L’abitudine ad avere tutto a portata di mano disabitua alla ricerca lunga e paziente dell’infinito

Standard

www.romena.it

Il #Vangelo di questa domenica

I discepoli narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!… Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi…». Ma poiché per la gioia ancora non credevano, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

da Lc 24, 35-48

Era l’ora del crepuscolo quando i due discepoli avevano incontrato Gesù sulla strada per Emmaus. È ancora l’ora del crepuscolo quando tutti i discepoli vedono apparire Gesù. Il crepuscolo è l’ora dell’incertezza e dell’ambiguità. Non è più giorno e non è ancora notte. Il simbolismo del crepuscolo si adatta molto bene ai sentimenti dei discepoli. Sono sentimenti incerti, contraddittori, confusi, tendenti comunque a una sorta di stupore inerte, di stanchezza paralizzante. Il crepuscolo è l’ora non solo dell’incertezza e di tante possibili paure, ma anche del bisogno di rientrare in se stessi, di raccogliere e filtrare esperienze e sentimenti, di vivere un rapporto di intimità con gli altri, quasi a chiedere e a restituire protezione. Per questo è importante, come fosse un fatto liturgico, il rito della cena. In questa condizione compare Gesù. E ci si accorge subito che la sua presenza è tale da convertire il crepuscolo nell’alba di Pasqua: «Perché siete turbati?… Sono proprio io!».

Luigi Pozzoli

http://www.sermig.org

Dio continua a cercarci anche quando abbiamo smesso di sperare e di credere.

di Giuseppe Pollano

L’EPISODIO DEI DISCEPOLI DI EMMAUS (1/2)

L’abitudine ad avere tutto a portata di mano disabitua alla ricerca lunga e paziente dell’infinito – Alessandro D’Avenia

#buongiornoromena

Advertisements

One thought on “L’abitudine ad avere tutto a portata di mano disabitua alla ricerca lunga e paziente dell’infinito

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s