invertire la mente…

Metanoète e significa letteralmente “invertire la mente”, cambiare la nòus, il cuore pensante, il dialogo interiore, il logos psichico.

Questo è il tempo o dei frutti o del taglio…

il #Vangelo di questa domenica

Il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che passava Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»… Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!»… Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo.

da Mc 10, 46-52

Bartimèo, una volta riacquistata la vista, comincia a seguire Gesù. La strada è quella che da Gerico porta a Gerusalemme, la città che uccide i profeti. Al termine di questo cammino Gesù incontrerà la morte. Bartimèo, che viene dall’oscurità dei suoi occhi spenti, seguendo Gesù si prepara a entrare in un’altra oscurità: non è lontano il giorno in cui, con i suoi occhi nuovi, vedrà il cielo ottenebrarsi e il “suo” Gesù appeso a un albero infame. Sarebbe però un errore parlare di miracolo imperfetto o addirittura crudele. Il miracolo c’è stato. Gli occhi si sono aperti. Non solo: la luce, attraverso gli occhi, ha raggiunto e rischiarato il cuore. Ora Bartimèo sa che anche nell’oscurità è possibile credere nella luce.

Ci sono notti che sembrano ineluttabili, ma il cuore, pur oppresso dall’angoscia, avverte la vibrazione di una luce lontana che presto verrà a perforare le tenebre. Il vero miracolo è questo. Ciò che conta è avere uno sguardo interiore capace di vedere oltre e lontano.

Luigi Pozzoli

non c'è rosa senza spine By GiuMa

Ama la goccia che fa traboccare il vaso è nascosto lì dentro ogni bel cambiamento.

Gemmiti

In greco il termine convertire suona Metanoète e significa letteralmente “invertire la mente”, cambiare la nòus, il cuore pensante, il dialogo interiore, il logos psichico. Questo è il tempo o dei frutti o del taglio…

Luca 13,1-9

“La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del…

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Non commettere adulterio” il tema della catechesi odierna di Papa Francesco

Papa Francesco: “Non si può amare solo finché conviene”

E’ il sesto Comandamento: “Non commettere adulterio” il tema della catechesi odierna. Il Papa parla dell’importanza della fedeltà nelle relazioni umane e, riguardo al matrimonio, insiste sulla necessità di una preparazione adeguata

Adriana Masotti – Città del Vaticano

“Nessun rapporto umano è autentico senza fedeltà e lealtà”. Lo ha affermato Papa Francesco all’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro. Proseguendo l’itinerario sui Comandamenti, Francesco dedica la catechesi di oggi al sesto che dice: “Non commettere adulterio” e subito va al cuore delle relazioni d’amore: (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Non si può amare solo finché ‘conviene’; l’amore si manifesta proprio oltre la soglia del proprio tornaconto, quando si dona tutto senza riserve. Come afferma il Catechismo: “L’amore vuole essere definitivo. Non può essere ‘fino a nuovo ordine’.”

Cristo è l’Amico fedele che ci accoglie sempre

La fedeltà è infatti “la caratteristica della relazione umana libera, matura, responsabile”, anche nelle amicizie. Ed è Cristo, afferma il Papa, che ci mostra l’amore autentico, Lui è l’Amico fedele che ci accoglie e ci vuole bene anche quando sbagliamo o quando non lo meritiamo. E ciascuno di noi ha bisogno di questo amore incondizionato per non sentire in sé “una certa incompletezza”:

Il cuore umano cerca di riempire questo vuoto con dei surrogati, accettando compromessi e mediocrità che dell’amore hanno solo un vago sapore. Il rischio è quello di chiamare “amore” delle relazioni acerbe e immature, con l’illusione di trovare luce di vita in qualcosa che, nel migliore dei casi, ne è solo un riflesso.

L’attrazione fisica non basta per una relazione autentica

Francesco sottolinea poi come spesso capiti tra due persone di sopravvalutare l’attrazione fisica che, piuttosto, dovrebbe aprire la strada a un rapporto personale autentico e fedele. E cita San Giovanni Paolo II, secondo cui l’essere umano è chiamato al ‘discernimento degli impulsi del proprio cuore’, mediante la perseveranza e la coerenza. Il matrimonio, prosegue Francesco, richiede perciò “un accurato discernimento sulla qualità del rapporto e un tempo di fidanzamento per verificarla”.

Necessario un tempo adeguato di preparazione

E prosegue: “Per accedere al Sacramento del matrimonio, i fidanzati devono maturare la certezza che nel loro legame c’è la mano di Dio”. Solo con il suo aiuto, e non sulla base della sola buona volontà o speranza, è possibile per loro dire ‘Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre’.” E qui a braccio Francesco spiega:

E per questo ci vuole, prima di ricevere il Sacramento del Matrimonio, ci vuole un’accurata preparazione, direi un catecumenato, perché si gioca tutta la vita nell’amore, e con l’amore non si gioca. Non si può dire ‘preparazione al matrimonio’ a tre o quattro conferenze date in parrocchia; no, questa non è preparazione: questa è finta preparazione. E la responsabilità di chi fa questo cade su di lui: sul parroco, sul vescovo che permette queste cose. La preparazione deve essere matura e ci vuole tempo. Non è un atto formale: è un Sacramento. 

La fedeltà: un valore in tutte le dimensioni della vita

La fedeltà, afferma il Papa, riprendendo i fogli in mano, è infatti “un modo di essere, uno stile di vita”:

Si lavora con lealtà, si parla con sincerità, si resta fedeli alla verità nei propri pensieri, nelle proprie azioni. Una vita intessuta di fedeltà si esprime in tutte le dimensioni e porta ad essere uomini e donne fedeli e affidabili in ogni circostanza.

Questo sesto Comandamento, conclude, ci invita a guardare a Cristo, “che con la sua fedeltà può togliere da noi un cuore adultero. (…) Dal suo amore incondizionato deriva la costanza nei rapporti”.

www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-10/papa-francesco-udienza-mercoledi-catechesi-sesto-comandamento

“L’attrazione fisica è la base per un rapporto fedele”: Papa Francesco spiega come evitare il tradimento 

Papa Francesco ha spiegato il sesto comandamento, “non commettere adulterio”, nell’Udienza generale di mercoledì 24 ottobre

L’eremo che c’è …all’isolakecè

Hai mai visto i colori d’autunno che circondano l’eremo?

Ulivi, viti, sorgono sul colle che puoi raggiungere attraverso la stradina che si inoltra nel bosco; un luogo dove puoi arrivare a piedi o in macchina per immergerti nella natura.

 

L’ultimo week end di ogni mese l’eremo è aperto per diventare la casa di tutti e il 27 e 28 Ottobre dalle 10.00 di sabato alle 17.00 di domenica Elisa e Matteo saranno custodi per accogliere le persone che hanno il desiderio di donarsi un tempo di:

 

Riflessione – sabato pomeriggio alle 16.30 con “Leggiamo il Vangelo”; insieme ci lasciamo interrogare dalla parola del Vangelo della domenica per far nascere nuovi spunti di riflessione che potranno essere condivisi nella liturgia di domenica alle 17.00 al Convento.

Condivisione – di lavori dentro e fuori, di spazi, di idee e cibo.

 

Movimento – domenica mattina alle 10.00 Matteo propone i cinque tibetani e risveglio muscolare

 

Parola – nel ritrovo domenica pomeriggio alle 16.00 per organizzare riflessioni e canti.

 

La possibilità di vivere l’eremo è aperta a tutti sia per qualche ora come per l’intero week end.

Per informazioni scrivi a lisolakece@libero.it

 

http://eremokece.blogspot.com/2018/10/2728-ottobre-eremo-aperto-per-lultimo.html?m=1

 

http://eremokece.blogspot.com/2018/10/2728-ottobre-eremo-aperto-per-lultimo.html?m=1

Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebrezza del vento; vivere è assaporare l’avventura della libertà; vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te – Tonino Bello

https://youtu.be/JTvXxr-h52c

Vivere

è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebrezza del vento; vivere è assaporare l’avventura della libertà; vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te –

Tonino Bello

VIVERE NON È TRASCINARE LA VITA

Dammi, Signore, un’ala di riserva

don Tonino, Vescovo

www.atma-o-jibon.org/italiano4/preg_bello

www0.azionecattolica.it/settori/GIOVANI/sezione/biblioteca/testimoni/donTonino/dTonino_ala

www0.azionecattolica.it

Vannucci dice: “Siate figli del vento, gente del cammino, diffidenti verso le sistemazioni, le istituzioni e le regole formulate troppo bene”.
Rumi aggiunge: “Esistono centinaia di modi per inginocchiarsi e baciare la terra”.

www.romena.it

La risposta alla Solidarietà della pastora Lidia Maggi🌹🌻

Ieri, come tantissimi altri amici, abbiamo sentito il bisogno di far sentire a Lidia Maggi e alla sua comunità la nostra vicinanza a seguito dell’incendio doloso che ha gravemente danneggiato la chiesa evangelica di Varese. Stamani Lidia ha scritto sul suo profilo Facebook questo messaggio di risposta che voglio condividere con voi senza alcun commento. Solo con l’invito a leggerlo…

romenablog.wordpress.com/2018/10/09/una-chiesa-in-fiamme-il-grazie-di-lidia-maggi

Cari amici, grazie per la solidarietà, che da tanti luoghi è giunta per la chiesa di Varese. Avrò cura che raggiunga ogni fratello e ogni sorella colpiti dal disagio. L’inagibilità dei locali coinvolge ben tre comunità: La chiesa battista, ma anche la chiesa evangelica ganese e quella avventista che utilizzavano i locali. Tre comunità che, al momento, non hanno un luogo dove potersi riunire per le loro funzioni. Tre comunità sfollate, senza un tetto sulla testa per potersi sentire a casa. L’angoscia della chiesa battista di varese è necessariamente triplicata dalla consapevolezza che questo danno impedisce anche alle altre due chiese sorelle, accolte, di riunirsi. Non sappiamo la matrice dell’atto vandalico. Credo, tuttavia, che in tempi dove si soffia sul combustibile dello scontro identitario, nostra responsabilità è usare tutti gli strumenti in nostro possesso per spegnere gli incendi della rabbia e del rancore. E’ questo il tempo per verificare se l’evangelo è davvero la nostra bussola o se anche noi siamo rimasti contaminati dalla fuliggine dell’astio e del risentimento. I locali si possono riprestinare, ma i danni ai polmoni dell’anima sono permanenti. E’ tempo di imparare a vivere la chiamata ad amare i nostri nemici” e a vincere il male con il bene. Non so chi siano le persone che hanno devastato i locali della chiesa battista di Varese. So tuttavia che sono persone, creature di Dio: che mi piaccia o meno, sono i miei fratelli di cui io sono responsabile. Li immagino arrabbiati e disperati. Anche di questa povertà culturale e relazionale sono chiamata a farmi carico. La chiesa battista di Varese ha perso i suoi locali, ma non è sola e può contare sulla solidarietà reciproca e su quella di tante persone attorno a lei. Probabilmente non è così per chi si ritrova a sporcare, saccheggiare, fino a bruciare spazi che non sente suoi.

Lidia Maggi

Siate figli del vento, gente del cammino, diffidenti verso le sistemazioni, le istituzioni e le regole formulate troppo bene

Ho ancora sulla pelle gli abbracci dei miei compagni di viaggio alla marcia della pace, e oggi farò mie alcune loro parole e pregherò con questi nuovi fratelli, portandoli nel cuore.

Che bello prendere consapevolezza che siamo in continuo movimento, in continua trasformazione, e che la vita ci aiuta a evolvere, e che una nuova ‘preghiera’ può abitare i miei giorni.

Vannucci dice: “Siate figli del vento, gente del cammino, diffidenti verso le sistemazioni, le istituzioni e le regole formulate troppo bene”.

Rumi aggiunge: “Esistono centinaia di modi per inginocchiarsi e baciare la terra”.

Incontrare altre fedi invita ognuno ad approfondire la propria, a cercarne la bellezza, la verità, a sentirla tua fin nelle viscere.

Solo così posso incontrare gli altri e star bene, è un gareggiare a trovare il meglio che ho sapendo che ognuno farà altrettanto.

Che meraviglia incontrare negli altri cammini tante similitudine, tante parole uguali e che bello sarà incontrarsi e tenerci tutti per mano nel girotondo celeste dell’eternità!

Fra Giorgio

noncerosasenzaspine.com/2018/10/12/lamore-e-tutto/

40 anni fa Karol Wojtyla diventava Papa.

La preziosa eredità dimenticata di Karol Wojtyla

40 anni fa Karol Wojtyla diventava Papa. Il suo è stato un pontificato lungo 26 anni, uno dei più lunghi della storia. Oggi è santo.

l suo Magistero in alcuni passaggi è stato molto importante e merita di essere riscoperto e difeso. Lo ricorda ai lettori del Timone un amico personale del santo papa polacco, il professor Stanislaw Grygiel.

Benedetto XVI indica le principali encicliche di Giovanni Paolo II

Benedetto XVI nel 2014 ha indicato quelle che a suo avviso sono state le principali encicliche di Giovanni Paolo II, documenti forse troppo presto dimenticati. Il dossier del Timone è dedicato proprio a riscoprire queste cinque encicliche, affidando il compito ad alcuni autorevoli collaboratori che ne hanno saputo cogliere l’insegnamento valido ancora per l’oggi.

La Redemptor hominis del 1979, in cui papa Wojtyla, ha scritto Ratzinger, «offre la sua personale sintesi della fede cristiana» e che ancora oggi «può essere di grande aiuto a tutti quelli che sono in ricerca».

In quel documento, scrive monsignor Luigi Negri, si coglie «lo slancio di una Chiesa nella baldanza di annunciare Cristo al mondo, senza complessi di inferiorità».

La «Redemptoris missio» del 1987,

che mette in risalto l’importanza permanente del compito missionario della Chiesa.

Un compito, spiega padre Bernardo Cervellera, che non può essere ridotto a un “fare”. Deve scaturire dall’incontro con Cristo, Salvatore di tutti.

La Evangelium vitae del 1995, dice ancora Benedetto XVI, «sviluppa uno dei temi fondamentali dell’intero pontificato di Giovanni Paolo II: la dignità intangibile della vita umana, sia dal primo istante del concepimento».

Fra le tante cose di questo documento esemplare Flora Gualdani, fondatrice di Casa Betlemme, mette in evidenza la denuncia profetica di una mentalità, quella contraccettiva, che ha minato nel profondo il senso della sessualità umana.

Ad esempio la Fides et ratio del 1998, che offre una nuova visione del rapporto tra fede cristiana e ragione filosofica. «Da ex professore di filosofia», scrive il teologo Mauro Gagliardi, «Giovanni Paolo II esalta la grandezza e l’importanza di quest’ultima per la teologia. Riconosce l’esistenza di una sorta di filosofia universale» o filosofia perennis che deve essere tenuta in precisa considerazione per rispondere alla esigenze della Rivelazione.

La Veritatis splendor del 1993, sui fondamenti della morale.

L’enciclica forse più trascurata e inapplicata tra tutte quelle di Giovanni Paolo II, ma che Ratzinger dice doveroso studiare e assimilare oggi.

Questa enciclica, scrive il cardinale Gerhard Muller, prefetto emerito della Dottrina della fede, dà al lettore «l’impressione di un referto medico conclusivo di una positiva operazione chirurgica. Il paziente era a rischio di paralisi del suo sistema nervoso centrale. Sto parlando della Chiesa…»

Fonte iltimone.org

www.papaboys.org

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it.html