🙃Delusione❗️ di❤️Papa Francesco ❤️ 🌻Sono entusiasti :i poveri, gli emarginati, gli invisibili, e anche tutti quelli, cardinali, vescovi e preti e laici, che da decenni sono stati emarginati a causa della loro fedeltà al vangelo, visti con sospetto e perseguitati per questa loro mania della Sacra Scrittura a discapito della tradizione. Quel che avevano soltanto sperato, immaginato o sognato, ora è divenuto realtà con Francesco, il papa che ha fatto riscoprire al mondo il profumo del vangelo.

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Papa Francesco, che “delusione”! di Alberto Maggi

All’inizio era solo una discreta mormorazione, poi è diventata mugugno sempre più crescente, e ora, senza più remore, aperto dissenso nei confronti del Papa venuto dalla fine del mondo (e sono tanti che ce lo vorrebbero ricacciare). Papa Francesco in poco tempo è riuscito a deludere tutti. E la delusione si trasforma in un risentimento dapprima covato e ora platealmente manifesto.

Sono delusi molti dei cardinali, che pure lo hanno eletto. Era l’uomo ideale, senza scheletri negli armadi, dottrinalmente sicuro, tradizionalista ma con accettabili aperture verso il nuovo. Avrebbe potuto garantire un periodo di tranquillità alla Chiesa terremotata da scandali e divisioni. Mai avrebbero pensato che Bergoglio avrebbe avuto intenzione di riformare nientemeno che la Curia romana, eliminare privilegi e fustigare le vanità del clero. La sua sola presenza, sobria e spontanea, è un costante atto d’accusa ai pomposi prelati, anacronistici faraoni pieni di sé.

Sono delusi i vescovi in carriera, quelli per i quali una nomina in una città era solo il piedistallo per un incarico di maggiore prestigio. Erano pronti a clonarsi con il pontefice di turno, a imitarlo in tutto e per tutto, dall’abbigliamento alla dottrina, pur di entrare nel suo gradimento e ottenerne i favori. Ora questo papa invita gli ambiziosi e vanesi vescovi ad avere l’odore delle pecore… che orrore!

È deluso gran parte del clero. Si sente spiazzato. Cresciuto nel rispetto rigido della dottrina, indifferente al bene delle persone, ora non sa come comportarsi. Deve recuperare un’umanità che l’osservanza delle norme ecclesiali ha come atrofizzato. Credevano di essere, in quanto sacerdoti, al di sopra delle persone, e ora questo papa li invita a scendere e mettersi a servizio degli ultimi.

Delusi anche i laici impegnati nel rinnovamento della Chiesa e i super tradizionalisti attaccati tenacemente al passato. Per questi ultimi il papa è un traditore che sta portando la Chiesa alla rovina. Per i primi, papa Bergoglio non fa abbastanza, non cambia norme e legislazioni non più in sintonia con i tempi, non legifera, non usa la sua autorità di comandante in campo.

💗Deludione❗️❤️Papa Francesco 🌻Sono entusiasti di lui i poveri, gli emarginati, gli invisibili, e anche tutti quelli, cardinali, vescovi e preti e laici, che da decenni sono stati emarginati a causa della loro fedeltà al vangelo, visti con sospetto e perseguitati per questa loro mania della Sacra Scrittura a discapito della tradizione. Quel che avevano soltanto sperato, immaginato o sognato, ora è divenuto realtà con Francesco, il papa che ha fatto riscoprire al mondo il profumo del vangelo.

L’AUTORE – Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» (www.studibiblici.it) a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere. Ha pubblicato, tra gli altri: Roba da preti; Nostra Signora degli eretici; Come leggere il Vangelo (e non perdere la fede); Parabole come pietre; La follia di Dio e Versetti pericolosi. E’ in libreria con Garzanti Chi non muore si rivede – Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita.

(fonte: IL LIBRAIO)

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Impariamo a stare in silenzio davanti al mondo …

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Quanto rumore nel mondo
Gesù fa il suo ferragosto e si prende qualche giorno di vacanza, al mare, all’estero, dalle parti di Tito e Sidone.

Ha capito di aver bisogno di un po’ di pace, che non puoi aver tutta quella gente sempre appresso, per recuperare le forze e mettere in ordine le idee.

Spero che ognuno di voi si sia potuto concedere un po’ di vacanza…perché ne abbiamo bisogno, non possiamo arrivare a tutto e tutti.

Se ti guardi attorno ci sarebbe sempre qualcosa da fare e per quanto fai non basta mai. Bisogna imparare anche a saper dire: non ce la faccio, ho bisogno di riposarmi altrimenti ‘scoppio’.

E Gesù è un po’ ‘scoppiato’: non si è mai visto trattare così male una donna, per di più sofferente nell’anima.

Ma quando una donna ha fede in quello che crede necessario, non molla. Piuttosto si fa briciola, quasi a scomparire, e questo colpisce al cuore Gesù.

Mauriac lo dice così: “Ciò che Dio ammira nelle creature è sempre la medesima meraviglia: non una stupefacente virtù, né una grande scienza teologica, ma un certo stato di resa, frutto di quella lucidità spirituale che è la suprema delle grazie”.

Forse la fede è come un grembo che partorisce il miracolo.

Fra Giorgio Bonati


Pieve di Romena

 “Perché io ho bisogno di te!”

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Un alba rosa ha addolcito il risveglio, poi il vangelo che racconta dell’amore di coppia, e io che narro una storia, questa.Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi. 

Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati. Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli. 

I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono. Una storia come tante. 

Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile, non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto. 

Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale. Vennero al suo capezzale medici e specialisti famosi. 

Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: “Mah!”. 

L’ultimo specialista prese da parte l’omone e gli disse: “Direi semplicemente che sua moglie non ha più voglia di vivere!”. 

Senza dire una parola, l’omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. 

Una manina sottile che scomparve nella manona dell’uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: “Tu non morirai!”. “Perché?”, chiese lei, in un soffio lieve. “Perché io ho bisogno di te!”. “E perché non me l’hai detto prima?”. 

Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l’avesse fatta guarire così in fretta.
Ditelo prima, non aspettate domani, è oggi che è prezioso, è oggi che vivi, è oggi che puoi condividere il tuo amore con chi ami.

Forse è così che si salva la vita, forse possiamo salvare la vita a qualcuno, oggi.

Fra Giorgio Bonati


Lodi del mattino 



www.romena.it

https://youtu.be/i7JqLNiqd8k

Lodi del mattino Giovanni Vannucci

🙃Pausa🌻Bloggin 🔆estiva 🌞buone vacanze ðŸŒ´

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Saluti da Fly e GiuMa


Facciata Casa colonica 1800 Breganze Vi

🙃A Ferragosto saremo a Romena😃


…Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico. Poi questi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall’interno della tenda.  

Il Signore scese nella nube sul monte Sinai, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». …

Dalla Prima Lettura 1 Agosto

Es 33,7-11; 34,5-9.28

La preghiera vi renderà liberi

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il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Le donne che mi fanno più tenerezza in assoluto sono quelle che non riconoscono la propria fragilità, il loro bisogno di uno sguardo benevolo che si posi su di sé. Quelle che non sanno che “verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà”.

Perché siamo tutte così, tutte desideriamo che l’altro ci rimandi la nostra immagine attraverso i suoi occhi. Riconoscere la nostra fame è il primo passo per saziarla.

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Sant’Anna e San Gioacchino i nonni di Gesù.

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Santi Gioacchino e Anna

A cura di Matteo Liut

L’annuncio della nascita di Maria fu per i suoi genitori, Gioacchino e Anna, come la prima goccia che nell’arsura anticipa la pioggia benefica. E quella pioggia è diventata, anche grazie a loro, la speranza di una vita nuova per l’intera umanità.
Oggi la Chiesa ricorda così i nonni di Gesù: avanti con gli anni ricevettero dal Cielo il dono di una figlia, aprendosi con saggezza e umiltà a quella novità.

“Maria”, ovvero “amata da Dio”, è il nome che scelsero, un nome nel quale oggi milioni di fedeli si riconoscono e trovano rifugio.

L’esempio di Gioacchino (il cui nome significa “Dio solleva”) e Anna (nome che vuol dire “grazia”), invece, è da sempre indicato come un modello per tutti i genitori, chiamati a guardare ai loro figli come degli autentici doni gratuiti di Dio.

La memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna è stata unificata nel 1584.

…fonte Avvenire.it



Magdala…

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Maria di Magdala, la prima depositaria della resurrezione.Nel cuore dell’estate la festa di una donna, Maria di Magdala, la prima depositaria della resurrezione. E’ sempre l’amore che arriva per primo agli appuntamenti con l’inedito, con l’essenziale.
E così entro nel suo cuore e rivivo quell’alba.


“Carica di oli profumati, all’alba del terzo giorno, costringo i miei piedi ad incamminarsi al luogo della tua sepoltura, Gesù. 

E’ lì che ti ho lasciato, dopo averti accompagnato con gli occhi nella tua passione. Questi stessi occhi continuano a vivere di lacrime che sembrano non aver mai fine. Mi fermo, li asciugo, riparto, mille volte li asciugo per non inciampare continuamente sulle mie lacrime, sul mio dolore. Sarà per questo che in prossimità del sepolcro credo di vedere la pietra rotolata via e bianche vesti alate che sembrano attendermi: dopo che mi hai scacciato tutti quei demoni, tale è il benessere che continuo a sognare angeli!

Più mi avvicino alla tomba, più il cuore batte: l’amore per te mi ha sempre fatto questo effetto, mi ha sempre infuocato il cuore, cuore di donna. 

Più mi avvicino, più vedo sfuocato, con questi occhi pieni di lacrime. Ma, eccoli, stavolta sono veri, angeli candidi come la lana degli agnelli. E parlano, a me, si proprio a me, l’indemoniata redenta.

Ma è quando mi sento chiamare per nome che una vampata sale da dentro e quasi mi sento svenire! E’ la tua voce mio Signore, questa la riconoscerei tra mille. E’ voce che accarezza, che guarisce anche le ferite più profonde.

E ciò che gli occhi vedono e orecchie odono e naso odora e lingua assapora e mani toccano, anche solo per un istante, è vita per me!

Lascio i tuoi piedi, so che dovranno percorrere strade infinite, tante quante le strade che ogni uomo percorrerà nella sua vita. Ma quel tocco, quel bacio sfiorato, quel profumo, quelle parole, quella visione ora sono mie, carne della mia carne, per sempre.

Tu, amato mio, risorgerai in me ogni volta che le mie parole sapranno chiamare per nome ogni donna, ogni uomo, e aiutarli a risorgere.”

fra Giorgio