Il cielo è il limite. “I limiti, come le paure, spesso sono soltanto illusioni” La vecchiaia è come un conto in banca. Ritiriamo alla fine quanto vi abbiamo depositato durante tutta la vita…

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Il cielo è il limite. – The sky’s the limit.

                                           Il guado di Yabbok
QUAL È IL LIMITE?
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Riccardo Brasca

The sky’s the limit. Il cielo è il limite. Quante volte questa frase è stata sentita in una canzone oppure letta in un libro? Quante volte guardando il cielo, siamo stati colti da un senso di riverenziale timore nei suoi confronti, percependolo come qualcosa di irraggiungibile nonostante le tecnologie di oggi ci permettano di arrivare fino a Marte? Il cielo può essere da sempre considerato il limite dell’uomo. A partire dal tempo delle polis greche, quando la gente vedeva il monte Olimpo avvolto dalle nubi e lo considerava irraggiungibile in quanto residenza degli dèi, fino ai giorni nostri in cui, nonostante aeroplani e sonde spaziali, l’immensità dello spazio resta oscura e sconcertante; il mistero del cielo non ha mai smesso di affascinare e scuotere l’animo umano. Una cosa misteriosa, inevitabilmente porta le persone ad agire in due modi diametralmente opposti: c’è chi scappa e si rifugia nell’etichettare come impossibile e distante l’oggetto della sua paura, oppure c’è chi rimane estasiato e decide di cogliere il mistero come una sfida.    Chi sicuramente ha deciso di lasciarsi sedurre dal mistero del cielo, e non farsi spaventare da quello che in molti considerano il punto di arrivo per le ambizioni di una persona, sono stati i coniugi Nives Meroi e Romano Benet; marito e moglie sono due persone che, come forse non tutti sanno, poco tempo fa hanno stabilito un record nella storia dell’umanità: sono la prima coppia ad aver scalato tutti i quattordici monti che superano quota 8000 metri. Loro hanno superato il cielo. Per loro “sky’s the limit” non è uno slogan che può essere ritenuto valido; Nives e Romano, per ben quattordici volte hanno oltrepassato le nuvole, e per ben quattordici volte hanno avuto conferma di come sognare in grande e adoperarsi seriamente per realizzare i propri desideri, permetta all’uomo di andare oltre quello che apparentemente è un limite. Quante persone ritengono che sia praticamente impossibile salire fin sopra il cielo per una volta? E addirittura per quattordici? Io, personalmente, sarei il primo ad alzare la mano in seguito a questa ipotetica domanda. Ciò che è difficile spaventa, è inevitabile, ma come ci insegnano molte icone dello sport e non solo, se un obiettivo, pur senza dover essere per forza scalare una montagna, si rivela complicato, impegnarsi per raggiungerlo superando i limiti che si potrebbe pensare di avere, darà ancora più soddisfazione una volta realizzato il proprio sogno. Tutti abbiamo dei limiti, certo. Solo un folle affermerebbe il contrario. Resta però da definire che cosa sia davvero il limite. Michael Jordan ci insegna che: “I limiti, come le paure, spesso sono soltanto illusioni”; uno dei più grandi giocatori della storia della NBA, vuole si sottolineare come sia ovvio che l’essere umano non sia onnipotente, e che quindi abbia dei limiti, ma usando le parole “spesso” e “illusione”, vuole anche rimarcare come, purtroppo, per paura di volare troppo in alto, molte volte una persona dipinga come limite ciò che in realtà magari non lo è. In tutti gli ambiti della vita, che sia la scuola, l’università, lo sport, il lavoro o anche il relazionarsi con le altre persone, le difficoltà esistono. Le complicazioni fanno parte della nostra esistenza, è inevitabile, e quindi siamo noi a dover rimboccarci le maniche per far si che i problemi non dominino la nostra vita. Quante volte ci siamo sentiti dire “no”? In quante occasioni ci hanno detto “non sei adatto”? In quante situazioni ci hanno detto che “è fuori dalla tua portata”? Moltissime, sicuramente, ma il trucco, se così vogliamo chiamarlo, è non farsi convincere dagli altri che siamo limitati per una determinata cosa. Lottare per ciò che desideriamo, è tutto qui il segreto; può capitare che un nostro desiderio si riveli davvero irrealizzabile a causa di un nostro limite o per mille altri motivi, ma l’importante è che non ci si faccia spaventare in partenza da questa possibilità e non si rinunci a priori, perché se non si prova non si potrà mai sapere, ed è terribile svegliarsi la mattina chiedendosi “e se invece avessi provato?”, perché non ci sarà mai una risposta, e il dubbio ci divorerebbe prima o poi. Pensiamo a Lionel Messi; se avesse deciso di mollare quando da giovanissimo veniva scartato dalle squadre perché lo ritenevano troppo gracile, se avesse fatto si che gli altri gli imponessero un limite, oggi non potremmo ammirare le magie calcistiche che forse nessuno al mondo ha mai saputo fare come lui. Pensiamo a Valentino Rossi, la cui autobiografia è intitolata proprio “Pensa se non ci avessi provato”; pensiamoci un attimo davvero, se non avesse voluto nemmeno provare a viaggiare a 300 km/h su due ruote perché spaventato dall’idea di non poter essere all’altezza dei migliori, quale grande perdita sarebbe stata per tutto il mondo dello sport. Molti sono i personaggi che nel loro campo di competenza hanno fatto la storia, e queste grandi figure, da Messi a Valentino, dai coniugi Romano e Nives a Jordan, hanno superato quello che può essere definito come il più grande limite per l’uomo: quello della paura di fallire; non bisogna pensare che per loro sia stato facile in quanto dotati di talento, perché prima di lanciarsi e provare a realizzare le proprie passioni, anch’essi avranno avuto momenti di sconforto in cui pensavano che ci fosse un limite insuperabile da varcare; in tutti gli ambiti della vita esiste la paura di fallire, perché nulla è semplice o scontato; ci si può inventare un limite ancora prima di capire se esista davvero, oppure buttarsi nell’avventura della vita e provare, consapevoli della possibilità di poter fallire, ma animati dal desiderio di sconfiggere quelli che pensiamo possano essere i nostri limiti. Nella vita siamo divisi in vincenti o perdenti, ed è da come ci relazioniamo con l’idea di limite che si vede chi siamo veramente: un perdente è colui che lamenta “forse si può fare, ma è difficile”, e quindi a priori vede l’ostacolo come insuperabile, mentre il vincente dichiara “è difficile ma si può fare”; cambia solamente l’ordine delle parole della frase, ma fa tutta la differenza del mondo tra chi è schiavo della paura e chi non vuole farsi schiacciare dall’illusione del limite.    


Quando ero un giovane seminarista, ricordo di essermi recato in infermeria una sera (sinceramente non ne rammento il motivo). Mentre il frate infermiere stava rimboccando le coperte per la notte a due preti costretti a letto, io ero nel corridoio buio e assistetti a tutta la scena. Mentre rimboccava le coperte al primo prete, tirandogliele sotto il mento, l’anziano lo rimbrottò adirato: “Togli la tua faccia dalla mia fratello”. II povero frate andò in silenzio nell’altra stanza dal secondo prete. II prete rispose con gratitudine: “Oh, fratello, sei così buono con noi. Stasera, prima di dormire, dirò una preghiera particolare solo per te”. Lì, nel corridoio buio, fui colpito da un’improvvisa consapevolezza. Un giorno io sarei stato uno di quei due vecchi preti. La piena consapevolezza era questa: io stavo già esercitandomi per quel momento. Quando si invecchia, le abitudini prendono il sopravvento. I vecchi eccentrici si esercitano tutta la vita a essere eccentrici. I vecchi santi si esercitano tutta la vita a essere santi.

La vecchiaia è come un conto in banca.
Ritiriamo alla fine quanto vi abbiamo depositato durante tutta la vita…
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