🕯La notte di Santa Lucia🕯

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VANGELO DI MATTEO 11,28-30

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

SARÀ

Sarà la chimica,

che spariamo nei nostri cervelli,

capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà la politica,

alla quale affidiamo il nostro destino sociale, capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà comprare

le cose per riempirci di cose o sarà un divano dove esultare di vittoria per un risultato sportivo invece che per un altro, oppure

sarà la sfida nella competizione o l’ansia dell’ambizione capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà un cartoncino

dove grattare la fortuna e la sfortuna a ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale

o

sarà compiacere

gli altri, possedere le persone, essere violenti, giudici dei fratelli, brontoloni a oltranza?

Sarà la cultura,

alla quale affidiamo il nostro sapere collettivo, capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione,

oppure

sarà la legge nei tribunali o il potere economico?

Saranno la magia,

la scuola, l’oceano delle opinioni, il successo, il denaro, il prestigio, il culto dell’immagine oppure

le leggi di mercato e i principi morali capaci di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Cosa sarà mai capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale? Gesù.

Gesù e l’amore

che è venuto a insegnarci e a rivelarci.

Gesù non solo è pronto e disponibile a ristorarci, ma può farlo,

nel senso che è capace di farlo,

ha la potenza per farlo. Ma come?

Semplice.

Lui risponde: venite a me, che significa:

state con me,

ascoltate me e le mie procedure,

mangiate me,

amate me,

seguite me, abbandonatevi in me, abbracciate me,

parlate con me,

confidate in tutto e per tutto

in me.

🙏🏻🙏🏻🙏🏻

d. Paolo Spoladore

IL GRANELLINO🌱

(Mt 11,28-30)

È una fatica essere umile. Per essere umile bisogna andare controcorrente all’io che vuole emergere, apparire, comandare, stare al primo posto. È una strada stretta e in salita. Poichè la nostra natura è indebolita dal famoso peccato originale, bisogna fare sforzi immani per non cedere agli istinti animaleschi ad affermare il nostro io che non vuole essere a servizio degli altri, che non vuole sottomettersi a nessuno, che non vuole essere secondo a nessuno.

La tentazione di prendere la strada larga per non soffrire, per affermare il nostro io è forte. Chi vuole salire la strada dell’umiltà con le sole proprie forze conoscerà il fallimento. Sfiduciato, dirà a se stesso: “Basta! Non ce la faccio più. Non voglio più obbedire a nessuno. Non voglio indossare più il grembiule. Non voglio più essere considerato uno stupido. Non voglio più dire con la Vergine Maria: “Ecco, sono la serva del Signore!”.

Se non abbiamo la forza di Gesù ricevendo lo Spirito Santo cadremo nella tentazione di dire basta al cammino dell’umiltà. Faremo quello che fece il profeta Elia che, stanco e avvilito nell’essere perseguitato a causa della parola di Dio, mentre fuggiva nel deserto, si fermò e si sedette sotto un ginepro e disse: “Voglio morire!”. Ma il Signore intervenne e lo rese forte dandogli da bere e da mangiare. Reso forte dal cibo che il Signore gli diede, continuò il suo cammino fino al monte Oreb dove sperimentò la tenerezza di Dio.

È una grossa fatica essere mite dinanzi alla violenza. L’istinto animalesco porta l’uomo a reagire con violenza quando si subisce una parola o un gesto violento. Per non essere violento bisogna farsi violenza. Senza lo Spirito di Gesù si cade nella tentazione di mettere in pratica il detto “Occhio per occhio e dente per dente”.

Santa Teresa del Bambino voleva salire il monte della santità da sola e con le proprie forze, ma accadeva che si trovava giù a valle. Poi il Signore le fece capire che senza di Lui non sarebbe mai riuscita ad arrivare sulla sommità. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

www.romena.it

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