“La Bibbia è un libro pieno di vento e di strade…🔥 Spirito 🔥Santo, Tu che porti avanti la Chiesa, scendi ancora su di noi, insegnaci l’unità, rinnova i nostri cuori e aiutaci ad amare come Gesù ci ha insegnato. 🔥

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Spirito Santo scendi su di noi 🙏🏻🌈Veglia di Pentecoste all’Oasi San Giacomo Vago di Lavagno Vr.🔆

Spirito Santo, Tu che porti avanti la Chiesa, scendi ancora su di noi, insegnaci l’unità, rinnova i nostri cuori e aiutaci ad amare come Gesù ci ha insegnato.

Papa Francesco

Il #Vangelo di oggi:

“Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà… “

(da Gv 15, 26-27; 16, 12-15)

Il commento di Ermes Ronchi:

“La Bibbia è un libro pieno di vento e di strade. E così sono i racconti della Pentecoste, pieni di strade che partono da Gerusalemme e di vento, leggero come un respiro e impetuoso come un uragano. Un vento che scuote la casa, la riempie e passa oltre; che porta pollini di primavera e disperde la polvere; che porta fecondità e dinamismo dentro le cose immobili, «quel vento che fa nascere i cercatori d’oro» (G. Vannucci).

Riempì la casa dove i discepoli erano insieme. Lo Spirito non si lascia sequestrare in certi luoghi che noi diciamo sacri. Ora sacra diventa la casa. La mia, la tua, e tutte le case sono il cielo di Dio. Venne d’improvviso, e sono colti di sorpresa, non erano preparati, non era programmato. Lo Spirito non sopporta schemi, è un vento di libertà, fonte di libere vite.

Apparvero lingue di fuoco che si posavano su ciascuno. Su ciascuno, nessuno escluso, nessuna distinzione da fare. Lo Spirito tocca ogni vita, le diversifica tutte, fa nascere creatori. Le lingue di fuoco si dividono e ognuna illumina una persona diversa, una interiorità irriducibile. Ognuna sposa una libertà, afferma una vocazione, rinnova una esistenza unica. Abbiamo bisogno dello Spirito, ne ha bisogno questo nostro piccolo mondo stagnante, senza slanci. Per una Chiesa che sia custode di libertà e di speranza. Lo Spirito con i suoi doni dà a ogni cristiano una genialità che gli è propria. E abbiamo bisogno estremo di discepoli geniali. Abbiamo bisogno cioè che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità e che metta a servizio della vita la propria creatività e il proprio coraggio. La Chiesa come Pentecoste continua vuole il rischio, l’invenzione, la poesia creatrice, la battaglia della coscienza.

Dopo aver creato ogni uomo, Dio ne spezza la forma e la butta via. Lo Spirito ti fa unico nel tuo modo di amare, nel tuo modo di dare speranza. Unico, nel modo di consolare e di incontrare; unico, nel modo di gustare la dolcezza delle cose e la bellezza delle persone. Nessuno sa voler bene come lo sai fare tu; nessuno ha quella gioia di vivere che hai tu; e nessuno ha il dono di capire i fatti come li comprendi tu. Questa è proprio l’opera dello Spirito: quando verrà lo Spirito vi guiderà a tutta la verità. Gesù che non ha la pretesa di dire tutto, come invece troppe volte l’abbiamo noi, che ha l’umiltà di affermare: la verità è avanti, è un percorso da fare, un divenire. Ecco allora la gioia di sentire che i discepoli dello Spirito appartengono a un progetto aperto, non a un sistema chiuso, dove tutto è già prestabilito e definito. Che in Dio si scoprono nuovi mari quanto più si naviga. E che non mancherà mai il vento al mio veliero”.

www.smariadelcengio.it/category/fra-ermes-ronchi-comunica/

La Pentecoste la guardiamo negli occhi di Maria, la ascoltiamo nelle sue parole, la viviamo nel suo cuore.

Le giornate si sono allungate, e le prime messi si offrono e si fanno raccogliere.

La festa del ringraziamento ha richiamato in città gente di ogni regione. Al mercato si sentono parlare infinite lingue.

I bordi delle strade si sono colorate di fuoco, un fuoco così leggero: i papaveri. Mi chiedo quale artista possa averli disegnati, così belli e così fragili, così intensi e così delicati.

Conto i giorni. Sono già cinquanta da quella mattina di Pasqua, dalla primavera del cuore. Con i tuoi amici più cari proviamo a vivere pienamente, e tutti i giorni saliamo al tempio per lodare la vita, per ringraziare Dio, per aprirci al nuovo giorno, sempre attenti a tutto quello che c’è, quello che accade.

Poi a sera il nostro appuntamento è lì, nel cenacolo, il nostro nido. E’ lì che un pezzo di pane e un bicchiere di vino non mancano mai. Ci basta mangiarne un boccone e sorseggiarne un dito insieme ed ogni volta è come se tu, Gesù mio, fossi ancora tra noi. E così ognuno racconta. Racconta di te, di se, di noi.

E’ questo che sognavi vero? Che si vivesse semplicemente condividendo quello che si ha, quello che si è.

Questa sera ho sentito fremere la carne come quel giorno dell’annuncio, dell’abbraccio con Elisabetta, della tua nascita e della tua morte. Questa sera ho sentito fremere lo Spirito: all’imbrunire di pentecoste è venuto come un terremoto, un fragore assordante, e tutti ci siamo guardati spaventati. Senza avere il tempo di capire che stava succedendo, un vento, che non sai di dove viene e dove va, lo stesso che disperde il polline a primavera e che genera vita, soffia in tutta la stanza e poi si ferma sui nostri volti, e li accarezza dolcemente. E’ bastata quella tenerezza a tranquillizzarci tutti, e all’unisono abbiamo sentito che qualcosa di incredibile e stupefacente stava per accadere, qualcosa di meraviglioso, di straordinario.

Un tepore, come un bacio sulla guancia, si è posato su di noi. Come un fuoco, leggero come un papavero, che scalda il cuore, lo rasserena, lo colma delicatamente.

In quegli istanti mi è venuto alla mente Elia, il profeta del fuoco e del vento. Anche lui, dopo tanto vagare, fermandosi in una grotta, incontrò il suo Dio non nel vento gagliardo, non nel terremoto, non nel fuoco violento, ma in una carezza di vento.

Tutto solo in una carezza, nulla più. Bastò. Per sempre!

Fra Giorgio Bonati

Buona Pentecoste amici con le parole di Giovanni Vannucci.

“Passi il tuo Spirito, o Signore,

come brezza primaverile

che fa fiorire la vita e schiude l’amore.

Passi il tuo Spirito, come l’uragano

che scatena una forza sconosciuta

e solleva le energie addormentate.

Passi il tuo Spirito

nel nostro sguardo

per portarlo verso orizzonti

più lontani e più vasti.

Passi il tuo Spirito

sui nostri volti rattristati

per farvi riapparire il sorriso”.

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One thought on ““La Bibbia è un libro pieno di vento e di strade…🔥 Spirito 🔥Santo, Tu che porti avanti la Chiesa, scendi ancora su di noi, insegnaci l’unità, rinnova i nostri cuori e aiutaci ad amare come Gesù ci ha insegnato. 🔥

  1. Reblogged this on non c'è rosa senza spine By GiuMa and commented:

    Buona Pentecoste amici con le parole di Giovanni Vannucci.

    “Passi il tuo Spirito, o Signore,
    come brezza primaverile
    che fa fiorire la vita e schiude l’amore.
    Passi il tuo Spirito, come l’uragano
    che scatena una forza sconosciuta
    e solleva le energie addormentate.
    Passi il tuo Spirito
    nel nostro sguardo
    per portarlo verso orizzonti
    più lontani e più vasti.
    Passi il tuo Spirito
    sui nostri volti rattristati
    per farvi riapparire il sorriso”.

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