre Scritture (8 ottobre 1984, 14 febbraio 1985).
Con questi messaggi speciali rivolti alla parrocchia di Medjugorje ed ai pellegrini la Vergine desidera approfondire e rendere più comprensibili per tutti i primi messaggi che ha inviato al mondo.
Dal 25 gennaio 1987 la Vergine invia i Suoi messaggi il 25 di ogni mese tramite la veggente Marija Pavlovic. Tutto questo continua ancora oggi.
Dr. Fra Ljudevit Rupcic
(Professore di teologia. Traduttore delle Sacre Scritture in croato. Vive a Medjugorje).
I dieci segreti di Medjugorje

I dieci segreti di Medjugorje

La Madonna ha trasmesso ai veggenti 10 segreti che riguardano tutta l’umanità. In essi risulterà chiaro il piano di Maria per la salvezza del mondo. Mirjana ha ricevuto i dieci segreti, sa cosa sono, quando e dove si realizzeranno, ed ha il compito di comunicarlo a un frate cappuccino da lei prescelto, Padre Petar, con dieci giorni di anticipo.
Faranno assieme una settimana di preghiera e di digiuno poi P. Petar dovrà darne notizia al mondo tre giorni prima che si verifichino.
Lo scopo della Vergine, dice Mirjana, è di salvare tutti, invitando tutti a conoscere l’amore del suo Figlio e consegnare il proprio cuore a lui.
Di questi segreti sappiamo solo che il terzo parla di un segno inequivocabile e bello della sua presenza che la Vergine lascerà sulla collina della prima apparizione. Il settimo invece pare sia molto drammatico, ma Mirjana insiste che non c’è di che avere paura. Chi ha il Signore al primo posto nel cuore non ha nulla da temere.
Alla fine arriverà il tempo della pace, annuncia con sicurezza Mirjana. La Vergine infatti si è presentata a Medjugorje col titolo di Regina della Pace. Non si sa quando tutto accadrà.
Ma secondo padre Livio, che a Medjugorje ha dedicato una serie di libri e che con la sua radio, segue da anni lo svolgersi degli eventi, i fatti dell’11 settembre potrebbero essere l’inizio della vicenda di Medjugorje (per inciso sulle Twin Towers vi erano anche i potenti ripetitori di Radio Maria, che diffondevano i messaggi di Medjugorje).
Il Papa nell’ottobre del 2000, concludendo il grande Giubileo, rinnovò la consacrazione della terra al Cuore Immacolato di Maria dicendo che siamo a un bivio fra trasformare la terra in un luogo di rovine o farne un giardino.
A suo tempo furono fatti esperimenti scientifici, da parte di équipes di medici di chiara fama, che portano all’esclusione di qualsiasi forma di allucinazione e confermarono l’inspiegabilità, sotto il profilo puramente scientifico, dei fenomeni legati alle apparizioni.
Sembra che in un’occasione la Madonna abbia detto che tali sperimentazioni non erano necessarie. Effettivamente basta la semplice osservazione della normalità psicologica dei ragazzi, del loro equilibrio e di una progressiva maturazione umana e spirituale nel tempo per concludere che si tratta di testimoni del tutto attendibili.
Non si è mai sentito nessun abitante del luogo dubitare di loro, eppure quante mamme e quanti padri avrebbero desiderato che fosse un loro figlio o una loro figlia ad essere scelti come testimoni della Beata Vergine Maria! In quale paese del mondo non ci sono rivalità, piccole gelosie e contrasti di interesse? Tuttavia nessuno a Medjugorje ha mai messo in dubbio che la Madonna abbia scelto questi sei e non altri. Fra i ragazzi e le ragazze di Medjugorje non ci sono mai stati altri candidati veggenti.
Bisogna dare atto soprattutto alle famiglie di Bijakovici, la frazione di Medjugorje da dove sono originari i veggenti, di aver accettato disciplinatamente le scelte della Gospa, come lì viene chiamata la Madonna, senza mormorazioni e senza mai metterle in discussione. Satana, per tessere i suoi tortuosi intrighi, ha dovuto sempre ricorrere a gente estranea, trovando impermeabile la gente del posto.
Il tempo che passa è un grande galantuomo. Se qualcosa non va, prima o poi viene alla luce. La verità ha le gambe lunghe e questo lo si vede esaminando con animo sereno un periodo che ormai supera i 25 anni di apparizioni quotidiane.
Si tratta fra l’altro dell’età più difficile della vita, quella dell’adolescenza e della giovinezza, dai quindici ai trent’anni. Età tempestosa, soggetta alle evoluzioni più imprevedibili. Chi ha dei figli sa molto bene cosa significhi.
Eppure i ragazzi di Medjugorje hanno percorso questo lungo cammino senza appannamenti o eclissi di fede e senza sbandamenti morali. Chi conosce bene i fatti sa quali pesi abbiano dovuto sopportare fina dall’inizio, quando il regime comunista li perseguitava in vari modi, pedinandoli, impedendo la salita alla montagna delle apparizioni e perfino cercando di farli passare per dei malati mentali. Si trattava in fondo solo di ragazzi. Pensavano fosse sufficiente intimidirli. Una volta ho assistito a un blitz della polizia segreta che portò via Vicka e Marija per un interrogatorio. Il clima dei primi anni era denso di minacce. L’incontro quotidiano con la Madre celeste è sempre stata la vera forza che li ha sostenuti.
A questo si aggiunga l’ostilità del vescovo del luogo, il cui atteggiamento, comunque lo si voglia valutare, ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una croce pesante da portare. Una delle veggenti una volta mi ha detto, quasi piangendo: «Il vescovo afferma che io sono una bugiarda». Conficcata nel fianco di Medjugorje resta una spina costituita dall’atteggiamento ostile di alcuni ambienti ecclesiastici e solo Dio sa perchè nella sua sapiente regìa ha voluto che la parrocchia, e in primo luogo i veggenti, portassero questa croce.
Sono stati anni di navigazione fra le onde di un oceano piuttosto agitato. Ma tutto questo è nulla di fronte alla fatica quotidiana dell’accoglienza dei pellegrini. Fin dai primi giorni delle apparizioni accorrevano a migliaia da tutta la Croazia e oltre. Poi incominciò la piena inarrestabile dei visitatori da ogni parte del mondo. A partire dalle prime ore del mattino le case dei veggenti erano assediate da ogni genere di persone che pregavano, interrogavano, piangevano e soprattutto speravano che la Madonna si chinasse sulle loro necessità.
A partire dal 1985 ho trascorso tutte le mie vacanze, un mese all’anno, a Medjugorje per aiutare alcuni veggenti nell’accoglienza dei pellegrini. Dal mattino alla sera questi ragazzi, e in modo particolare Vicka e Marija, accoglievano gruppi, testimoniavano i messaggi, ascoltavano le raccomandazioni, pregavano insieme alla gente. Le lingue si mescolavano, le mani si intrecciavano, i biglietti di richieste per la Madonna si accumulavano, i malati supplicavano, i più esagitati, in primo luogo naturalmente gli italiani, quasi assalivano le case dei veggenti. Mi chiedo come le famiglie abbiano potuto resistere in mezzo a questo assedio incessante.
Poi, verso sera, quando la gente sciamava verso la chiesa, ecco finalmente il momento della preghiera e dell’apparizione. Una sosta corroborante senza la quale non si sarebbe potuto andare avanti. Ma poi ecco la cena da preparare, gli amici, i parenti e i conoscenti invitati a tavola da servire, i piatti da lavare e infine, quasi sempre, il gruppo di preghiera fino a notte inoltrata.
Quale giovane avrebbe potuto resistere a questo tipo di vita? Quale l’avrebbe anche solo affrontata? Chi non avrebbe perso il suo equilibrio psicologico? Eppure a distanza di anni ti trovi di fronte delle persone serene, calme ed equilibrate, certe di quel che dicono, umanamente comprensive, consapevoli d ella loro missione. hanno i loro limiti e i loro difetti, per fortuna, ma sono semplici, limpidi e umili. Sono i sei ragazzi il segno primo e più prezioso della presenza della Madonna a Medjugorje.
Gli altri articoli del nostro speciale:

A cura di per Redazione Papaboys
fonte: Innamorati di Maria – link all’articolo originale
Si ringrazia www.guardacon.me per le fotografie del servizio.

Papaboys  IN HUMANITAS ET WEB / ON 20 MAGGIO 2016 AT 19:50 /

Arte e spiritualità.

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Tu sei Bellezza – Arte e spiritualità. Studi, riflessioni, testimonianze

La convergenza tra arte e spiritualità

 Riflettere sulla bellezza cristica

«Tu sei Bellezza». Dio non è solo verità, Dio non è solo bontà, Dio è l’espressione personalissima del terzo trascendentale – il bello – e solo così la sua verità e la sua bontà sono qualificate. Francesco d’Assisi l’ha conosciuto così e l’ha così riconosciuto senza essere un addetto di metafisica. San Gregorio Nazianzeno insegnava in una sua Orazione che il bello non viene riconosciuto come tale se non viene trasmesso in un modo bello. La via pulchritudinis non è solo un riconoscimento, ma anche uno stile, è un modo e un’arte di essere con Dio e di annunicare Dio.
Gli artisti costituiscono in questo senso dei potenziali ministri privilegiati per l’annuncio di Dio. L’arte – diceva Giovanni Paolo II nella sua celebre lettera agli artisti – «è, per sua natura, una sorta di appello al Mistero», è «cifra del mistero e richiamo al trascendente». Gli artisti, invece, per dirla con Paolo VI sono – o, meglio, dovrebbero essere – «i custodi della bellezza nel mondo».
Arte e spiritualità. Studi, riflessioni, testimonianze (Copertina flessibile)
 
di P. Martinelli (a cura di), W. Block (a cura di)
 
Il volume Arte e spiritualità. Studi, riflessioni, testimonianze, raccoglie gli interventi della giornata di studio promossa dall’Istituto francescano di spiritualità della Pontificia Università Antonianum di Roma, svoltosi il 24 aprile 2013. Il libro, edito dalla EDB, ci invita a interrogarci sull’arte, sul suo senso e orientamento e sulla portata sua valenza religiosa (la prima parte, specie con Paolo Martinelli e Marko Ivan Rupnik). Ci invita a guardare l’arte con gli occhi dell’artista (gli interventi della tavola rotonda), e a vedere la sapienza e la “parola” dell’arte francescana, soprattutto dei crocifissi francescani (Gli interventi di Giuseppe Buffon e di Lorenzo Cappelletti).
 
 
La riflessione sul bello ci mostra subito che esso abbia un potere evocativo e invocativo: dal bello vero, o meglio dalla sua forza “fascinosa” nasce l’affezione e l’affidamento e quindi la supplica. Agostino osserva che «non è possibile amare ciò che non è bello» (Confessioni, IV,13.20). Prendere coscienza di questa forza e potenza del bello ci fa capire che esso dovrebbe costituire «una dimensione fondamentale della nuova evangelizzazione» (Paolo Martinelli).
 
 
Ora nel considerare il bello, Papa Benedetto XVI invita ad evitare due estremi: il primo è quello dello strano «culto del brutto» che considera cinicamente che ogni bellezza come un inganno. D’altro canto bisogna contrastare «la bellezza mendace» che rende l’uomo più piccolo, anziché aiutarlo a giungere alla pienezza della sua statura.
 
 
L’Occidente – e la lezione balthasariana ce lo mostra in modo molto esteso – ha conosciuto una lunga fase di esilio del bello, di «de-estetizzazione» in nome della metafisica, prendendo chiaramente le distanze dalla visione e dalla visuale patristica e medievale. A ragione il teologo Herrlichkeitlamentava che la bellezza «non è più amata e custodita nemmeno dalla religione». Il pericolo è che se l’uomo non è più sensibile al bello, diventa insensibile al trascendente e all’ordine degli affetti.
 
 
Sempre Balthasar continua la sua diagnosi sull’esilio della bellezza dicendo: «Chi, al suo nome [il nome della bellezza], increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che – segretamente o apertamente – non è più capace di pregare e, presto, nemmeno di amare».
 
 
La relazione al bello vero e buono ha un che di religioso e sacrale, anzi di catartico della comprensione del sacro. La bellezza è il volto fascinoso e propositivo della fede. A ragione, Marko Ivan Rupnik osserva che la bellezza salva il bene dal pericolo di imporsi e protegge il vero dalla tentazione totalitaria. «La dettatura del bene – infatti – è la suprema espressione del male. Il bene che non diventa bellezza è un fanatismo. Allo stesso modo, una verità che non diventa bellezza mangia gli uomini, li distrugge, è un drago».
 
 
Ma cos’è la bellezza teologica? – è sicuramente la manifestazione dell’espropriazione amorosa trinitaria che si manifesta come «amore fino alla fine» nel Mistero pasquale. La bellezza personificata è il Cristo stesso, «il più bello tra i figli dell’uomo» e al contempo «colui nel quale non vi è bellezza». La sua bellezza esorcizza l’estetizzazione meramente epidermica e plastica. La bellezza che Dio ha comunicato non fu un’idea, un quadro, ma un’“opera”, una salvezza, la Persona di Cristo. Nell’epifania della bellezza divina, Dio ci fa capire che «se la verità non si può rivelare come amore, è un idolo. Per comunicare ci vuole la persona» (Rupnik). E l’amore bello comunicato in Cristo ci mostra il distintivo di autenticità di ogni amore e quindi di ogni espressione artistica che vuole essere bella della bellezza dell’amore-persona: deve essere un amore pasquale. «Se un amore non è pasquale, è un amore pagano. Pensare che io amerò senza pagare di persona significa essere un grande idealista pagano, perché la bellezza è pasquale» (Rupnik, p. 29).
 
 
Infine, la vera arte passa per le vene dell’artista che si lascia trasfigurare dalla bellezza che contempla e che tenta di raffigurare. Dato che la bellezza è l’amore realizzato, soltanto chi si lascia trasfigurare dall’amore “opera” l’arte e non la fa soltanto. È la lezione del grande francescano, san Bonaventura il quale ci testimonia la grande e unica opera artistica di cui siamo personalissimamente responsabili, quello dell’abbellimento dell’anima: «Anima contemplativa, quae Deum videt in contemplatione, tota pulchrificatur» (L’anima che vede Dio nella contemplazione, viene resa tutta bella).
 
 
R. Cheaib
Monica Mondo intervista Padre Rupnik a #SOUL
Speciale #SOUL – “L’arte della Misericordia” con Padre Rupnik – Puntata 1: L’alleanza
Speciale #SOUL – “L’arte della Misericordia” con Padre Rupnik – Puntata 21: il corpo

LA CHIAVE DELLA FELICITA’ NON ESISTE, MA LA BUONA NOTIZIA E’ CHE LA PORTA NON E’ CHIUSA!