“Vi farò pescatore di uomini”

Giorgio pubblicava, 3 anni fa:

“Vi farò pescatore di uomini”

Tanti anni fa, ma proprio tanti, ero in una colonia estiva sul mare Adriatico, diciamo Cattolica che suona bene. Avevo 9 anni e un giorno vedo passare Gesù che getta le sue reti. Gesù era mingherlino, un saio marrone addosso, un volto portato al sorriso, balbettava un pò e suonava la chitarra e di nome faceva Ferruccio, Ferruccio Gesù.

Sinceramente non ho ricordi limpidi di quel giorno: mi pare che dopo aver visto un film, Ferruccio abbia cantato qualcosa e poi abbia distribuito la sua rete: una bella cartolina con su san Francesco da una parte e dall’altra la possibilità di scrivere il proprio nome e indirizzo, con la promessa di esser personalmente contattati dal fraticello, se desideravamo. E’ quel che ho fatto, e quello fu il mio primo si, e forse anche l’ultimo!

Da quell’incontro ne è scaturito tutto il resto: 40 anni tra i frati, e l’anno che viene 25 di sacerdozio: un buon palmares, se non fosse che ho ben poco da rallegrarmi. Anni di…inadempienze, di voti non votati, se così si può dire: quando mai sono stato povero, e casto poi e obbediente…sì a me stesso! E nonostante ciò, e sottolineo nonostante, sono diventato pure pescatore di uomini: madre Chiesa mi ha dato il permesso di pescare nelle sue acque territoriali.

Nel mio piccolo, almeno un pochetto, ho tentato di essere annunciatore dell’amore, dell’Amore di Dio, questo sì. Non ho mai avuto altro desiderio e scopo, ad ogni celebrazione eucaristica, se non quello di parlare dell’amore di Dio, nelle sue infinite sfaccettature, con tante simpatiche storielle e pochi ragionamenti, a volte con emozione, altre con sospiri, ma sempre e solo stupendomi di aver incontrato un Dio così libero. Parole d’accoglienza, parole senza giudizio e ricolme di misericordia, di gioia, così semplici che tutti i bimbi spero non abbiano mai faticato a comprendere.

L’altro giorno mi chiedevo perché non mi sono mai messo in ricerca di Dio nella mia vita. La risposta è saltata fuori come un pesciolino dall’acqua, spontanea: che bisogno ho di cercare Dio se Dio è in me? Se abita da sempre la mia pelle, il mio sangue, i miei pensieri…l’unica cosa da fare è…accorgersene! Ebbene sì, Dio è la cosa più abituale della mia vita, così quotidiana che anche quando faccio finta di farmi domande, me ne accorgo subito che non è farina del mio sacco.

Ti ho raccontato un po’ di me, non perché sia più interessante della storia dell’apostolo Andrea, ma perché credo che ognuno abbia la sua storia, la sua ‘vocazione’: ad ognuno oggi di ripensarla, e schiacciare l’occhiolino a Dio per un ‘grazie di cuore’.

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