“Signore, 🙏ricordati degli uomini di cattiva volontà🙏🏻”.

Pieve di Romena, 29 Aprile 2018
Le riflessioni e l'omelia di Luigi Verdi durante la messa. (Podcast)

www.romena.it

Ricordati degli uomini di cattiva volontà

“Signore, ricordati

non solo

degli uomini di buona volontà,

ma anche

di quelli di cattiva volontà.

Non ricordarti di tutte le sofferenze

che ci hanno afflitto.

Ricordati, invece, dei frutti

che noi abbiamo portato

grazie al nostro soffrire:

la nostra fraternità,

la lealtà,

l’umiltà,

il coraggio,

la generosità,

la grandezza di cuore

che sono fioriti

da tutto ciò che abbiamo patito.

E quando questi uomini

giungeranno al giudizio,

fa’ che tutti questi frutti

che abbiamo fatto nascere

siano il loro perdono”.

Preghiera scritta da un anonimo ebreo
e trovata nel lager di Ravensbrück
alla fine della II guerra mondiale.

preghiere/ricordati-degli-uomini-di-cattiva-volonta

 

Cattedrale di Monreale

Appunti:

www.cercoiltuovolto.it/

“L’amore diventa così una “casa”, e non una casa qualunque, ma una “casa abitata”. Quando ti senti amato ti senti a casa, la persona che ti ama “”diventa la tua vera casa. â€œ

Il #Vangelo di questa domenica Giovanni 15, 9-17 e il commento di Giovanni Vannucci go@EremoQuorleo.gl/taJ9Xo @

Domenica 6 maggio

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici».

da Gv 15, 9-17

L’amore del Padre avvolge il creato come onda fecondatrice, situata a un livello differente da quello ove si svolge la nostra esistenza, ma accessibile a chiunque si metta in sintonia con le sue vibrazioni: l’amore del Padre è nella continua offerta di se stessi, per la gioia del dono, per l’ebbrezza di gettare continuamente allo sbaraglio la propria vita.
La redenzione di Cristo è l’apertura verso l’infinito amore del Padre: essa è immanente, costante, continua. Essa significa rendere liberi gli schiavi, coscienti gli incoscienti, forti i deboli, felici i miseri, sani gli ammalati. Nell’amore del Padre comprendiamo che Dio vive in ognuno di noi: è il divino prigioniero che da noi attende la liberazione, la scarcerazione dalla materia che lo comprime. Liberiamo Dio prigioniero in noi, lasciamolo respirare il suo vasto respiro, che egli si dilati e infranga ogni vincolo che lo costringe e lega. Respiriamo del suo respiro, palpitiamo dei suoi palpiti: amiamo del suo amore, e saremo liberi.

   Giovanni Vannucci

Appunti:

COMMENTO AL VANGELO:

L’amore è sempre una faccenda concreta. Amare a parole non solo conta poco ma risulta anche offensivo. L’amore è sempre una questione di fatti e non di apparenze. Gesù lo sa bene, per questo nel Vangelo di oggi lo dice esplicitamente ai discepoli: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”. Accogliere e osservare diventano così due verbi indivisibili. Chi accoglie e non osserva è simile a uno che s’innamora di una donna ma poi non fa nulla per conquistarla, così quell’amore si trasforma in un dolore incandescente che gli brucia dentro. La fede funziona alla stessa maniera: non si può rimanere a guardare alla finestra quello che Dio fa, dobbiamo con la nostra libertà cercare di aggrapparci a Lui mettendo in atto un effetto domino dell’amore che Gesù descrive così: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. L’amore diventa così una “casa”, e non una casa qualunque, ma una “casa abitata”. Quando ti senti amato ti senti a casa, la persona che ti ama diventa la tua vera casa. Il suo abbraccio è meglio di un castello. La sua presenza vale più di un giardino con piscina. I suoi occhi meglio di un panorama mozzafiato. Questo promette Gesù a chi “accoglie e osserva” la sua Parola. Ma questa è una faccenda che solo lo Spirito Santo può spiegarci bene: “lui vi insegnerà ogni cosa” dice Gesù. E l’opera dello Spirito si muove su due direzioni solitamente: ricorda e conduce. Ricorda, perché riprende sempre in una maniera sapienziale il passato, l’accaduto, il trascorso, e lo rilegge in una maniera sapienziale. Egli riesce sempre a rileggere sapendo leggere anche tutto ciò che era contenuto fra le righe, nel non detto, nel non immediato; conduce, perché lo Spirito non si limita a rileggere in maniera sapienziale e retroattiva la vita, ma la spinge in avanti, verso il suo compimento. Verso la verità tutta intera. In questo modo ci tiene ancorati nel presente perché agisce sul passato e sul futuro.

don Luigi Epicoco su Facebook LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 13, 54-58

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

C: Parola del Signore.

A: Lode a Te o Cristo.

il Vangelo della Domenica

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Profezia di Malachia – Wikipedia

Appunti:

Dal blog di Antonio Socci

Uno studioso romano, Alfredo Barbagallo, ha fatto sorprendenti scoperte sull’antica “profezia di Malachia”, spesso citata sui media, ma ben poco conosciuta. Sono scoperte che proiettano quell’antico testo proprio ai giorni nostri e addirittura a persone viventi oggi.

Il documento “Prophetia Sancti Malachiae Archiepiscopi, de Summis Pontificibus” consiste in una serie di 111 motti in latino – alquanto enigmatici – su ciascun pontefice che avrebbe regnato nella Chiesa a partire da Celestino II (papa dal 1143) fino alla fine dei tempi.

La misteriosa profezia, attribuita a S. Malachia di Armagh, amico di S. Bernardo di Chiaravalle, fu pubblicata nel 1595 dal monaco benedettino Arnold de Wyon in un’apocalittica storia della Chiesa – con al centro il suo ordine – intitolata “Lignum vitae”.

Continua

una-sorprendente-scoperta-sullantica-profezia-di-malachia-relativa-ai-papi-parla-dei-nostri-anni-facendo-i-nomi/

Profezia di Malachia

Wikipedia
— Leggi su it.m.wikipedia.org/wiki/Profezia_di_Malachia

Mi porterò una bibbia…

non c'è rosa senza spine By GiuMa

“…Mi procurerò uno zaino e porterò con me lo stretto necessario, poco, ma tutto di buona qualità. Mi porterò una Bibbia e quei due libretti sottili, le Lettere a un giovane poeta e, in qualche angolino dello zaino, riuscirò a farci stare Il libro d’ore? Non mi porto ritratti di persone care, ma alle ampie pareti del mio io interiore voglio appendere le immagini dei molti visi e gesti che ho raccolto, e quelle rimarranno sempre con me.”

Etti Hillesum

nasce-dalla-bibbia-l-amore-per-il-prossimo

>>>le-fonti-della-vita-interiore-di-etty-hillesum

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AKHARAI

Akharai non è un ” corso per imparare a fare delle cose” ma è prima di tutto un PERCORSO SPIRITUALE per riscoprire la propria missione di battezzati.

Un percorso per crescere nella capacità di annunciare il Vangelo in ogni situazione della vita… Akharai non è un ” corso per imparare a fare delle cose” ma è prima di tutto un PERCORSO SPIRITUALE per riscoprire la propria missione di battezzati. Per informazioni e iscrizioni, inviare una mail a: iscrizioni@spaziofioritomariano.com

www.spaziofioritomariano.com/attivita-2017-2018/akharai-scuola-di-evangelizzazione/

San Giovanni Calabria fondatore della Congregazione Poveri Servi della Divina Provvidenza

Don Giovanni Calabria nasce a Verona, da genitori molto poveri, l’8 ottobre 1873. Compie gli studi alle scuole del Seminario, ed è consacrato sacerdote l’11 agosto 1901.

E’ Curato per sei anni a S. Stefano, poi Rettore a S. Benedetto al Monte.

Il 26 novembre 1907 apre la “Casa Buoni Fanciulli” in vicolo Case Rotte, trasferendola l’anno seguente in una sede più ampia a S. Zeno in Monte.

Fonda la Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, composta di Sacerdoti e Fratelli e quella parallela delle Povere Serve della Divina Provvidenza, con la finalità di vivere e portare nel mondo la fede in Dio Padre e la fiducia nella divina Provvidenza, dedicandosi ai più poveri e agli emarginati.

Il 17 aprile 1988 è beatificato a Verona da Giovanni Paolo II e da lui canonizzato il 18 aprile 1999 in Piazza S. Pietro.

La consegna del Fondatore è chiara, il suo intento, però, non è principalmente di tipo socio-assistenziale: don Calabria intende scuotere il mondo da un diffuso materialismo, mostrando attraverso i fatti che Dio esiste, che è Provvidenza e non abbandona gli uomini al proprio destino. E’ con questo spirito che l’Opera cerca ancora oggi di continuare la sua presenza e la sua attività nella Chiesa.

La casa madre dell’Opera don Calabria è a Verona, a S. Zeno in Monte.

www.centrodoncalabria.it/Menu-principale/Opera-Don-Calabria/