Lettura della Passione dal Vangelo secondo Luca…

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Juan Medina, Josefa, 17 giugno 2018, agenzia Reuters/Contrasto. Josefa, la donna di origini camerunensi sopravvissuta aggrappandosi a un pezzo di legno per due giorni tra le onde prima di essere recuperata in mare. Questa foto è stata anche vittima di numerosi oltraggi mediatici.

www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/12936-tentazione-perdono

Domenica delle Palme
Lc 22,14-23,56
di ENZO BIANCHI

Per Luca la passione è l’ora dell’estrema tentazione satanica che assale Gesù, assale i discepoli e quindi anche la chiesa. Gesù sa vincerla con la preghiera, mentre lo stesso non può dirsi di Pietro e degli altri Undici, della chiesa… In questo vangelo vi è un accento particolare posto sul perdono che Gesù sa dare anche in quest’ora, l’ora dei suoi nemici, l’ora che egli stesso definisce come quella delle tenebre. Guardando a Gesù crocifisso, l’unica autentica contemplazione cristiana, si può passare dalla contemplazione al pentimento e alla conversione, che è sempre un ritorno sulle sue tracce.

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Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 14 Aprile 2019

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Don Fabio Rosini

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Paolo Curtaz

La morte di Dio

Lettura della Passione dal Vangelo secondo Luca

Dio non è uno che ti manda le disgrazie. Non è un padrone che ti castra e ti impedisce di volare. Non è un despota che ti fa stare buono e zitto sennò ti castiga e allora lavora. Non è uno che brandisce la Legge e aspetta di lapidarti.

Ci vuole il deserto e la verità, la fame di senso e la Parola per riuscire ad arrendersi all’evidenza di Dio. Un Dio che lascia crescere i suoi figli, che ha fatto bene ogni cosa e fa piovere sui giusti e gli ingiusti: un Dio che, come un Padre, scruta l’orizzonte e accoglie con dignità il figlio che lo voleva morto, ed esce a spiegare le sue ragioni all’altro figlio offeso; un Dio che, unico giusto, potrebbe condannarmi e non lo fa, chiedendomi di uscire dalla mediocrità del peccato, falsa libertà.

Siamo alla fine del deserto, amici: ora vediamo all’orizzonte il Golgota.

Il promontorio da cui si innalza la tenerezza infinita di Dio.

Inizia la grande settimana, la più grande, la più importante, la più profonda. La settimana piena di stupore e di sangue, di amore e di emozioni. Inizia la settimana Santa. 

Osanna!

www.tiraccontolaparola.it/commento-al-vangelo-del-14-aprile-2019-la-morte-di-dio/

“DIO NON SALVA DALLA SOFFERENZA, MA NELLA SOFFERENZA; NON PROTEGGE DALLA MORTE, MA NELLA MORTE. NON LIBERA DALLA CROCE MA NELLA CROCE”

 

Inizia con la Domenica delle Palme la settimana suprema della storia e della fede. In quei giorni che diciamo “santi” è nato il cristianesimo, è nato dallo scandalo e dalla follia della croce. Lì si concentra e da lì emana tutto ciò che riguarda la fede dei cristiani.

Per questo improvvisamente, dalle Palme a Pasqua, il tempo profondo, quello del respiro dell’anima, cambia ritmo: la liturgia rallenta, prende un altro passo, moltiplica i momenti nei quali accompagnare con calma, quasi ora per ora, gli ultimi giorni di vita di Gesù: dall’entrata in Gerusalemme, alla corsa di Maddalena al mattino di pasqua, quando anche la pietra del sepolcro si veste di angeli e di luce.

Sono i giorni supremi, i giorni del nostro destino.

fra Ermes facebook

E mentre i credenti di ogni fede si rivolgono a Dio e lo chiamano nel tempo della
loro sofferenza, i cristiani vanno a Dio nel tempo della Sua sofferenza. 

Gesù entra nella morte e la attraversa. E a Pasqua ci prende dentro il
vortice del suo risorgere.

Domenica delle Palme

Anno C

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. […] 

Commento di fra Ermes

Inizia con la Domenica delle Palme la settimana suprema della storia e della fede. In
quei giorni che diciamo “santi” è nato il cristianesimo, è nato dallo scandalo e dalla
follia della croce. Lì si concentra e da lì emana tutto ciò che riguarda la fede dei
cristiani.
Per questo improvvisamente, dalle Palme a Pasqua, il tempo profondo, quello del
respiro dell’anima, cambia ritmo: la liturgia rallenta, prende un altro passo, moltiplica
i momenti nei quali accompagnare con calma, quasi ora per ora, gli ultimi giorni di
vita di Gesù: dall’entrata in Gerusalemme, alla corsa di Maddalena al mattino di
pasqua, quando anche la pietra del sepolcro si veste di angeli e di luce.
Sono i giorni supremi, i giorni del nostro destino.
E mentre i credenti di ogni fede si rivolgono a Dio e lo chiamano nel tempo della
loro sofferenza, i cristiani vanno a Dio nel tempo della sua sofferenza.
“L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del Dio crocifisso”
(Carlo Maria Martini). Contemplare come le donne al Calvario, occhi lucenti di
amore e di lacrime; stare accanto alle infinite croci del mondo dove Cristo è ancora
crocifisso nei suoi fratelli, nella sua carne innumerevole, dolente e santa. Come sul
Calvario “Dio non salva dalla sofferenza, ma nella sofferenza; non protegge dalla
morte, ma nella morte. Non libera dalla croce ma nella croce” (Bonhoeffer).
La lettura del vangelo della Passione è di una bellezza che mi stordisce: un Dio che
mi ha lavato i piedi e non gli è bastato, che ha dato il suo corpo da mangiare e non gli
è bastato; lo vedo pendere nudo e disonorato, e devo distogliere lo sguardo.
Poi giro ancora la testa, torno a guardare la croce, e vedo uno a braccia spalancate che
mi grida: ti amo. Proprio a me? Sanguina e grida, o forse lo sussurra, per non essere
invadente: ti amo.
Perché Cristo è morto in croce? Non è stato Dio il mandante di quell’omicidio. Non è
stato lui che ha permesso o preteso che fosse sacrificato l’innocente al posto dei
colpevoli. Placare la giustizia col sangue? Non è da Dio. Quante volte ha gridato nei
profeti: “Io non bevo il sangue degli agnelli, io non mangio la carne dei tori”, “amore
io voglio e non sacrificio”.
La giustizia di Dio non è dare a ciascuno il suo, ma dare a ciascuno se stesso, la sua
vita. Ecco allora che Incarnazione e Passione si abbracciano, la stessa logica prosegue
fino all’estremo. Gesù entra nella morte, come è entrato nella carne, perché nella
morte entra ogni carne: per amore, per essere con noi e come noi. E la attraversa,
raccogliendoci tutti dalle lontananze più perdute, e a Pasqua ci prende dentro il
vortice del suo risorgere, ci trascina con sé in alto, nella potenza della
risurrezione.

(Letture: Isaia 50,4-7; Salmo 21; Filippesi 2,6-11; Luca 22,14-23,56).

Ermes Maria Ronchi

VIDEO

“Triduo pasquale con
p. Ermes Ronchi”

A fianco di Gesù nelle tre giornate più importanti della cristianità

2 thoughts on “Lettura della Passione dal Vangelo secondo Luca…

  1. Reblogged this on non c'è rosa senza spine By GiuMa and commented:

    “DIO NON SALVA DALLA SOFFERENZA, MA NELLA SOFFERENZA; NON PROTEGGE DALLA MORTE, MA NELLA MORTE. NON LIBERA DALLA CROCE MA NELLA CROCE”

    Inizia con la Domenica delle Palme la settimana suprema della storia e della fede. In quei giorni che diciamo “santi” è nato il cristianesimo, è nato dallo scandalo e dalla follia della croce. Lì si concentra e da lì emana tutto ciò che riguarda la fede dei cristiani.

    Per questo improvvisamente, dalle Palme a Pasqua, il tempo profondo, quello del respiro dell’anima, cambia ritmo: la liturgia rallenta, prende un altro passo, moltiplica i momenti nei quali accompagnare con calma, quasi ora per ora, gli ultimi giorni di vita di Gesù: dall’entrata in Gerusalemme, alla corsa di Maddalena al mattino di pasqua, quando anche la pietra del sepolcro si veste di angeli e di luce.

    Sono i giorni supremi, i giorni del nostro destino.

    fra Ermes facebook

    E mentre i credenti di ogni fede si rivolgono a Dio e lo chiamano nel tempo della
    loro sofferenza, i cristiani vanno a Dio nel tempo della Sua sofferenza. 

    Gesù entra nella morte e la attraversa. E a Pasqua ci prende dentro il
    vortice del suo risorgere.

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