Voi siete la luce del mondo…

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Sant’Antonio di Padova

 
LA LITURGIA DEL GIORNO
www.lachiesa.it/liturgia
VANGELO (Mt 5,13-16) 
Voi siete la luce del mondo. 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore
Commento

È un grande privilegio per un Apostolo del Signore poter applicare a sé il magnifico testo di Isaia che Gesù a Nazaret ha applicato a se stesso: “Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri…”. 

Veramente lo Spirito era su Antonio di Padova, che ha portato il lieto annuncio, il Vangelo, ai poveri con un successo straordinario. E ha fasciato le piaghe dei cuori spezzati, ha annunciato la liberazione dei prigionieri, in modo così luminoso, così straordinario, che è stato canonizzato dopo un solo anno dalla sua morte. È una cosa che oggi sarebbe impossibile, ma che dice bene quanto profonda fosse la venerazione del popolo cristiano. In questo testo di Isaia, in cui vediamo chiaramente l’azione dello Spirito consolatore che fascia le piaghe del cuore, che consola gli afflitti, vorrei sottolineare l’annuncio di libertà, che ci fa vedere lo Spirito all’opera come creatore, così come lo invoca l’inno di Pentecoste. Tutti siamo prigionieri di tanti condizionamenti, provenienti dal nostro temperamento, dalle circostanze, dallo stato di salute, dai rapporti interpersonali che non sempre sono armoniosi… E cerchiamo la liberazione. Ma la vera liberazione viene in modo inatteso, in modo paradossale dallo Spirito di Dio, che non risolve i problemi, ma li supera, portandoci a vivere più in alto. Nella vita di sant’Antonio possiamo constatare questa liberazione operata dallo Spirito. Antonio avrebbe potuto essere grandemente deluso, depresso, perché tutti i suoi progetti sono stati scombussolati. Voleva essere missionario, voleva perfino morire martire e proprio per questo si era imbarcato per andare fra i musulmani. Ma il suo viaggio non raggiunse la meta: invece di sbarcare nei paesi arabi fu sbarcato fra i cristiani, in Sicilia e poi rimase in Italia. Avrebbe potuto passare il resto della sua vita a compiangere se stesso: “Non posso realizzare la mia vocazione ! “. E invece fiori dove il Signore lo aveva inaspettatamente piantato: cominciò subito a predicare, a fare il bene che poteva, e acquistò una fama straordinaria.

 

LECTIO

www.famigliedellavisitazione.it

«Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

Martedì 13 giugno 2017 – Lc 5,1-11   

1 Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2 vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3 Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. 4 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». 5 Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6 Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7 Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 8 Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9 Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10 così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11 E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

COMMENTO DI GIOVANNI

Questo “far ressa attorno” del ver.1 dice un assembramento che potrebbe suonare addirittura pericoloso e minaccioso, se non fosse per questo desiderio di “ascoltare la Parola di Dio”.Ed è questo affollamento a promuovere la bella immagine del Signore che insegna alle folle dalla barca di Simone.Ed è la prospettiva luminosa della vocazione di Simone, che viene coinvolto negli eventi a partire dalla sua barca!Penso che molti di noi potrebbero fare memoria del loro incontro con il Signore per eventi e strumenti che non erano appello diretto alla loro persona, e che poi si sono rivelati come l’occasione della chiamata alla salvezza!In fondo, tutto potrebbe concludersi al ver.4, quando Gesù “ebbe finito di parlare”; ma dice a Simone di prendere il largo e gettare le reti.Così, l’appuntamento prezioso con la folla che lo ha ascoltato diventa ora l’inizio di un cammino che coinvolge e invade la vita del pescatore, che deve diventare “pescatore di uomini” (ver.10)!Il ver.5 è la bella umile confessione di chi sembra fare di una notte infruttuosa il paradigma della sua stessa vita, ma che ora lo spinge a lasciarsi dietro le spalle la sua infruttuosa competenza per “gettare le reti” sulla parola del “Maestro”.Questo appellativo  ci offre la profondità che l’insegnamento di Gesù ha portato al pescatore!A questo punto, la notte infruttuosa sembra diventare simbolo e orizzonte della vita precedente e determinazione a gettare le reti della vita non sulla propria competenza ma sulla “scommessa” della fede nella Parola di questo Maestro!La pesca è così abbondante da provocare quasi la rottura delle reti. Di questo si ricorderà qualche secolo dopo S.Agostino che viveva in una grande “esuberanza” di adesione delle folle alla fede, sino a portarlo a sperare che si potesse arrivare a reti che non si spezzano perché ormai tutto sarà composto nella luce finale. E per questo citerà le reti di Giovanni 21, una Parola che oggi vi consiglio di ascoltare per la sua bellezza e la sua vicinanza-diversità rispetto alla nostra Parola di oggi!La reazione di Simone è grande: notiamo che quello che è avvenuto dentro di lui è così grande … da fargli cambiare nome, ed ora egli diventa, al ver.8, Simon Pietro!La reazione di Pietro è, mi sembra, non solo comprensibile, ma anche in certo senso molto vera: “Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore” (ver.8)!Siamo dunque in una pesca ben diversa e ben nuova e decisiva!La chiamata della misericordia divina e la vita nuova che inizia, coinvolge oltre a Pietro anche i suoi compagni!Questo è bellissimo per come ci mostra il coinvolgimento che ha verso tutti la storia della salvezza di ciascuno! O per lo meno di chi è in qualche modo “socio”!Ed ecco Simon Pietro ora diventato , come dicevamo, “pescatore di uomini”.Resta un quesito interessante! Pietro ha confessato di essere un peccatore. Ora non lo sarà più? Il Signore nulla dice a proposito. A me piace ricordare che anche da capo degli apostoli Pietro conoscerà la sua fragilità fino al tradimento!Ma la grazia del Signore e la sua misericordia continuano ad accompagnarci per tutta la nostra vita.Noi siamo, o per lo meno io lo sono certamente, “peccatori salvati”!Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.
 Giovanni Nicolini

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