Non importa che cosa dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una penna stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l’incontro dell’anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio.

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Una visione diversa, una prospettiva nuova. Quando sono a casa da mamma ho un tramonto da regalarmi, e qualche minuto me lo faccio rubare sempre dall’arrivederci del sole. Poco dopo raggiungo l’altro terrazzo e mi trovo di fronte l’alba. Come a darsi il cambio, come una staffetta di luce e di meraviglia. La luna sorge, piena, bella, proprio dalla parte opposta in cui il suo amico sole se né andato. Meraviglia! Due incanti, uno dopo l’altro, quasi da non dormirci per la bellezza.Le coccole non sono mai abbastanza. I miei gatti lo sanno bene, e anche mamma sta imparando. Sono arrivato a casa da lei ieri, giusto per qualche bacio e una notte in compagnia. E’ da poco tornata dall’ospedale e serve una presenza, semplice, rassicurante. La ripresa è lenta, l’intervento è stato ‘importante’ dicono i medici, ‘mi sento un po’ tutta delicata’ dice lei.La tenerezza abita i suoi movimenti, la sua lentezza costringe a rallentare, il tempo della malattia è opportunità per tanti.Mi piace concludere stamane con la parole della Delbrel

“Non importa che cosa dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una penna stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l’incontro dell’anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio.”

Sempre più bella…già…

fra Giorgio
 
www.gliscritti.it
La misericordia
Donne e ironia
Il cristiano: un’ipotesi vivente di Dio
Nota personale del 1956:
 «Una vocazione per Dio tra gli uomini», in La gioia di credere,  177.
www.martaemaria.it

Madeleine Delbrêl Una biografia di una mistica tra poesia e
 impegno sociale
www.martaemaria.it/pdf

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One thought on “Non importa che cosa dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una penna stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l’incontro dell’anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio.

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