Lectio quotidiana – Siracide

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 Sir 24,23-34 

23 Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che Mosè ci ha prescritto, eredità per le assemblee di Giacobbe. 24 Non cessate di rafforzarvi nel Signore, aderite a lui perché vi da vigore. Il Signore onnipotente è l’unico Dio e non c’è altro salvatore al di fuori di lui. 25 Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione delle primizie, 26 effonde intelligenza come l’Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura, 27 come luce irradia la dottrina, come il Ghicon nei giorni della vendemmia. 28 Il primo uomo non ne ha esaurito la conoscenza e così l’ultimo non l’ha mai pienamente indagata. 29 Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio è più profondo del grande abisso. 30 Io, come un canale che esce da un fiume e come un acquedotto che entra in un giardino, 31 ho detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ma ecco, il mio canale è diventato un fiume e il mio fiume è diventato un mare. 32 Farò ancora splendere la dottrina come l’aurora, la farò brillare molto lontano. 33 Riverserò ancora l’insegnamento come profezia, lo lascerò alle generazioni future. 34 Vedete che non ho faticato solo per me, ma per tutti quelli che la cercano. 


COMMENTO DI GIOVANNI 


Tutto il supremo dono della Sapienza di Dio è contenuto nel “libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che Mosè ci ha prescritto” (ver.23)! Sono felice di questa precisazione così chiara e semplice. 


E sono grato anche per l’indicazione diretta del “libro dell’alleanza”! Mi piace anche oggi prendere tra le mani il Libro, la mia bibbia, e aprirlo, e leggerlo! 


Perché tutto questo è l’incontro con il Signore già a quest’ora, prima che tutto cominci, e leggere e rileggere il libro è in realtà ascoltare! 


Ascoltare Lui che mi parla. Che ci parla! 


E dunque è ascoltarlo insieme a te, che con la tua fede sostieni la mia poca fede e con la tua carità riscaldi e illumini il mio cuore sempre troppo freddo! 


Questo libro porta “la legge che Mosè ci ha è prescritto”, e quella Parola che è Gesù stesso, e che è la pienezza e la piena illuminazione, e l’adempimento della Parola che in tal modo è antica e sempre nuova. 


Quella Parola che si è fatta carne ed è Gesù stesso! 


“Eredità per le assemblee di Giacobbe” e ora annunciato e donato a tutta l’umanità. Anche a me e a noi.  


Questo è per noi il dono che ci consente sempre di “rafforzarci nel Signore e di aderire a Lui perché ci dia vigore” (ver.24), perché “è l’unico Dio e non c’è altro salvatore al di fuori di lui”! 


La Parola di Dio che ascoltiamo viene paragonata ai grandi fiumi della creazione (Genesi 2), ed è importantissimo che il paragone sia con l’acqua del fiume che incessantemente scorre! 


E così tutti i verbi che descrivono quest’acqua sono verbi di movimento! 


E’ acqua-sapienza che trabocca (ver.25), effonde intelligenza (ver.26). “Effonde intelligenza” (ver.26). 


E’ “come luce che irradia la dottrina” (ver.27). 


Continua a scorrere! Per questo la comunione con questa sapienza non ha mai fine. Mai posso pensare di aver “capito, compreso…”: “Il primo uomo non ne ha esaurito la conoscenza e così l’ultimo non l’ha mai pienamente indagata”!! (ver.28), perché “il suo pensiero è più vasto del mare e il suo consiglio è più profondo del grande abisso” (vers.29-30)! 


A questo punto … ci sono io!! E come ci sono? “Come un canale che esce da un fiume, per innaffiare, pensavo, “il mio giardino e la mia aiuola”: la mia piccola vita e la mia piccolissima persona di peccatore inaridito. 


Ma ecco l’incredibile: “il mio canale è diventato un fiume e il mio fiume è diventato un mare”. 


Vedi tutta la divina bellezza della tua piccola storia. Per fortuna lì dove sei, ci sei! 


Ed ecco allora la tua “missione” di semplice cristiano, di povero figlio di Dio salvato dal Figlio di Dio e vivente in Lui: “Farò ancora splendere la dottrina come l’aurora”, dove l’aurora porta in sé e dona un giorno nuovo! E “la farò brillare molto lontano” (ver.32). 


E ascoltiamo e contempliamo la divina bellezza dei due ultimi versetti del nostro brano, che ci chiede di lasciare alle generazioni future l’insegnamento e la profezia (ver.33). 


E conclude al ver.34, dicendo di te, ma anche un po’ di me, e di tanti altri semplici e umili discepoli di Gesù: “Vedete che non ho faticato solo per me” ma per tutti quelli che accanto a me e come me cercano la Sapienza di Dio.


Dio ti benedica. E tu benedicimi. 


Tuo. Giovanni.

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