La pazienza può far germogliare delle pietre a condizione di saper aspettare

COMPASSIONE E PAZIENZA:GESTI UMANI E DIVINI

Da un’omelia di don Luigi Verdi

Mi colpisce che tutti i giorni ascoltiamo di morti e sentiamo il peggio del peggio, ma ormai non ci tocca più nulla, tutto è scontato, li consideriamo semplicemente numeri e cominciamo a sentire il dolore solo quando capita a noi, quando capita nelle nostre famiglie. Io speravo che almeno rimanesse un po’ di compassione. Gesù quando ha compassione fa gesti molto umani: piange per la morte dell’amico Lazzaro, lava i piedi ai suoi amici e la cosa più bella è quando tocca la bara del figlio della vedova di Nain. Noi le poche volte che amiamo, possiamo fare gesti molto divini. Ricordo una mamma a cui stava morendo un figlio di 10 anni per leucemia e negli ultimi momenti della vita del suo bambino lei gli teneva la mano, e piangeva, e le lacrime scendevano giù, e lei beveva quelle lacrime perché non voleva che scivolando giù potessero cadere sulla mano del bambino e lui potesse accorgersi che lei stava piangendo. Ecco queste cose sono divine. Sarebbe bello ritrovare la compassione: spesso siamo sordi, ciechi, addormentati di fronte al dolore; per smuoverci di fronte a questa durezza di cuore, Dio non usa la condanna, sarebbe normale se lui venisse qui ci desse due schiaffi e ci condannasse, forse sarebbe meglio, ci farebbe meno male; invece lui usa la pazienza, dice “Non capiscono ancora, aspettiamo”. Dio fa come fa una mamma di fronte a un figlio sciagurato, che non trova pace, e lei usa la pazienza, spera, spera, attende. Jung dice che la nostra visione si chiarirà soltanto quando andremo a guardare nel nostro cuore: chi guarda all’esterno sogna, chi guarda all’interno si risveglia. Gesù dirà “ama il prossimo come te stesso” ; in ebraico la parola prossimo vuol dire proprio la non luce ed è molto bello: ama la non luce, quello che non illumina, il difetto della persona che hai accanto, ama la non luce come ami la luce. Amare in ebraico è fecondare, introdurre germi di vita, e allora l’amore vero é questo: amare anche ciò che non è luce. L’amore vero è mettere un seme di buono perché la vita riprenda. Gesù guarda le radici dell’albero: quell’albero non dà frutto e Gesù invece di guardare i rami senza frutti, guarda le radici dell’albero; tornare alle radici è tornare all’ essenziale, è sfondare tutte le abitudini superficiali, le costruzioni artificiose che ci siamo fatti, per arrivare al cuore della vera libertà, ai valori più preziosi, a un amore verso tutto e verso tutti, a una vita vissuta con un cuore sincero. Vi auguro un cuore che sia ancora vivo. Ci sono alcune persone che ci salvano dalla disperazione, ci sono alcune persone che fanno gesti molto divini, che impediscono così a questo mondo di morire.

Luigi Verdi

Ricominciare dall’umiltà

Una bellissima riflessione di don Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, sull’umiltà e sulle nostre radici. Ecco il link all’articolo, sul blog di Romena “Prendi il largo”:

https://romenablog.wordpress.com/2016/04/15/ricominciare-dallumilta-lintervento-di-don-luigi/

2 thoughts on “La pazienza può far germogliare delle pietre a condizione di saper aspettare

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