L’anima

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Manca qualcosa-alla-tua-fede?

E’ tornata l’alba a dipingere dei suoi colori il giorno che nasce, luce che squarcia il buio per aprirci alla vita.

In me risuona ancora quel ‘ma io vi dico’ a non lasciarmi tranquillo, a farmi perdere la certezza che basta fare il compitino per esser a posto. Forse ha ragione Pannikar: “La più grande epidemia del mondo contemporaneo è la superficialità”.

Ho sempre quel sentore, quell’odore di stantio quando sento qualcuno che si fa forte osservando la legge, perché quando ti senti ‘a posto’ credi di poter comprare Dio. Costui è superficiale, perché non guarda oltre, dentro, l’unico posto dove guarda Dio.

Te lo racconto con la storia che ho condiviso ieri alla messa.
Dov Ber era un rabbino fuori del comune. La gente tremava quando si trovava alla sua presenza. Egli era uno studioso del Talmud di grande fama, inflessibile, e intransigente nelle questioni dottrinali. Non rideva mai. Credeva fermamente nel valore dell’autopunizione e lo si sapeva capace di digiunare per parecchi giorni di fila. Alla fine le molte privazioni ebbero la meglio su di lui. Si ammalò gravemente e i dottori non riuscivano a curarlo. Come ultima risorsa, qualcuno suggerì: “Perché non chiedere aiuto a Baal Shem?” Dov Ber acconsentì, quantunque all’inizio fosse contrario all’idea, perché disapprovava severamente il comportamento di Baal Shem, che considerava come un eretico. 

Mentre Dov Ber era convinto che la vita acquistava significato soltanto attraverso la sofferenza e l’osservanza della legge, Baal Shem si sforzava di alleviare il dolore e predicava pubblicamente che era la gioia a dare un senso alla vita. 

Era già passata la mezzanotte, quando Baal Shem rispose alla chiamata e si presentò. Entrò nella camera del malato e gli porse il Libro della bibbia, che Dov Ber aprì e cominciò a leggere ad alta voce. Leggeva da appena un minuto quando, così racconta la storia, Baal Shem lo interruppe.

“Manca qualcosa”, disse. “Manca qualcosa alla tua fede”. “Che cosa?”, chiese il malato. “L’anima”, rispose Baal Shem.

fra Giorgio

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