È Vietato calpestare i Sogni

PAROLA

Mi piacciono le parole pesate

uscite di bocca a chi le ha masticate frantumate.

Parole che ora sono le parole che profumano di Viola di tarassaco d’olivo di fiore di campo , di mani di carpentiere che opera per durare

Parole diventare leggere come l’aria per entrare nelle feritoie impossibili pesate su una bilancia immaginaria 

Una vale più di mille altre 

Il luccichio abbaglia 

La parola incarnata ti entra piano piano ti nutre è un mattino ti è chiaro ..

Ho sete di te ancora.

Da Poesie d’amore di pane e silenzio

Monica Rovatti

PARROCCHIA DELL’INVISIBILE A TERZELLI

www.terradelsanto.it/it

LA PREGHIERA DI GIGI 

Padre, lo sai che non fa male a nessuno la nostra ricchezza di libertà, nelle nostre preghiere con fiocchi di neve, nella nostra speranza che fa rinascere il brivido dalle nostre mani. 

Donaci il morso della vita, l’amore degli amanti, la capacità di vedere la luna anche quando la finestra è gelata; donaci di essere semplici, fiduciosi con te, di essere capaci di chiudere gli occhi e fidarci, di avere il coraggio di amare con tutto quello che abbiamo.

Donaci di lasciare che sia la vita, silenziosa e forte, a cambiarci una briciola giorno.

Luigi Verdi

Giornata delle Comunicazioni Sociali “A Sua Immagine”

A Sua immagine

2018/19 Puntata del 24/02/2019

A pochi giorni dal messaggio di papa Francesco per la “Giornata delle Comunicazioni Sociali”, “A Sua Immagine”, affronterà il tema delle relazioni umane nell’era dei social. L’invito del papa è quello di passare dalla community alla comunità: cosa non facile in un’epoca di contrapposizioni sempre più estreme tra individualismo e ansia di relazioni autentiche, narcisismo e desiderio di fraternità. A parlarne in studio con Lorena Bianchetti ci saranno il professor Pier Cesare Rivoltella dell’Università del Sacro Cuore di Milano e fondatore del CREMIT (Centro di Ricerca per l’Educazione i Media, all’Informazione e alla Tecnologia), don Luigi Verdi, fondatore della “Comunità di Romena” e lo scrittore Federico Moccia, da sempre attentissimo alle mutazioni dell’universo giovanile e che in qualità di regista ha affrontato direttamente il tema delle dipendenze di questo tipo nel film “Non c’è campo”. Tanti i temi che verranno affrontati, dai “condomini solidali” al dramma degli “hikikomori” (la dipendenza estrema dal web che arriva all’autoreclusione e al totale rifiuto del mondo reale), le problematiche legate all’abuso dei social e la solidarietà estrema dei cittadini di Torre Melissa che qualche settimana fa non hanno esitato a buttarsi nelle acque gelide dello Jonio per salvare decine di profughi su un barcone alla deriva.

www.raiplay.it/video/2019/02/A-Sua-immagine

«Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo»

Amare

Gesù ha appena proiettato nel cielo della pianura umana il sogno e la rivolta del Vangelo. Ora pronuncia il primo dei suoi “amate”. Amate i vostri nemici. Lo farai subito, senza aspettare; non per rispondere ma per anticipare; non perché così vanno le cose, ma per cambiarle.

La sapienza umana però contesta Gesù: amare i nemici è impossibile.

E Gesù contesta la sapienza umana: amatevi altrimenti vi distruggerete. Perché la notte non si sconfigge con altra tenebra; l’odio non si batte con altro odio sulle bilance della storia. Gesù vuole eliminare il concetto stesso di nemico. Tutti attorno a noi, tutto dentro di noi dice: fuggi da Caino, allontanalo, rendilo innocuo. Poi viene Gesù e ci sorprende: avvicinatevi ai vostri nemici, e capovolge la paura in custodia amorosa, perché la paura non libera dal male.

E indica otto gradini dell’amore, attraverso l’incalzare di verbi concreti: quattro rivolti a tutti: amate, fate, benedite, pregate; e quattro indirizzati al singolo, a me: offri, non rifiutare, da’, non chiedere indietro.

Amore fattivo quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti, perché amore vero non c’è senza un fare.

Offri l’altra guancia, abbassa le difese, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere, neppure te stesso, e l’altro capirà l’assurdo di esserti nemico. Offri l’altra guancia altrimenti a vincere sarà sempre il più forte, il più armato, e violento, e crudele. Fallo, non per passività morbosa, ma prendendo tu l’iniziativa, riallacciando la relazione, facendo tu il primo passo, perdonando, ricominciando, creando fiducia. «A chi ti strappa la veste non rifiutare neanche la tunica», incalza il maestro, rivolgendosi a chi, magari, non possiede altro che quello. Come a dire: da’ tutto quello che hai. La salvezza viene dal basso! Chi si fa povero salverà il mondo con Gesù (R. Virgili). Via altissima. Il maestro non convoca eroi nel suo Regno, né atleti chiamati a imprese impossibili. E infatti ecco il regalo di questo Vangelo: come volete che gli uomini facciano a voi

così anche voi fate a loro. Ciò che desiderate per voi fatelo voi agli altri: prodigiosa contrazione della legge, ultima istanza del comandamento è il tuo desiderio. Il mondo che desideri, costruiscilo. «Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» (Gandhi).

Ciò che desideri per te, ciò che ti tiene in vita e ti fa felice, questo tu darai al tuo compagno di strada, oltre l’eterna illusione del pareggio del dare e dell’avere. È il cammino buona della umana perfezione. Legge che allarga il cuore, misura pigiata, colma e traboccante, che versa gioia nel grembo della vita.

Ermes Ronchi

VII Domenica T.O. 24/02/19

“Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

Amore fattivo quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti, perché amore vero non c’è senza un fare.

Il mondo che desideri, costruiscilo. «Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» (Gandhi).

Buona domenica

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“Io imparo a vedere”

Stamane Dio si è alzato di buon umore ed ha sparso nel cielo i suoi colori migliori, quello che stupiscono, che incantano.

Mentre i minuti passavano l’arancio chiaro si è fatto sempre più intenso, come una carezza sempre più calda e dolce.

La senti anche tu la primavera spingere, le prime primule, le viole leggere, le farfalle arcobaleno…ed il sole che si posa addosso e trova casa nella pelle?

“Io imparo a vedere” dice Rilke nella mia agenda.

E’ scuola preziosa, la più preziosa, quella degli occhi. Da come sai vedere cambia la vita, su cosa ti soffermi scegli di cosa nutrirti.

Il mio Bobin che l’altra sera ci ha fatto compagnia insieme a Cristicchi e alla Singer scrive nel suo “Autoritratto al radiatore”:

“Io mi occupo di ciò che è piccolo piccolo. Ciò che è minuscolo, infinitesimale. Alla domanda «che fai nella vita?», ecco quello che mi piacerebbe rispondere, quello che non oso rispondere: mi occupo delle cose piccole piccole, porto la testimonianza di un filo d’erba. Il mondo, così come va (male), lo conosco e lo subisco come voi, forse un po’ meno di voi; sotto un filo d’erba si è protetti da molte cose. Queste cose non le ignoro. Ma non è di esse che voglio parlare. Non è il mio ruolo, non è il ruolo che la sorte mi ha dato. Vedo anch’io il disastro. Come non vederlo? Il disastro è già avvenuto nel momento in cui inizio a scrivere. Prendo degli appunti su ciò che ha resistito, ed è, per forza di cose, ciò che è piccolo piccolo, ed è incomparabilmente grande, perché ha resistito, perché il fulgore del giorno, la parola di un bimbo o un filo d’erba hanno trionfato sulle realtà peggiori. Io parlo in nome di queste cose piccolissime. Provo ad ascoltarle. Non sogno un mondo pacificato. Un mondo simile sarebbe morto. Amo la lotta e il contrasto così come amo la vita, dello stesso identico amore. Non cerco la pace ma la gioia, e credo che per trovarla convenga cercare ovunque, senza metodicità, e preferibilmente nell’ambito della vita ordinaria, minuscola.”

Buoni sguardi!

Fra Giorgio

“cerca la luna…stasera sorride”.

Ieri sera mi arriva un messaggio: “cerca la luna…stasera sorride”.

E allora cerco, e trovo una palla piena di luce, che si intrattiene con i miei alberi, li saluta gentilmente e lentamente continua il suo innalzarsi.

Ogni giorno, che sia piena o vuota, che le si dia ascolto o la si ignori, lei compie il suo viaggio nell’arco celeste.

Sa solo offrirsi, e noi quaggiù ne subiamo il fascino, i mari sottostanno alla sua legge, aumentano i parti, influenza il nostro sonno.

Chissà se lei sa tutte queste cose, chissà se si sente così importante?

Io posso solo dire grazie a chi mi ha ricordato di alzare lo sguardo.

Nel pomeriggio mi sono intrattenuto con Gaetano che potava il kiwi. Mi fa vedere i rami vecchi che vanno sfoltiti, quelli giovani che vanno invitati, ed io ascolto, e imparo. Poi mi scappa l’occhio su un ricciolo di ramo, uno dei tanti, ma ci vedo dentro un piccolo cuore e lo raccolgo, lo osservo, sorrido, e non riesco più ad ascoltare gli insegnamenti del buon potatore.

La mente va al cuore dell’ultima cena di Gesù: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.”

Mi sa che oggi mi tocca guardarmi dentro ed osservare se c’è qualcosa da potare: se avrò il coraggio di ‘lasciar andare’… la primavera porterà frutti nuovi.

Fra Giorgio

“Quella del diavolo è stata indubbiamente una trovata eccezionale, un alibi per le malefatte degli uomini…”.

È ora di finirla con l’ossessione per il Diavolo… L’intervento del biblista Alberto Maggi

“Quella del diavolo è stata indubbiamente una trovata eccezionale, un alibi per le malefatte degli uomini…”. Mentre si torna a parlare di esorcisti ed esorcismi, ilLibraio.it ospita la riflessione del biblista frate Alberto Maggi, secondo cui “hanno fatto e fanno più danni i cristiani con la loro ossessione del diavolo che quanti ne negavano la presenza…”

SE È SEMPRE TUTTA COLPA DEL DIAVOLO…

Quella del diavolo è stata indubbiamente una trovata eccezionale, un alibi per le malefatte degli uomini (“È il diavolo che mi ha tentato…”). Ma già nel II sec. a.C., l’autore del Libro del Siracide ammoniva che era inutile scaricare sul diavolo quelle che erano le proprie responsabilità (“Quando un empio maledice il satana, maledice se stesso”, Sir 21,27), e con ironia un grande Padre della Chiesa, Origene, affermava: “Sì che se non ci fosse il diavolo nessun uomo peccherebbe” (I Princìpi, III, 2,1).

Al successo della figura del diavolo ha indubbiamente contribuito in passato una puerile leggenda, sorta al di fuori della Bibbia, nel Libro dei segreti di Enoc, che mise salde radici nel cristianesimo dei primi secoli e ha alimentato credenze popolari: quella di Lucifero, il bellissimo angelo castigato da Dio per la sua superbia e trasformato nell’orrendo diavolo nemico dell’umanità.

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PREGHIERA DI GIGI

(messa del 3 febbraio)

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Spesso fa meno freddo camminando, che dentro di noi. Spesso le nubi più dense sono dentro il cuore; nel cuore annebbiato di stanchezza e nella disperazione non ci sono fiori per fare miele, le notti sono interminabili quando si appoggiano nel letto di chi soffre.

Dio tu che ci doni sempre un angelo accanto, un po’ di pane, un po’ d’acqua, fa che il nostro cuore possa continuare ad andare e non smarrirsi.

C’è un Dio che ride dell’incenso e dell’oro delle nostre chiese, c’è un Dio che gioisce quando le madri, con le loro lacrime, chiedono una grazia per i loro figli.

Oh Dio fa che noi non perdiamo la nostra vita guardandoci indietro, e che noi possiamo guardare avanti, guardare i tuoi occhi profondi.

Luigi Verdi

le-favole-sono-l-unica-verita-della-vita

Antoine de Saint-Exupéry

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