29 Luglio…

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Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli

anniversario-di-nozze

Restano le tue orme sul cammino per chi vorrà seguire i passi tuoi: promessa di #felicità   SuiPassiDiPaolo Buona solennità dei santi Pietro e Paolo 😀
Video a cura delle Figlie di San Paolo

Immagine www.maranatha.it

Dal Martirologio

Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro.
Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso.
Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense.
In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.

Prima Lettura

Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.
Dagli Atti degli Apostoli
At 12,1-11

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 33

R. Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Seconda Lettura

Ora mi resta soltanto la corona di giustizia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2Tm 4,6-8.17-18
‡ Alleluia, Alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

Alleluia.

VANGELO

Mt 16, 13-19
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

C: Parola del Signore.

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Un post sugli “anziani”…

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Dopo Tanti Anni

Dopo Tanti Anni

Dopo tanti anni avere ancora tante cose da dirsi, dalle più futili alle più gravi, senza andare a sceglierle, senza il desiderio di meravigliare o di essere ammirati. Che meraviglia! È a c c a d u t o spesso anche a m e , c o m e a molti miei lettori, d’in contrare coppie anziane che hanno alle spalle  a n c h e mezzo secolo di matrimonio, che h a n n o  a t t r a v e r s a t o prove di ogni genere, ma che c o n s e r v a n o intatta la gioia di stare insieme, di c o n d i v i d e r e piccole e grandi cose, di sentirsi completi solo se l’altro è accanto a sé. Li vediamo passeggiare nei parchi cittadini sostenendosi con p r e m u r a reciproca, pronti a condividere n o n s o l o l e p a r o l e m a anche i silenzi. E’ q u e s t a l a «meraviglia» che d i p i n g e l o scrittore francese François Mauriac (1885-1970) nel suo Diario. Una meraviglia ben d i v e r sa  e  g r a n d i o s a rispetto a quella delle nozze di divi, calciatori o principi, alonate di pubblicità, di r i c c h e z z a , d i sguaiata allegria. S i è t a l o r a pessimisti ai nostri giorni riguardo al matrimonio e alla sua tenuta, e anche a ragione. M a q u e s t o accade perché e s s o n o n è costruito sulle fondamenta rocciose, a cui alludeva Gesù in una celebre parabola, bensì sulla sabbia dell’immediatezza dei sentimenti, dei contatti dei corpi, della superficialità delle relazioni. Eppure sono tante le coppie serie e generose che testimoniano le parole di Mauriac con la loro vita. Anzi, in quella pagina lo scrittore continuava con un’altra osservazione che è consolante (basta solo aver occhi attenti per trovarne conferma): «L’amore coniugale che persiste attraverso mille vicissitudini, mi sembra il più bello dei miracoli, benché sia anche il più comune». 

Da “Mattutino” di Gianfranco Ravasi  Avvenire  20 ottobre 2005

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Da POESIE

 I primi a credere nella resurrezione di Gesù sono stati due innamorati: Maria Maddalena e Giovanni, il discepolo che Gesù amava Leggerezza è un atto di Fede, in Qualcuno che non consegna nessuna delle tue cose al caso, e se ti toglie qualcosa, ti rende qualcos’altro di egual valore. Leggerezza è un atto di Amore, è permettere a qualcun altro di amarti e di aver cura di te. Leggerezza è un atto di Speranza, è quando non sei definito dagli errori del passato, né dai problemi del presente, né dal futuro che ti aspetta e che aspetti.

Signore, mi ricordo di tutto, non posso dimenticarmi di te, della tua tenerezza.

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Aprimi al tuo silenzio

Signore, mi ricordo di tutto,
non posso dimenticarmi di te,
della tua tenerezza.
Aprimi al tuo silenzio,
tutto ciò che ho dimenticato
sussurralo al mio orecchio.
Non vorresti confidarmi ciò
che mi rende fedele a te;
non vuoi che la mia carne
ritrovi il ricordo
della tua mano stretta nella mia?
Nel più profondo di me incidi
con tutto il tuo fuoco
la meraviglia del tuo amore,
della tua gloria.
Allora la mia vita si risveglierà
e il mio amore saprà ricordarsi,
e vedrai tutto il mio essere
ardere della Parola di gioia
e correre davanti ai fratelli
per cantare il suo Signore
e lodare il mio Dio.

Il valore della Preghiera

* Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari. Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito. * *Spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo.* * … L’uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi. * *Dolorosamente la donna supplicò: «Per favore, signore! Le porterò il denaro più in fretta che posso!» Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva trova…

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La visita penitenziale domani di Papa Francesco a Barbiana

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Papa Francesco a … Barbiana e Bozzolo

                             PIETRE VIVE

La visita penitenziale domani di Papa Francesco 
a Barbiana e Bozzolo
di Luis Badilla
 
Non vogliamo entrare nei giudizi su don Lorenzo e su don Primo che, in questi giorni, hanno contrapposto almeno due opinioni diverse: la visita che farà domani il Papa alle tombe di questi due illustri sacerdoti italiani è una vera “riabilitazione”, una “richiesta di perdono”, oppure questa visita invece non deve “riabilitare” nulla “perché è l’omaggio a due presbiteri impegnati in prima linea in tempi difficili”. Non sappiamo quanto interesse e consistenza può avere questo dibattito e soprattutto a cosa possa servire. 
Sappiamo solo una cosa che si evince dalla lettura delle buone biografie di don Milani e di don Mazzolari nonché da alcune importanti testimonianze: anche a loro, come spesso è accaduto a tantissimi splendidi veri figli della Chiesa, essa ha riservato un trattamento ingiusto, offensivo e umiliante. Questi due sacerdoti sono stati oggetto di incomprensioni, calunnie, ingiustizie e vere persecuzioni, da parte dei loro superiori o confratelli e anche da parte di autorità vaticane dell’epoca. Per moltissimi anni, e ovviamente anche dopo la loro morte, sono stati accusati e processati, “scartati”.
Naturalmente Papa Francesco conosce benissimo la vita e l’opera di don Lorenzo e di don Primo e proprio perché conosce a fondo queste vicende, senza polemiche né parole altisonanti, con umiltà discrezione, domani si recherà a pregare sulle tombe di questi due suoi confratelli. Il suo sarà una viaggio e una visita penitenziale di gran rilevanza e significato. Farà bene la comunità ecclesiale tutta ad accompagnare Papa Francesco con questo spirito e con questa consapevolezza.
Ieri domenica Papa Francesco ha chiuso il suo saluto dopo la recita dell’Angelus con queste semplici parole: “E martedì prossimo mi recherò in pellegrinaggio a Bozzolo e Barbiana, per rendere omaggio a Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, i due sacerdoti che ci offrono un messaggio di cui oggi abbiamo tanto bisogno. Anche in questo caso ringrazio quanti, specialmente sacerdoti, mi accompagneranno con la loro preghiera.”
(fonte: Il Sismografo)

Ultimi giorni per donare… “NEL NOME DI FRANCESCO”

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non c'è rosa senza spine By GiuMa

Con il Cuore…

GIORGIA ” CREDO”-ASSISI 2017
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Giorgia – Credo

Con il Cuore, nel nome di Francesco”

L’evento solidale vedrà la partecipazione di Amara, Coro Antoniano, Franco Battiato, Elodie, Francesco Gabbani, Giorgia, Max Laudadio, Maldestro, Marco Masini, Fabrizio Moro, Nek, Federico Paciotti e Ramon Vargas, Carly Paoli, The Kolors, Sergione e Paolo Vallesi, tutti uniti per una causa comune: ridare un sorriso a chi lo ha perduto.

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Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali.Sarà di 5 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile, di 5/10 euro da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali e di 10 euro da rete fissa Vodafone. “Con il cuore, nel nome di Francesco” è una produzione Rai1, per la regia di Maurizio Pagnussat.



NEL NOME DI FRANCESCO

www.conilcuore.info

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Dime como ser pan … dimmi come essere pane?

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Dimmi come essere pane, come essere alimento che sazia da dentro, che porta la pace.

Dime como ser pan – DE SALOMÉ ARRICIBITA

Dimmi come essere pane, come essere alimento che sazia da dentro, che porta la pace….

dimmi come avvicinarmi a chi non ha fiato e crede che ridere e amare siano favole. Dimmi come lasciarmi mangiare poco a poco donando tutto e riempiendomi di più…

come essere per gli altri in ogni momento alimento e manna.

Tu che sei il pane della Vita , tu che sei la Luce e la pace, tu che inzuppi la terra quando fai piovere il cielo, tu che fai di me il tuo riflesso, tu che abbracci la mia debolezza, tu che sazi la mia fame quando torno da lontano …

dimmi come esser pane che cura l’ ingiustizia, dimmi come essere pane che crea libertà

Libera Traduzione da  Dime como ser pan 

Dime cómo ser pan,
dime cómo ser pan,
cómo ser alimento
que sacia por dentro
que trae la paz
Dime cómo ser pan,
dime cómo ser pan,
dime cómo acercarme
a quien no tiene aliento
a quien cree que es cuento
el reír, el amar
Dime cómo ser pan,
dime cómo dejarme
comer poco a poco
entregándolo todo
y “llenándome” más
Dime cómo ser pan,
dime cómo ser pan
cómo ser para otros
en todo momento,
alimento y maná (bis)
TÚ QUE ERES EL PAN DE LA VIDA
TÚ QUE ERES LA LUZ Y LA PAZ
TÚ QUE EMPAPAS LA TIERRA
CUANDO LLUEVES EL CIELO
DIME CÓMO SER PAN
TÚ QUE HACES DE MÍ TU REFLEJO
TÚ QUE ABRAZAS MI DEBILIDAD
TÚ QUE SACIAS MI HAMBRE
CUANDO VUELVO DE LEJOS
DIME CÓMO SER PAN (bis)
Dime cómo ser pan
que cura la injusticia
dime cómo ser pan
que crea libertad
Dime cómo ser pan  Salomé Arricibita

PANIS ANGELICUS (LIVE). LUCIANO PAVAROTTI & STING – UN’INTERPRETAZIONE EMOZIONANTE DELLA COMPOSIZIONE POETICA DI SAN TOMMASO D’AQUINO

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Il “pane degli angeli” ( “Panis Angelicus“)

PANIS ANGELICUS (LIVE). LUCIANO PAVAROTTI & STING (HQ)

UN’INTERPRETAZIONE EMOZIONANTE DELLA COMPOSIZIONE POETICA DI SAN TOMMASO D’AQUINO

Uno dei più grandi tenori di tutti i tempi e una delle star mondiali del rock hanno unito le loro voci per cantare uno degli inni più poetici a Gesù presente nell’Eucaristia.
E il risultato è stato sorprendente. Da un lato Luciano Pavarotti, dall’altro Sting. Le parole furono composte nel XIII secolo da San Tommaso d’Aquino.
L’indimenticabile interpretazione ha avuto luogo nel primo concerto “Pavarotti & Friends”, tenutosi a Modena, città natale del tenore, nel 1992.
Il “pane degli angeli” ( “Panis Angelicus“) esprime la sorpresa del credente “servo, povero e umile” che nell’Eucaristia mangia il suo Signore. “Portaci dove tendiamo, alla luce in cui tu abiti”, pregavano in latino Pavarotti e Sting.
Pavarotti è morto nel 2007, ma in questo video continua a farci emozionare ancora oggi di fronte alla grandezza dell’Eucaristia.

 Jesús Colina/Aleteia Italia | Giu 16, 2017