Come comportarsi nella società di oggi.

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OMELIA DI ROMENA DEL 30 GIUGNO

 

Da leggere.

 

Diventa difficile definire la nostra società di oggi. Quello che mi sembra più vicino alla definizione giusta è “la società del risentimento”. Risentimento vuol dire quello della rabbia, della violenza, quello del rancore. Oggi ci sono degli imbecilli che dicono di mettere dei muri; io gli risponderei metteteli! Mettetene più che potete, ma attento! Se metti un muro, è vero che gli altri non entrano, ma te non esci!

Avete visto che oggi si ammazzano tutti dentro casa, sempre di più! Perché con più chiudi le porte, con più manca l’aria e più ti distruggi, e più la violenza aumenta.

Oggi c’è tanto smarrimento! Dietro lo smarrimento ci sono sempre dei padri e delle madri occulte che cercano sempre di comprarti, c’è sempre qualcuno che ti vuoi comprare. E allora è bello questo Vangelo di oggi: i discepoli in un villaggio della Samaria, vengono rifiutati, vengono buttati fuori e dicono a Gesù: Vuoi che facciamo cadere un fulmine su questa gente che ci ha rifiutato?

Perché loro erano ancora fermi a quella legge vecchia dell’occhio per occhio, dente per dente.

Viviamo un momento di grande crisi. Una crisi di risentimento, una crisi all’interno della Chiesa, come in tutta la società. Alle spalle si sente il peso di una società che è invecchiata e forse dovremmo provare ad andare oltre, come fa Gesù. Oltre i nostri egoismi, oltre le nostre paure, oltre i nostri capricci. Forse dovremmo muoverci e rinnovarci con un po’ più di creatività.

Di cosa ha bisogno questo mondo? Avete visto la bellezza di questa Pieve? La bellezza di questa natura qui intorno? Vedete, la modernità quando è arrivata, le prime tre cose che ha ucciso sono la bellezza, la tenerezza e la gioia.

Io vi prego di non farvi uccidere queste tre cose!

È arrivata la modernità ed hanno iniziato a costruire queste chiese moderne che fanno pietà! Queste case brutte da morire! Hanno ammazzato la tenerezza: è tutto violento, aggressivo, veloce. Hanno sostituito la parola gioia con la parola felicità e ci hanno fregato a tutti.

Avete visto? Qui abbiamo contato molto sulla bellezza, sulla tenerezza con cui cerchiamo di accogliere le persone, ma soprattutto sulla gioia spontanea dei contadini.

Ed è bella la lettura di oggi. Dio ci ha liberati perché rimanessimo liberi. E ricordate Dio che è sempre arrabbiato, nel Vecchio Testamento, con gli idoli? La parola “idolo” in ebraico vuol dire “colui che ti compra”.

Io amo Gesù e perché è l’unico che non si è mai fatto comprare da nessuno, né da soldi, né dal potere, né dalle ambizioni, né dalle emozioni. Ricordate quando la Maddalena lo voleva trattenere e Lui le disse: Lasciami libero!

Oggi il regalo più bello che ci possiamo fare è di non farci comprare da nessuno.

Io mi chiedo come fanno questi ragazzi a credere a noi! Hanno visto tutte le nostre paranoie, hanno visto tutti i nostri fallimenti, hanno visto che ci siamo fatti comprare da tutto. E non vogliono campare come noi! Vogliono uomini e donne libere, che non si fanno comprare da nessuno.

La libertà è un “sì”, che prevede però dei “no”.

Per esempio Gesù dice dei no anche agli spiriti muti che portano la paura, il ripiegamento su di sé. Gesù dice dei no agli scribi, detentori del potere e della sapienza, dice di no ai farisei, questi moralisti appiccicosi!

Lo sopporto sempre meno il moralismo, perché il moralismo vuol dire “guardare”.

Chi fa il moralista, ti guarda e ti giudica e ti cerca tutti i difetti che hai addosso. Chi non è moralista, ti guarda, ma gli stai a cuore, ti vuole bene, ti guarda con amore e non per giudicarti.

E allora questi discepoli che vogliono distruggere chi è contro, che allontanano i bambini da Gesù e Gesù che dice: “No! Lasciate che i bambini vengano a me! Non glielo impedite!”

Mi piace Gesù, perché usa tante volte la parola “lasciare”.

Lasciate che i bambini vengano a me, lasciate crescere la zizzania! Voi pensate a far crescere il grano così la zizzania viene soffocata e muore di suo!

Noi sempre puntare il dito sul male e non facciamo crescere il bene! E allora come diceva il grande Don Milani: “Se non ora, quando? Se non io, chi?”

Questo è il cambiamento del mondo. Se non ora, quando cominceremo a cambiare? Se non comincio io, chi comincerà?

L’essere umano è fatto per sorpassarsi.

Io dicevo: se il tuo uomo, la tua donna, tuo figlio ti dice “sono fatto così!”, appiccicatelo al muro! impediteglielo! Perché sono dei vigliacchi! Perché non hanno voglia di cambiare nulla, perché vogliono che tutto rimanga fermo e non è vero che sei fatto così!

Ognuno di noi è molto di più! Ognuno di noi può compiere il miracolo di migliorarsi, di ricominciare, di non aver paura della paura.

Allora l’augurio che ci facciamo tutti noi è di non aver paura della zizzania, del male, della contrarietà.

Io seguo da anni i genitori che hanno perso i figli. La cosa più bella è che queste persone, che avrebbero tutto il diritto di maledire la vita per come gli è andata male, che invece di maledirla, provano a portarla avanti, che invece di maledirla, provano a superarsi, a migliorarsi e a volte a benedire la vita.

Don Luigi Verdi

da-la-storia-infinita

C’è ancora tempo per iscriversi alla Fraternità Giovani in programma dal 31 luglio al 4 agosto. Romena accoglie i giovani (dai 16 anni) e si mette in cammino con loro, sulla via che porta nuova luce e voglia di scuotere la realtà. Info giovani@romena.it

Tel 339 4749686 (Barbara)

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