«E chi è il mio prossimo?».

“Tornare umani”

Il mostro– Samuele Bersani.wmv

Ecco spuntare da un mondo lontano
l’ultimo mostro peloso e gigante
l’unico esempio rimasto di mostro a sei zampe

Quanto mi piace vederlo passare,
cosa farei per poterlo toccare
io cosa farei…

Dicono che sia capace di uccidere un uomo
non per difendersi, solo perché non è buono

Dicono loro che sono scienziati affermati
classe di uomini scelti e di gente sicura
Ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura
il mostro ha paura…

E’ alla ricerca di un posto lontano dal male
certo una grotta in un bosco sarebbe ideale
ma l’unico posto tranquillo è quel vecchio cortile
l’unico spazio che c’è per un grande animale

Dicono Siamo in diretta lo scoop è servito
questa è la tana del mostro, l’abbiamo seguito
Dicono loro che sono cronisti d’assalto
classe di uomini scelti di gente sicura
Ma l’unica cosa evidente
l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura
il mostro ha paura…

Basta passare la voce che il mostro è cattivo
poi aspettare un minuto e un esercito arriva
bombe e fucili ci siamo, l’attacco è totale
gruppi speciali circondano il vecchio cortile

Dicono che sono pronti a sparare sul mostro
Lo prenderemo sia vivo che morto sul posto!
Dicono loro che sono soldati d’azione
classe di uomini scelti e di gente sicura
ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura
il mostro ha paura…

Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi
ma lui sa che il letargo viene solo d’inverno
riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri
che hanno solo due zampe ma sono molto più mostri

Gli resta solo una cosa
chiamare il suo mondo lontano
lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano…
Vorrei poterlo salvare, portarlo via con un treno
lasciarlo dopo la pioggia, là sotto l’arcobaleno…

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 14 Luglio 2019 – XV domenica del Tempo Ordinario, dai microfoni di Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

non c'è rosa senza spine By GiuMa

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, bambino e spazio all'aperto#Amo la Tua Parola
«E chi è il mio prossimo?».
Abbiamo sempre bisogno che gli altri ci dicano cosa fare, chi è da una parte o dall’altra, chi è il prossimo. Ma ascoltare quello che sentiamo dentro, non è possibile? Alla fine della parabola del buon samaritano, il Maestro indica che la vera risposta è farsi prossimo. La compassione, come l’empatia e la vicinanza, è uno dei sentimenti che in questa società indifferente si stanno perdendo sempre di più. Quando da bambino usciva sangue dal naso, il dottore cauterizzava il punto preciso e così il sangue si fermava. Ma si perdeva anche la sensibilità dell’organo olfattivo. Credo che questo tempo ci abbia “cauterizzato” il cuore e non siamo più capaci di sentire compassione. Qualcuno potrebbe obiettare che in realtà sente qualcosa; ma, credetemi, spesso quello che sentiamo è più pena o una forma di pietà, ma non compassione. La…

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One thought on “«E chi è il mio prossimo?».

  1. Il Vangelo della XVI domenica C commentato da Paolo Curtaz.
    In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
    Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

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