Il Vangelo della domenica

Il #Vangelo di domenica 30 giugno:

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino.

(da Lc 9, 51-62)

Il commento di Giancarlo Bruni:

Un villaggio di Samaritani, a motivo dell’ostilità nei confronti dei Giudei, nega ospitalità e si rifiuta all’incontro con Gesù e i suoi. Immediata è la reazione dei figli del tuono Giacomo e Giovanni: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Reazione a cui Gesù risponde così: «Si voltò e li rimproverò». E si misero in cammino verso un altro villaggio. Un rimprovero che rimanda al no di chi vorrà sradicare la zizzania e a chi vorrà far uso della spada per difenderlo. Gesù non vuole la distruzione di nessuno e la scure è posta alla radice di ogni fondamentalismo e giustizialismo. Il discepolo deve distinguersi per l’accoglienza del diverso e per la non rappresaglia nei confronti del nemico. Deve andare oltre il villaggio samaritano che si nega all’ospitalità e oltre la logica di fuoco di Giacomo e Giovanni. È l’oltre dell’amore che include tutti, l’oltre della libertà che sa che vi sono altri villaggi e altri cuori che non si negano e che non negano nessuno.

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SÌ NO

” …Lo spazio tra il sì e il no è un abisso infernale governato da due regine che sono l’indecisione e la giustificazione. Indecisione e giustificazione governano, sotto l’occhio vigile di Satana, lo spazio tra il sì e il no, e, a seconda dell’occasione e dei momenti, si servono dei loro subalterni più fedeli: confronti, controversie, polemiche, diatribe, dispute, dibattiti, discolpe, scuse, spiegazioni, accuse, dimostrazioni, bugie, inganni, imposture, simulazioni, falsità, menzogne, frottole, calcoli, alibi, motivazioni, scusanti. Lo spazio tra il sì e il no è tutto spazio di Satana, è lo spazio dove Satana è il signore e il padrone di tutto. È in questo spazio tra il sì e il no dell’uomo che Satana può spingere l’uomo

a coltivare l’ignoranza come fosse sapienza,

a profanare l’amore in nome del possesso e del dominio,

a dare il nome di pace alla violenza, il nome di progresso democratico al sopruso e all’annullamento di ogni diritto umano.

È in questo spazio tra il sì e il no dell’uomo che Satana può organizzare per l’uomo una vita di miseria, inganno, paura, schiavitù, sottomissione, conflitto, guerra, distruzione.

È in questo spazio tra il sì e il no dell’uomo che Satana può spingere l’uomo alla separazione, a ogni forma di separazione e divisione che conduce alla morte.

Sì, sì, no, no; il di più viene dal Maligno.”

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Buongiorno mondo!

Dal www.festivalbiblico. It 2019

BUONGIORNO MONDO!

E’ COSÌ CHE OGNI MATTINA DON LUCIANO SALUTA I SUOI AMICI ED INIZIA IL SUO PERSONALE COMMENTO ALLA PAROLA.

Ecco le parole del Maestro nel vangelo di oggi: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”

(Mt 5,17-19).

Gesù parla in questo modo subito dopo aver proclamato le Beatitudini e a queste bisogna far riferimento per intendere rettamente quanto vuol dire. In un certo senso è una dedica a tutti i nostalgici di “ordine e disciplina”, ai cultori dello “Iota Unum”, a tutti coloro che identificano il Dio di Gesù nel Dio legislatore che dai suoi fedeli pretende obbedienza cieca e assoluta, pena la dannazione eterna. “Legge e Profeti” sono compresi e superati dalla proposta che Gesù fa nelle Beatitudini. I “precetti minimi” cui fa riferimento, infatti, son proprio le beatitudini e niente altro. Chi volesse intendere che Gesù faccia riferimento alle minuziose prescrizioni della Legge è completamente fuori strada. L’ostinazione di chi ancora oggi continua a credere in una visione conciliante tra la legge antica e quella proposta da Gesù non è nella linea proposta da Gesù. Per certi aspetti, anche il Decalogo viene “compiuto”: davanti alle Beatitudini le Dieci Parole il cedono il passo. Perché allora continuiamo a proporre “esami di coscienza” fondati sul Decalogo? Noi continuiamo a far esplorare minuziosamente le coscienze, con precisione chirurgica, mentre le Beatitudini invitano ad assumere uno stile di vita ben diverso. Uno stile in cui da “fedeli” si è invitati a diventare “figli”; dove lo stile di vita non è più orientato all’obbedienza, ma all’assomiglianza all’amore del Padre. Eppure Gesù ha pagato con la vita la sua proposta! Mah… Un abbraccio e buona vita a tutte e a tutti.

Luciano Locatelli

I Luoghi del cuore

R0mena

La Via della Resurrezione è una camminata meditativa che si sviluppa intorno alla Fraternità toccando i campi, il bosco, sfiorando il fiumiciattolo che scorre a pochi passi dalla pieve, in un suggestivo sentiero immerso nella campagna e nei boschi del Casentino.
Otto tappe, scandite da altrettante icone e da brevi testi, in cui siamo invitati a soffermarci sulle parole che ci aiutano a rinascere: umiltà, fiducia, libertà, leggerezza, fedeltà, perdono, tenerezza, amore. Un libretto di pensieri e preghiere accompagna il cammino.

Il percorso sfocia nel Giardino della Resurrezione, un ampio  giardino di mandorli: il mandorlo, segno di attenzione e simbolo della primavera con i suoi fiori che sfidano il gelo, è là a testimoniare la vita prepotente, inarrestabile. Ognuno di loro è stato piantato dai genitori del gruppo Nain e porta il nome del proprio figlio, come a voler gridare al cielo la speranza. Come a voler raggiungere il cielo.
In un giardino si ebbe l’annuncio della Resurrezione; in questo giardino vogliamo provare anche noi a dire che la Vita è per sempre. 

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Luigi Verdi ( don Gigi)