+ La Croce +

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La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «Ora il figlio dell’uomo è stato glorificato e anche Dio è stato glorificato in lui, e lo glorificherà subito» (Gv 13, 31-32). E di nuovo: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17, 5). E ancora: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12, 28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me (cfr. Gv 12, 32). Vedi dunque che la croce è gloria ed esaltazione di Cristo.
– Sant’Agostino –

By leggoerifletto


Il Segno della Croce – don Romano Guardini
Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare.

No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? 

Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l’animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, corpo ed anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica.

Perché? Perché è il segno della totalità ed è il segno della re­denzione. 

Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce Egli santifica l’uomo nella sua totalità fin nelle ultime fibre del suo essere.

Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell’atto della be­nedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell’anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa.

Pensa quanto spesso fai il segno della croce. E il segno più santo che ci sia. Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto l’essere tuo, corpo ed anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, e tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza di Cristo, nel nome del Dio uno e trino.

– don Romano Guardini –

Fonte: “Lo spirito della liturgia. I Santi Segni”. Ed.Morcelliana 2005

Inginocchiarsi 

Quando pieghi il ginocchio non farlo nè frettolosamente nè sbadatamente. 

Dà all’atto tuo un’anima. 

Ma l’animo del tuo inginocchiarti sia tale che anche interiormente, il cuore si pieghi dinnanzi a Dio in profonda riverenza. 

Quando entri in chiesa o ne esci oppur passi davanti all’altare piega il tuo ginocchio profondamente lentamente; che questo ha da significare Mio grande Dio!!!. 

Ciò infatti è umiltà è verità ed ogni volta farà bene alla tua anima” 

– don Romano Guardini –

Il coraggio di osare

Signore Gesù, fammi conoscere chi sei.

Fa sentire al mio cuore la santità che è in te.

Fa’ che io veda la gloria del tuo volto.

Dal tuo essere e dalla tua parola,

dal tuo agire e dal tuo disegno,

fammi derivare la certezza che la verità e

 l’amore sono a mia portata per salvarmi.

Tu sei la via, la verità e la vita.

Tu sei il principio della nuova creazione.

Dammi il coraggio di osare.

Fammi consapevole del mio bisogno di conversazione,

e permetti che con serietà lo compia,

nella realtà della vita quotidiana.

E se mi riconosco, indegno e peccatore,

dammi la tua misericordia.

Donami la fedeltà che persevera e la fiducia che comincia

sempre, ogni volta che tutto sembra fallire.

– don Romano Guardini – 


Il crocifisso – don Bruno Ferrero
In un’antica cattedrale, appeso ad altezza vertiginosa, c’è un imponente crocifisso d’argento che ha due particolarità. La prima è la corona di spine sul capo di Gesù: è tutta d’oro massiccio tempestato di rubini e il suo valore è incalcolabile. 

La seconda particolarità è il braccio destro di Gesù: è staccato e proteso nel vuoto.

Una storia ne spiega il motivo.

Molti anni fa, una notte, un ladro audace e acrobatico progettò un piano perfetto per impadronirsi della splendida corona d’oro e rubini. Si calò da uno dei finestroni del tetto legato ad una corda e oscillando arrivò al crocifisso.

Ma la corona di spine era fissata molto solidamente e il ladro aveva solo un coltello per tentare di staccarla. Infilò la lama del coltello sotto la corona e fece leva con tutte le sue forze. Provò e riprovò, sudando e sbuffando. 

La lama del coltello si spezzò e anche la corda, troppo sollecitata, si staccò dal finestrone.

Il ladro si sarebbe sfracellato sul pavimento, ma il braccio del crocifisso si mosse e lo afferrò al volo.

Al mattino i sacrestani lo trovarono lassù, sano e salvo, tenuto saldamente (e affettuosamente) da Gesù crocifisso.

– don Bruno Ferrero – 

da: “La vita è tutto quello che abbiamo”, ed. Elledici

Signore Gesù, aprici gli occhi: fa’ che vediamo il fango e lo riconosciamo per quello che è, affinché una lacrima di pentimento ricostruisca in noi il pulito e lo spazio di una vera libertà.  

card. Angelo Comastri

da: “100 Preghiere”

Fa male guardare all’uomo crocifisso; ma è a quel luogo che, ancora oggi, possono guardare tutti gli abbandonati della terra, tutte le vittime innocenti della cieca violenza umana.

– Luca Diliberto –

da: “Luce sul mio cammino”

Aiutami, guariscimi, abbi compassione di me Signore Gesù Cristo, aiutami; non farmi peccare contro di te, perché mi sono smarrito.

Non fare che io segua la mia volontà, non fare che io vada in rovina con i miei peccati.

Abbi compassione della tua creatura, non disprezzarmi perché sono debole, non abbandonarmi perché in te mi rifugio, guarisci l’anima mia perché ho peccato contro di te.

Davanti a te sono tutti quelli che mi opprimono e io non ho scampo se non presso di te.

Signore, salvami per la tua misericordia.

Siano svergognati tutti quelli che si levano contro di me, quelli che cercano l’anima mia per distruggerla perché tu, Signore, sei potente in tutto e a te spetta la gloria, a Dio Padre e allo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen. 

Isaia di Scete tratto da Asceticon (logos 4,75)

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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