Un germoglio spunterà

MARTEDÌ 3 DICEMBRE 2019 alle ORE 21 VIDEOCONFERENZA in DIRETTA STREAMING da TERZELLI sul tema “…UN GERMOGLIO SPUNTERÀ (Is 11,1 – Mt 3,1-12). A cura della Parrocchia dell’Invisibile.

 

Il brano e video consigliato è “Aria di cambiamento” scritta da Franco Battiato e Juri Camisasca e interpretata dal Biagio Antonacci. A cura di Sauro Secci.  

Aria di cambiamento

www.terradelsanto.it/it/nuove-videoconferenze

“Vi farò pescatore di uomini”

Giorgio pubblicava, 3 anni fa:

“Vi farò pescatore di uomini”

Tanti anni fa, ma proprio tanti, ero in una colonia estiva sul mare Adriatico, diciamo Cattolica che suona bene. Avevo 9 anni e un giorno vedo passare Gesù che getta le sue reti. Gesù era mingherlino, un saio marrone addosso, un volto portato al sorriso, balbettava un pò e suonava la chitarra e di nome faceva Ferruccio, Ferruccio Gesù.

Sinceramente non ho ricordi limpidi di quel giorno: mi pare che dopo aver visto un film, Ferruccio abbia cantato qualcosa e poi abbia distribuito la sua rete: una bella cartolina con su san Francesco da una parte e dall’altra la possibilità di scrivere il proprio nome e indirizzo, con la promessa di esser personalmente contattati dal fraticello, se desideravamo. E’ quel che ho fatto, e quello fu il mio primo si, e forse anche l’ultimo!

Da quell’incontro ne è scaturito tutto il resto: 40 anni tra i frati, e l’anno che viene 25 di sacerdozio: un buon palmares, se non fosse che ho ben poco da rallegrarmi. Anni di…inadempienze, di voti non votati, se così si può dire: quando mai sono stato povero, e casto poi e obbediente…sì a me stesso! E nonostante ciò, e sottolineo nonostante, sono diventato pure pescatore di uomini: madre Chiesa mi ha dato il permesso di pescare nelle sue acque territoriali.

Nel mio piccolo, almeno un pochetto, ho tentato di essere annunciatore dell’amore, dell’Amore di Dio, questo sì. Non ho mai avuto altro desiderio e scopo, ad ogni celebrazione eucaristica, se non quello di parlare dell’amore di Dio, nelle sue infinite sfaccettature, con tante simpatiche storielle e pochi ragionamenti, a volte con emozione, altre con sospiri, ma sempre e solo stupendomi di aver incontrato un Dio così libero. Parole d’accoglienza, parole senza giudizio e ricolme di misericordia, di gioia, così semplici che tutti i bimbi spero non abbiano mai faticato a comprendere.

L’altro giorno mi chiedevo perché non mi sono mai messo in ricerca di Dio nella mia vita. La risposta è saltata fuori come un pesciolino dall’acqua, spontanea: che bisogno ho di cercare Dio se Dio è in me? Se abita da sempre la mia pelle, il mio sangue, i miei pensieri…l’unica cosa da fare è…accorgersene! Ebbene sì, Dio è la cosa più abituale della mia vita, così quotidiana che anche quando faccio finta di farmi domande, me ne accorgo subito che non è farina del mio sacco.

Ti ho raccontato un po’ di me, non perché sia più interessante della storia dell’apostolo Andrea, ma perché credo che ognuno abbia la sua storia, la sua ‘vocazione’: ad ognuno oggi di ripensarla, e schiacciare l’occhiolino a Dio per un ‘grazie di cuore’.

“Terra del Santo” 🙏🏻Da🌈Terzelli : l’immaginazione è più importante della conoscenza.

https://terradelsanto.it/it/videoconferenza/mt-2437-44-delle-loro-lance-faranno-falci-24

terradelsanto.it/it/festa-di-santandrea-terzelli

con Luca Buccheri e Monica Rovatti

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28 DICEMBRE – 2 GENNAIO 2020 

ACCOGLIENZA SEMPLICE A TERZELLI.

Un tempo per ricentrarsi sulla spiritualità e sulla condivisione

 

Il tempo natalizio di passaggio tra gli anni è un’occasione per ritrovare spazi e tempi più dilatati di silenzio, riflessione e condivisione. Alterneremo tempi di lavoro e di spiritualità, in stile fraterno e autogestito. 

 

Sono le prime “aperture” della casa dove Luca abita, appena ristrutturata, che volentieri affidiamo alla cura, attenzione e collaborazione di chi verrà ad abitarla in quei giorni. Abbiamo ristretto il periodo di accoglienza al 2 gennaio, non avendo ancora le forze per tenere aperta l’accoglienza per periodi troppo prolungati. 

 

La nostra casa di Terzelli offre non molti posti letto, e richiedono il sacco a pelo + lenzuola singole per la notte. Portate anche i vostri effetti personali, asciugamani, phon ecc., abiti da lavoro, una Bibbia, un quaderno e scarpe adatte a camminare in sentieri di bosco (tempo permettendo). 

 

Come contributo per le spese e l’accoglienza consigliamo un’offerta di € 30 al giorno (pensione completa).

 

Sarà bello accogliervi. 

terradelsanto.it/it/accoglienza-semplice-terzelli


Per info e iscrizioni: Luca 3356505904 – lucbuc66@gmail.com 

https://youtu.be/ICE4saKBKl0

l’immaginazione è più importante della conoscenza.

Albert Einstein

Dall’Omelia di Romena del 17 Novembre

AL MIO AMICO FRATELLO GIORGIO

Novembre è un mese di gioia è nata una delle mie figlie, bellissimi doni della vita, adesso sono due splendide donne e madri. Ma questo novembre non è solo di gioia, è un novembre anche di tristezza e di dolore.

te ne sei andato senza chiedere permesso

senza un perché

sono giorni che raccolgono solo dolore

sono giorni di lacrime che non trovano fine

di un cuore spezzato e sbigottito

dove le forze non trovano respiro

le parole sono biascicate

lo sguardo è perso in quel vuoto non trovando rimedio

e il silenzio diventa re

sono stati anni di legame

che hanno saputo donare speranza e amore

di sorrisi inattesi

di abbracci che si immergevano fino al cuore

di chiacchiere che trovavano la melodia

adesso è un tempo, un tempo da arricchire

di seminare, di coltivare

per far fiorire i frutti che hai lasciato

io cammino ancora su questa terra

fino quando la notte sorprenderà la luce

tienimi un posto vicino a te

che ti possa abbracciare al mio arrivo

Maurizio

Omelia di Romena del 17 Novembre.

Gesù nel Vangelo di oggi mette in dubbio che il mondo così com’è sia un mondo umano.

Perché la visuale che Gesù aveva dell’uomo è molto grande, molto libera.

Gesù prova a scuotere i pilastri che ci imprigionano e Gesù ci riconferma che è sempre vicino a chi ha fame, a chi soffre, a chi grida forte, a chi è disperato.

E solo quando noi uomini e donne non saremo in grado di sopportare questa logica del mondo di oggi noi cambieremo. Nella vita si cambia in due modi: o perché vomiti, perché non ne puoi più, o perché ti innamori. Spererei tanto che visto che tutti noi diciamo che questo mondo di oggi non ci piace granché, invece di stare fermi a lamentarci, cominciassimo a vomitare oppure ad innamorarci di nuovo di una vita nuova.

E io mi chiedo: “Qual’è il contributo che il cristianesimo può dare a questa umanità, a questa società, che questa società non ha?”

Io credo sia la speranza.

La cosa più bella di Gesù è che ha dato sempre speranza. Se c’era un nodo, lo scioglieva, se c’era un muro, crollava, se c’era la morte, inventa la resurrezione. Pensa che non può finire lì, dà sempre speranza in tutti i modi. È la speranza che la storia non va verso l’ignoto, non va verso la morte, ma cammina verso la libertà, verso la vita, verso la gioia.

Questo aveva in mente Giorgio profondamente. E questo suo essere sempre positivo, sembrava che fosse banale. Sembrava apparentemente ancora un bambino, ma dentro di lui, ad averne di bambini così! Averne di persone innamorate così, che riescono sempre, nonostante tutto ed in qualunque momento, a spianare, a cercare la libertà, la vita, la gioia.

E cosa possiamo fare? Dice il Vangelo: Non lasciatevi fregare, non lasciatevi ingannare, non seguite chi è stupido, non seguite chi vi mette paura dentro.

Voi andate a diritto, siate perseveranti. Lo diceva Papa Giovanni aprendo il Concilio: “Nei tempi moderni alcuni non vedono che prevaricazione e rovina, ma a noi sembra di dover dissentire dai profeti di sventura.”

Ci sono sempre i profeti di sventura che non fanno che buttarti giù, che non fanno che frenare la vita.

Ma ci sono anche le persone di speranza, che anche se sono molto realistiche nelle difficoltà nella vita così com’è, continuano a vedere la luce.

Il Vangelo dice che verranno giorni di lutto, di pianto. Non vi terrorizzate, non scappate. Rimanete dentro la vita, non scappate dalla vita.

E Gesù dirà: “Nemmeno un capello del vostro capo morirà.” E qui ci avviciniamo molto a Giorgio. Questa cura di Dio per l’infinitamente piccolo, per i dettagli, per quello che spesso non vediamo.

Vedete, nei tempi di crisi e di stupidità, la prima cosa che si uccide è proprio questa: i dettagli, quelli che contano poco.

E allora restiamo saldi nella perseveranza, restiamo tenaci, restiamo umili, facciamo un quotidiano lavoro, come faceva Giorgio ogni mattina, spedendo quei bellissimi pensieri a cinquemila e più persone, ogni mattina. Facciamo un quotidiano lavoro che si prenda cura della terra, delle ferite, della bellezza, della gioia.

Noi spesso scartiamo il miracolo della vita, mentre Dio è attento ai dettagli. Dio raccoglie ciò che noi disperdiamo.

Luigi Verdi

Dalla messa di Romena del 17 novembre

Oggi vorremmo vivere questa domenica con tutte le poche forze che abbiamo.

Partirei con una frase di Rilke che diceva:

“Se la vostra quotidianità vi sembrerà povera, non date la colpa alla quotidianità. Prendete la colpa voi, di non essere abbastanza poeti dal vederne i miracoli.”

La vita è piena di miracoli, di fantasia. Siamo noi che non abbiamo gli occhi per vederli.

La bellezza di Giorgio erano gli occhi, l’attenzione alle piccole cose.

Proviamoci anche noi nel ricordare Giorgio. Proviamo anche noi ad aprire gli occhi e chiedere la cosa più preziosa: questa attenzione ai miracoli della vita, da qualunque parte.

Luigi Verdi