La liturgia della cura dei crocifissi della storia.

Gianni Marmorini

Forse avrei dovuto dire due parole sul comunicato dei vescovi che hanno preso una posizione molto dura contro il divieto per la celebrazione delle messe anche nella “fase due” della lotta contro il corona virus. Di certo avrei preferito altre parole e anche altri toni.
Mi è piaciuto molto, al contrario, l’intervento del vescovo Olivero di Pinerolo: “Non è questo il tempo di mostrare i denti bensì di collaborare”. Mi hanno colpito anche le parole di Papa Francesco che prega perché: “il Signore dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”. Così come condivido molte posizioni di tante persone in questa linea, ad esempio quella di d.Cristiano Mauri (La Bottega del Vasaio), di d.Paolo Iannaccone, di Michele Meschi e molti altri.
Ma sono un po’ stanco di contrapposizioni, di alimentare polemiche e divisioni. Non sono queste dure parole dei vescovi a farmi luce in questo periodo, ma altre, e a queste altre parole io voglio dare risonanza.
Ad esempio voglio dare risonanza alla parola di d.Luigi Ciotti: “È necessario mettersi in ascolto del futuro, leggere le linee di tendenza per intuire quale tipo di servizio siamo chiamati a svolgere, quali politiche sociali ed economiche richiedere, quale avvenire esigere per i giovani, le famiglie, i lavoratori, i migranti, le persone detenute, il popolo della strada. Quali iniziative culturali realizzare e come stimolare una nuova coscienza ecologica affinché la conversione a cui esorta la Laudato sì non si riduca a una generica transizione, ma sia mutazione di cuori, coscienze, condotte”.
Vorrei tradurre: non ha molto senso, per me, dedicarmi a celebrazioni via streaming, a rosari alla Madonna che ci liberi da questo morbo… ha senso, invece, creare occasioni per riflettere con la gente su che cosa possiamo imparare da questo tempo di crisi per costruire un mondo diverso. Ed è quello che con la nostra fraternità abbiamo iniziato a fare, chiamando sulla nostra piattaforma virtuale persone con cui confrontarci.
Questa, per me, è l’attenzione al sacro, cioè l’attenzione alla vita, non solo quella umana, creata e amata da Dio!
Non ha molto senso, per me, la nostalgia dei sacramenti, tutti quanti! Una strada che forse nel tempo ha portato molti cristiani a vedere nel pane consacrato il volto di Gesù e a non vederlo più nell’affamato, nell’assetato, nello straniero, nel malato e nel carcerato. L’ultima parabola di Gesù nel vangelo di Matteo, raccontata prima di sedersi a tavola per l’ultima Cena, è quella conosciuta come “Giudizio universale”. Non credo, in realtà, che Gesù abbia voluto anticipare cosa accadrà dopo la nostra morte alla fine dei tempi, piuttosto penso che abbia voluto dedicare le sue ultime parole a quella che potrebbe essere definita “la liturgia della cura dei crocifissi della storia”: non nelle chiese, ma sulle strade del mondo. Se poi ci sono uomini e donne che hanno bisogno della celebrazione dei sacramenti nelle chiese per poter uscire e costruire un mondo migliore, benissimo. Lo facciano, ovviamente, secondo quelle condizioni che garantiscono la salute di tutti, compresa la loro.

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Vi presento mio zio … Giovanni Vannucci

youtu.be/4hZC3sgOBNg

Il Padre Nostro secondo Giovanni Vannucci.

L’Aramaico non conosce il nostro congiuntivo, il suo tempo è il presente: non dobbiamo leggere venga il tuo regno, ma il tuo regno viene, non sia fatta la tua volontà, ma la tua volontà è fatta, non dacci oggi il nostro pane quotidiano, ma tu dai a noi il pane di oggi e di domani. Quelle che sino ad oggi abbiamo tradotto come richieste al padre, in realtà sono delle affermazioni di fede; Gesù stesso lo dice 《il Padre Nostro che è nei cieli sa benissimo quello di cui avete bisogno, non c’è bisogno di chiedere!》

“Padre nostro che sei nei cieli,

santo è il tuo nome,

il tuo regno viene,

la tua volontà si compie

nella terra come nel cielo.

Tu doni a noi il pane di oggi e di domani.

Tu perdoni i nostri debiti nell’istante

in cui li perdoniamo ai nostri debitori.

Tu non ci induci in tentazione,

ma, nella tentazione, tu ci liberi dal male.”

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Compagni di viaggio delle persone, condividere il loro dolore, lasciarle libere…Compiamo i gesti di Gesù. Lui si avvicina come un compagno di viaggio

Domenica 26 aprile, commento al Vangelo di don Luigi Verdi
I deboli gridano all’aurora,
chiedono in prestito le sue ali
per volare e trovare riposo.
Via della Resurrezione

“Dio non sta comodo nei palazzi dei Re né, come Satana, sul pinnacolo del tempio a giudicare il mondo, Dio come dice Gandhi, cammina a piedi, è attento alle sfumature, vede tutti i dettagli. La differenza non è tra chi crede in Dio e chi non crede in Dio, ma tra chi cammina e chi ha smesso di camminare”. Si apre così il commento di don Luigi Verdi al Vangelo di oggi, dedicato all’apparizione di Gesù ai discepoli, sulla strada verso Emmaus.
Ne anticipiamo un altro passaggio: “Impariamo da Gesù un modo nuovo per riavvicinarci a chi, chiuso in casa, triste, impaurito, ora ricomincerà a uscire.
Compiamo i gesti di Gesù. Lui si avvicina come un compagno di viaggio, senza farsi riconoscere, Lui condivide il loro dolore: “perché siete tristi”, dice loro e, meraviglioso, fa finta di andare via, devono essere loro a dire “Ci batte il cuore, rimani con noi”; solo alla fine spezza il pane con loro.
Questo è il momento in cui la messa, l’eucarestia non sono così dovute come prima, bisogna guadagnarcele. E allora bisogna fare l’opposto di prima: invece di partire da lì, dobbiamo prima essere compagni di viaggio delle persone, condividere il loro dolore, lasciarle libere. Quel pane, alla fine, avrà un grande sapore”.

La strada
Il giardino
La casa
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“E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3,7-15)

Buongiorno mondo! Continuando il dialogo con Nicodemo, il Maestro ci dona queste parole: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3,7-15). Gesù lascia intendere che il momento “più basso” della sua esistenza, sarà anche quello “più alto”. Il momento della massima impossibilità umana, diviene lo spazio della massima possibilità divina: solo il dono offerto diventa generatore di vita per chi vuole accoglierlo. L’incontro con il Risorto nell’Eucaristia domenicale dovrebbe essere il fondamento di tale dinamica: l’Eucaristia celebrata non è un rito fatto per assolvere a un precetto o rendere contento Dio perché abbiamo fatto il nostro dovere “santificando la festa”! È l’incontro vivo ed efficace con Colui che “è stato innalzato” per dare anche a noi una tale possibilità. Ecco perché l’abbassamento della Croce è preceduto dall’abbassarsi di Gesù sui piedi dei discepoli: il gesto della lavanda getta una luce diversa sulla Croce. Non è un sacrificio per salvare l’umanità dall’ira del Padre, ma il modo che il Signore ha scelto per consegnarci il suo Spirito e renderci capaci di vivere con Lui e come Lui nell’amore gratuito e incondizionato. Ecco la vita eterna del Maestro: una vita talmente segnata e impregnata di amore da assumere una qualità divina, eterna, più forte di qualsiasi morte. Forse questo tempo di forzato “digiuno” eucaristico potrebbe rivelarsi veramente un kairòs, il tempo favorevole per rivedere il nostro rapporto con questo sacramento, cuore della Chiesa, e recuperarne il suo significato più profondo e autenticamente evangelico: è il tempo di purificare la nostra “fame eucaristica” e spogliarla di tanti orpelli inutili. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita. Luciano Locatelli

MARTEDÌ 21 APRILE alle ORE 21 VIDEOCONFERENZA da TERZELLI sul tema “…E CAMMINAVA CON LORO”. C’è un compagno di strada che attraversa con noi delusioni e fallimenti per scaldare il cuore e riaprire gli occhi (Lc 24,13-35)

…E camminava con loro

…C’è un compagno di strada che attraversa con noi delusioni e fallimenti per scaldare il cuore e riaprire gli occhi (Lc 24,13-35)

AMICI della TERRADELSANTO

A cura de La Parrocchia dell’Invisibile

Il brano e video consigliato è “Cammina nel sole” di Gianluca Grignani. A cura di Sauro Secci.

Come vedere la diretta. Collegati sul canale di Youtube “Eremitapercaso” oppure al sito www.terradelsanto.it e clicca in alto a destra su “LIVE” dalle ore 21 alle 22 del martedì, poi clicca sulla freccia play del video e inizia a seguire la diretta.

Per accelerare il caricamento di un video epoter vederlo senza interruzionisi può scaricare il programma gratuitoSPEEDBIT VIDEO ACCELERATORche una volta installato (nella sua versione basegratuita: clicca su: DOWNLOAD FREE) agisce automaticamente ogni volta che apri un video.

NEWCHAT:Per condividere le tue impressioni oporre delle domande entra nel canale di YOUTUBE “EREMITAPERCASO” e scrivi un messaggio sulla CHAT dedicata che si trova a destra del video (solo durante la diretta).Il numeroWhatsAppdi Luca e le altre…

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C’era una volta e… c’è se


editrice.effata.it/libro/9788869292927/ma-che-occhi-grandi-che-hai/
Di PAOLO SCQUIZZATO


Appartiene alla comunità dei sacerdoti del Cottolengo e si dedica alla predicazione e alla formazione spirituale in particolare del laicato; dirige la Casa di spiritualità «Mater Unitatis» di Druento (To).

Paolo Costa con Roberta Ravanelli

paolo-costa

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220282878976241&id=1656517706?sfnsn=scwspwa&d=w&vh=i&extid=L1RCA5kSLaDkACSJ&d=w&vh=i

Paolo Costa : C’era una volta e …

Io come Tommaso…

Tommaso

Io come Tommaso, amo il tuo piccolo corpo di guardiano posato in alto come un gabbiano che guarda ai quattro venti.

Domenica 19/04/20 don Luigi Verdi

“I vangeli non sono un compendio di morale o di dogmi, i vangeli parlano all’inquietudine del cuore di ogni essere umano. Oggi la pagina del Vangelo di Giovanni ci porta nel cuore della grande domanda che cos’è la fede? Tommaso ci aiuta con il suo dubbio a capirlo meglio…”.

Si apre così il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Verdi, da Romena…

La Pieve di Romena

Luigi Verdi:

“Anche chi non crede può dire per sempre”

www.repubblica.it/vaticano/2018

Parla il sacerdote autore con Maurizio Maggiani di “Sempre ” (Chiarelettere). Ha fondato nel 1991, dopo un anno trascorso nel deserto sui luoghi di Charles De Faucault, la Fraternità di Romena (inToscana oltre le foreste al ciglio del Casentino), spazio aperto e pubblico di fede, conoscenza e rinasciata…

www.chiarelettere.it/libro/narrazioni/sempre

di PAOLO RODARI 27 Giugno, 2018

www.illibraio.it/sempre-maggiani-verdi-estratto