🌟 Tornano le lodi a Romena: domenica 7 giugno… ðŸ™ðŸ»

Domenica7giugno

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TORNANO LE LODI E L’APPUNTAMENTO DEL GRUPPO NAÌN

📌 Tornano le lodi a Romena: domenica 7 giugno, alle ore 11, ritrovo nel grande prato accanto alla pieve, attenendosi alle misure previste in questa fase per evitare ogni possibilità di contagio: distanziamento fisico e utilizzo mascherine.

📌 Ritorna anche l’appuntamento mensile dedicato a coloro che devono, giorno dopo giorno, affrontare il dolore più grande: la perdita di un figlio. “Dove sei? Dove sono?”: è questa la domanda su cui riflette Il gruppo Naìn aprendo l’incontro verso le 10,30 e terminando con la messa del pomeriggio.
Per info: Maria Teresa 347 8950523 – nain@romena.it.

📌 Alle ore 17 don Luigi celebrerà la Messa sempre nel grande prato accanto alla pieve, per consentire la partecipazione in piena sicurezza.
Ricordiamo ai presenti di attenersi alle misure previste in questa fase: distanziamento fisico e utilizzo mascherine.

🔴 In caso di maltempo le lodi e la messa verranno celebrate invece all’interno della pieve. L’edificio è stato completamente sanificato ma in quel caso, nel rispetto delle norme vigenti, sarà possibile far accedere all’interno un numero massimo di 70 persone.

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🌷 Lettera che S. Francesco scrisse a Santa Chiara prima di morire ðŸŒ·

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“All’anima che sa leggere nella mia,
e che ne comprende le gioie e i dolori,
voglio confidare queste parole:
all’alba della mia dipartita,
al crepuscolo del sentiero
che ho scelto,
posso finalmente affermare, completamente in pace,
che la nostra ferita,
in questo mondo,
non sta nè nella ricchezza
nè nella povertà,
ma nella nostra dipendenza da uno di questi due strati,
nel fatto di immaginare che
l’uno o l’altro possano offrirci gioia e libertà.
Sta anche nel fatto di essere convinti che l’Altissimo Signore
abbia bisogno delle sofferenze di noi creature, per aprirci la porta della sua luce.
La nostra ferita, infine, è il convincimento che Egli
abbia bisogno di sacrificarSi
sotto forma di suo Figlio,
o sotto forma umana al fine di salvarci.
Chi mai, tranne noi stessi,
per mezzo della purezza del cuore, potrà salvarci?
In verità il Buon Signore
mi ha mostrato che
non vi era alcun riscatto,
alcun sacrificio da perpetuare.
Mi ha insegnato, in silenzio,
che sarebbe bastato uscire dall’ignoranza, dall’oblio, e amare.
Amare la vita in ogni forma,
e con tutti i mezzi che la rendono bella, amare la sua Unità
in ogni cosa e in ogni essere.
Possa tutto questo venir detto,
un giorno, tanto alle donne come agli uomini;
possa venir detto e insegnato meglio di quanto io abbia saputo fare, senza nulla respingere dell’Acqua nè del Fuoco.
Il mio augurio è che non ci siano più nè Chiese, nè preti, nè monaci, niente di tutto questo:
che vi sia soltanto l’Altissimo e noi, perchè sta ad ognuno incontrarlo in se stesso…
Ora che il velo si squarcia,
voglio andarmene nudo come sono venuto al mondo.
E non parlo della nascita del mio corpo, ma della vera nascita della mia anima, del giorno in cui ha trovato il coraggio di
scendere più a fondo nella carne
per offrirmi all’Eterno,
così in Alto come in Basso.
Francesco

Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

www.corriere.it/politica/20_giugno_02/2-giugno-2020-festa-repubblica-senza-celebrazioni-ufficiali-seconda-volta-storia

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

“Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.”

Uomo, dove stai andando? Ormai sono abbastanza grande per potermi porre questa domanda, per poter vedere quanto il progresso possa essere negativo sulla vita in particolare dei giovani. Una volta noi si guardava al futuro, i giovani di oggi vivono un continuo presente, tutto è accelerato e dove l’azione dei media contribuisce a rendere l’uomo apatico e indifferente.
C’è un ordine mondiale, costituito da uomini/lupi, travestiti da agnelli, animati da uno spirito seduttore, secondo il quale saranno loro a risolvere i problemi dell’uomo promettendo pace e sicurezza, uno spirito di sopraffazione dove vince il più forte.
Ma queste logiche porteranno all’autodistruzione dell’uomo.
Tutti i cambiamenti sociali, tutte le scoperte scientifiche, tutto il progresso fatto nella medicina, nelle telecomunicazioni, ecc. sono un danno più che un bene senza un cambiamento e rinnovamento della nostra mente sulla base delle leggi di Dio e della Sua volontà.
Una delle cose principali che Dio sta operando in chi crede in Lui è quello di cambiare la sua mente e il suo cuore. Questo è il vero miracolo, cambiare l’interno dell’uomo, e tutti ne hanno bisogno. Senza questo intervento iniziale l’uomo non può ereditare il Regno di Dio.

Buona giornata🤗❤😘
Fratello Abbraccio

Da Bologna il Cardinale Zuppi «Non sappiamo unirci neanche di fronte alla massima tragedia del nostro tempo»

di Walter Veltroni

L’arcivescovo di Bologna: «Prevalgono protagonismi, furbizie e polemiche astiose. Abbiamo sfruttato tutte le risorse, ambientali e umane, per edificare una società fragile e vorace»

www.corriere.it/cronache/20_maggio_30/cardinale-zuppi-non-sappiamo-unirci-neanche-fronte-massima-tragedia-nostro-tempo-310ef8a6-a2a1-11ea-bc2b-bdd292787b00.shtml

FEDELTÀ AL PROPRIO DONO

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Ermes Maria Ronchi

Ancora e sempre Pentecoste: quando ti senti perdonato e amato, e forse ancora di più dopo il tuo errore, è lui, lo Spirito. Quando davanti alla prova senti nascere l’umile rete di forza e pace, è ancora lui, lo Spirito.
Mentre erano chiuse le porte per paura dei Giudei… ecco qualcosa che ribalta gli apostoli, che rovescia come un guanto quel gruppetto bloccato dietro porte sprangate. Qualcosa ha trasformato uomini barcollanti in persone danzanti di gioia, “ubriache” di coraggio: è lo Spirito, fiamma, vento, terremoto su realtà pericolanti e sbagliate, che lascia in piedi solo ciò che è davvero solido.
È accaduta la Pentecoste e si è sbloccata la vita! Quando segui le tue paure, la vita si chiude sempre. Paralizzata.
I discepoli hanno paura anche di se stessi e di come lo hanno rinnegato.
Eppure Gesù viene.
In quel luogo manca l’aria, si respira dolore e una comunità si sta ammalando.
Eppure Gesù viene.
Papa Francesco continua a ripetere che una chiesa chiusa, ripiegata, paurosa, è una chiesa malata.
Eppure Gesù viene.
Perché il respiro di Dio non sopporta gli schemi e la loro logica matematica. La casa fu piena di un vento che accese il cuore, sposò una libertà, consacrò una diversità.
E’ proprio dello Spirito dare ad ogni creatura una genialità propria, una santità unica, fatta solo per me. Io non devo essere l’opposto di me stesso, per essere santo: mi è stata data una manifestazione specifica dello Spirito. Egli fa della mia diversità una vera ricchezza.
Com’è possibile? Questo accade perché egli scende singolarmente su ognuno, e ciascuno deve essere fedele al proprio dono!
E se tu fallisci, se non realizzi ciò che puoi essere, ne verrà una disarmonia nel mondo intero, un rallentamento di tutto il cosmo verso la vita. Siamo perennemente immersi, e in viaggio, verso Dio.
A noi cosa compete? Accogliere quel respiro che ci trasforma, perché il mio piccolo io deve dilatarsi nell’infinito io divino.
E poi la missione: coloro a cui perdonerete saranno perdonati, coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati.
Il perdono è l’impegno dei benedetti dallo Spirito, donne e uomini, grandi e bambini.
Perdonate, che vuol dire: piantate piccole oasi di pace nei deserti di violenza; create strade di avvicinamenti, aprite porte e sentieri, e le paure spariranno. “Perdonare significa de-creare il male” (Raimon Panikkar).
E infine gioca al rialzo, offre un di più: alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo.
In quella stanza chiusa e dall’aria stagnante, entra il grande, ampio e profondo ossigeno del cielo.
Ancora e sempre il respiro di Dio che non sopporta gli schemi.
E come un tempo il Creatore respirava su Adamo, così ora Gesù soffia vita regalandoci il suo modo unico, originale, di amare e spalancare orizzonti, diversi e speciali, per ognuno di noi.
(Giovanni 20,19-23)

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Domenica di Pentecoste

Anno A

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Vedi anche:

Pentecoste, un vento di santità nel cosmo. Ermes Maria Ronchi

>>>> www.avvenire.it/rubriche/pagine/pentecoste-un-ventodi-santita-nel-cosmo

Pentecoste 🕊 la passione non è cieca ma visionaria âœ¨

https://www.facebook.com/paolo.costa.73

Domenica di Pentecoste

Anno A

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

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Pentecoste, un vento di santità nel cosmo

di Ermes Ronchi

www.avvenire.it/rubriche/pagine/pentecoste-un-ventodi-santita-nel-cosmo?

Preghiera

O Spirito, vieni nella nostra vita, vieni.

Vieni libero come il vento che a volte è come brezza leggera, a volte come uragano che scuote la nostra casa, il ns cuore.

Vento che non sai di dove viene e dove va; vento che disperde il polline a primavera e genera vita. Soffia nella stanza dove siamo, si ferma sui ns volti e ci accarezza dolcemente.

O Spirito donaci la pace, la vera pace per essere tutti in uno, per essere bellezza che viene dal cuore , che ci fa aprire le mani in un dono d’amore.

❤️