🙏🏻🎄🕯Novena 🕯di 🕯Natale ðŸ•¯ðŸŽ„

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NOVENA DI NATALE

PRIMO GIORNO

VIENI, BAMBINO GESU’

Cristo è venuto: eppure noi l’attendiamo ancora come già gli antichi figli di Israele. Cristo è in mezzo a noi: eppure noi viviamo l’esperienza dell’esilio, «sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore» (2 Cor 5,6). Tutto il Nuovo Testamento è permeato di questa attesa del Cristo che deve venire e che sembra continuamente imminente. Ma il libro che riassume le attese di tutte le generazioni cristiane è l’Apocalisse, nei suoi ultimi passi.

Gesù verrà presto

«Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna! Io, Gesù, ho mandato il mio Angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino» (Ap 22, 12-16).

Senza distinzioni e condizioni

Il mondo intero è nell’attesa e la nostra stessa preghiera deve essere protesa verso la venuta del Signore. In questo “Vieni, Bambino Gesù”, la nostra preghiera dovrebbe far proprie tutte le attese, le sofferenze fisiche e morali dell’umanità che vive accanto a noi. La sua venuta è, per ciascuno di noi, una realtà viva: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, verrò da lui, cenerò con lui ed Egli con me» (Ap 3,20). Se lasciamo entrare il Bambino, ci farà partecipi dei suoi doni e dei suoi beni; dirà una parola a ciascuno di noi.

Questa parola si rivolge a tutti, senza distinzioni e condizioni. Nonostante i nostri peccati passati, la nostra mediocrità, l’insensibilità spirituale, basta credere all’Amore. La grazia di Dio può porre rimedio a tutto. (J. Danielou)

Noi Ti invochiamo

In mezzo alle angustie del tempo presente

– Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Nella speranza di contemplare in Cielo quelle realtà in cui gli Angeli bramano fissare lo sguardo.

– Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Per noi stessi e per quanti attendono con fiducia la Tua venuta

– Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Per il mondo intero e per gli uomini che ancora non Ti conoscono

– Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

O Bambino Gesù, degnati di accogliere la preghiera di quanti credono e sperano in Te; vieni presto a liberarci da questo nostro esilio, e riuniscici nel Tuo regno glorioso, dove Tu vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

NOVENA DI NATALE

(Inizio: 16 Dicembre)

Primo giorno

Secondo giorno

Terzo giorno

Quarto giorno

Quinto giorno

Sesto giorno

Settimo giorno

Ottavo giorno

Nono giorno

www.preghiereperlafamiglia.it/m/novena-di-natale

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namaste “Il divino in me onora il divino che è in te”

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“Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto”

L’avvento è avere dimestichezza con l’attesa, l’attesa che trasforma la vita come una madre incinta che quotidianamente porta avanti la vita.

Ma a poco serve attendere se non hai occhi che sanno riconoscere.

Ma riconoscere cosa?

Ermes Ronchi ha un inizio di risposta:

“Noi domandiamo segni straordinari a un Dio illusorio e non ci accorgiamo dei segni quotidiani del Dio reale. La semplicità di Dio è tanto semplice che alle volte non si vede”.

Sono le piccole cose quelle che parlano di Dio: un pizzico di lievito, un granello di senape, un germoglio, un virgulto, piccoli dettagli che spesso passano inosservati.

Non credo ci sia da riconoscere una cosa meglio di un’altra, ma semplicemente è necessario saper riconoscere la vita che vive attorno a noi.

Amo il saluto indiano ‘namaste’ che dice: “Il divino in me onora il divino che è in te”. A volte ci viene difficile riconoscere la nostra parte divina, ma oggi dedichiamo tempo e fantasia a desiderarla, a scoprirla, a viverla. E’ passaggio obbligato per riconoscerla negli altri.

fra Giorgio B.

Noi pensiamo che si nasca uomini, invece uomini si diventa…

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«Noi pensiamo che si nasca uomini, invece uomini si diventa. Farsi uomo è tutto un programma che va svolto con pazienza. Che richiede i suoi tempi. Che non può essere bruciato con riassunti superficiali, o abbreviato con scorciatoie di comodo».

Don Tonino Bello

Parola di Uomo

UOMINI SI DIVENTA

Farsi uomo è tutto un programma

don Tonino, Vescovo

>>> www.dontoninovescovo.it

Semplicemente vivere

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Sul sito www.eremodironzano.it c’è la registrazione della veglia di don Gigi Verdi di Romena a Bologna il 13 dicembre

🕯✨🌻✨🍀✨🔆❄️🕯

VEGLIA PER FIRENZE:  Venerdì 15 Dicembre 2017

a BAGNO A RIPOLI 

nella Chiesa della Pentecoste, Via delle Arti – ore 21,00

Trascorso l’anno speciale dei 25 anni di Romena scandito dalle 8 tappe della Via della Resurrezione ritornano le veglie-incontri di don Luigi in tantissime città italiane (guarda tutto il calendario). Il tema degli incontri sarà “Semplicemente Vivere”.

SEMPLICEMENTE Vivere

🕯La notte di Santa Lucia🕯

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VANGELO DI MATTEO 11,28-30

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

SARÀ

Sarà la chimica,

che spariamo nei nostri cervelli,

capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà la politica,

alla quale affidiamo il nostro destino sociale, capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà comprare

le cose per riempirci di cose o sarà un divano dove esultare di vittoria per un risultato sportivo invece che per un altro, oppure

sarà la sfida nella competizione o l’ansia dell’ambizione capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Sarà un cartoncino

dove grattare la fortuna e la sfortuna a ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale

o

sarà compiacere

gli altri, possedere le persone, essere violenti, giudici dei fratelli, brontoloni a oltranza?

Sarà la cultura,

alla quale affidiamo il nostro sapere collettivo, capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione,

oppure

sarà la legge nei tribunali o il potere economico?

Saranno la magia,

la scuola, l’oceano delle opinioni, il successo, il denaro, il prestigio, il culto dell’immagine oppure

le leggi di mercato e i principi morali capaci di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale?

Cosa sarà mai capace di ristorare la nostra stanchezza e oppressione fisica, psichica e spirituale? Gesù.

Gesù e l’amore

che è venuto a insegnarci e a rivelarci.

Gesù non solo è pronto e disponibile a ristorarci, ma può farlo,

nel senso che è capace di farlo,

ha la potenza per farlo. Ma come?

Semplice.

Lui risponde: venite a me, che significa:

state con me,

ascoltate me e le mie procedure,

mangiate me,

amate me,

seguite me, abbandonatevi in me, abbracciate me,

parlate con me,

confidate in tutto e per tutto

in me.

🙏🏻🙏🏻🙏🏻

d. Paolo Spoladore

IL GRANELLINO🌱

(Mt 11,28-30)

È una fatica essere umile. Per essere umile bisogna andare controcorrente all’io che vuole emergere, apparire, comandare, stare al primo posto. È una strada stretta e in salita. Poichè la nostra natura è indebolita dal famoso peccato originale, bisogna fare sforzi immani per non cedere agli istinti animaleschi ad affermare il nostro io che non vuole essere a servizio degli altri, che non vuole sottomettersi a nessuno, che non vuole essere secondo a nessuno.

La tentazione di prendere la strada larga per non soffrire, per affermare il nostro io è forte. Chi vuole salire la strada dell’umiltà con le sole proprie forze conoscerà il fallimento. Sfiduciato, dirà a se stesso: “Basta! Non ce la faccio più. Non voglio più obbedire a nessuno. Non voglio indossare più il grembiule. Non voglio più essere considerato uno stupido. Non voglio più dire con la Vergine Maria: “Ecco, sono la serva del Signore!”.

Se non abbiamo la forza di Gesù ricevendo lo Spirito Santo cadremo nella tentazione di dire basta al cammino dell’umiltà. Faremo quello che fece il profeta Elia che, stanco e avvilito nell’essere perseguitato a causa della parola di Dio, mentre fuggiva nel deserto, si fermò e si sedette sotto un ginepro e disse: “Voglio morire!”. Ma il Signore intervenne e lo rese forte dandogli da bere e da mangiare. Reso forte dal cibo che il Signore gli diede, continuò il suo cammino fino al monte Oreb dove sperimentò la tenerezza di Dio.

È una grossa fatica essere mite dinanzi alla violenza. L’istinto animalesco porta l’uomo a reagire con violenza quando si subisce una parola o un gesto violento. Per non essere violento bisogna farsi violenza. Senza lo Spirito di Gesù si cade nella tentazione di mettere in pratica il detto “Occhio per occhio e dente per dente”.

Santa Teresa del Bambino voleva salire il monte della santità da sola e con le proprie forze, ma accadeva che si trovava giù a valle. Poi il Signore le fece capire che senza di Lui non sarebbe mai riuscita ad arrivare sulla sommità. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

www.romena.it

Humanitas… non basta essere nati nel genere umano per essere capaci di umanità. Umani non si nasce ma si diventa.

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SINFONIE DI UMANITA’

Torna in libreria Fratel MichaelDavide, con un’originale proposta di cammino spirituale costruito a mo’ di parabola musicale.

Fratel MichaelDavide è una delle voci più interessanti della spiritualità contemporanea. Monaco dal 1983, è benedettino della Koinonia de la Visitation a Rhêmes-Notre-Dame, in Valle d’Aosta. Dopo i primi anni di formazione monastica, ha conseguito il dottorato in Teologia Spirituale presso l’Università Gregoriana di Roma. Coniugando la sua esperienza monastica con l’ascolto delle tematiche che turbano e appassionano il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo, collabora con alcune riviste, tiene conferenze e accompagna ritiri (cfr. http://www.lavisitation.it).

Autore di diversi testi, con Paoline ha pubblicato: Etty Hillesum. Umanità radicata in Dio (2013); Saliamo a Gerusalemme. Itinerario quaresimale quotidiano (2014); Andiamo a Betlemme! Itinerario quotidiano per l’Avvento (2014); Venite e guarite. I « dieci gesti » di Gesù per una nuova umanità (2015).

Torna ora in libreria con il libro Sinfonie di umanità, un intenso cammino spirituale costruito come fosse una parabola musicale. La sfida è chiara: lavorare su stessi per aprirsi al grido di umanità che si innalza da tanti fratelli e sorelle e dallo stesso Spirito e per divenire capaci di scelte quotidiane che siano pienamente umane. Scrive fratel MichaelDavide nel preludio al libro: “Il processo di umanizzazione, che ciascuno di noi è chiamato a onorare con lo stile proprio di una vita riconoscibile come affidabile, si gioca a due livelli: quello dell’intimità della propria coscienza e quello della relazione con gli altri, dove più esigente è l’esercizio della libertà. Per questo dobbiamo pure dare la parola al credente che cerca in noi le vie e i modi di una fedeltà creativa”.

L’autore focalizza cinque ambiti specifici (i cinque righi del pentagramma: la coscienza, l’ascolto, la libertà, la gentilezza, il discernimento), perché questi saranno poi il fondamento sul potranno essere scritte-vissute, in modo personale e situato, le note di umanità, quegli atteggiamenti cioè da vivere (la fede, la speranza, la carità, la prudenza, la giustizia, la mite fortezza, la temperanza), con coraggio e umiltà. Perché, come suggerisce fratel MichaelDavide: “Non basta essere nati nel genere umano per essere capaci di umanità. Umani si diventa, ma non lo saremo mai troppo”.

www.paoline.it

Allegati:  Scarica il comunicato Scarica la copertina

La libertà

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Don Gigi arriva dritto al cuore

“Chi ha paura della libertà cerca proprio di renderci un numero, per cui renderci tutti uguali senza l’unicità delle persone. Chi ama la libertà invece pensa che è meraviglioso. Io penso che la cosa più bella che puoi dire è.

“NESSUNO COME TE TORNERA’ SU QUESTA TERRA”

la libertà

12 dicembre 2017

Insieme a Don Gigi Verdi, fondatore della fraternità di Romena, proseguiamo il viaggio iniziato in questa stagione per riflettere sulle otto parole intorno alle quali Don Gigi ha realizzato, accanto all’antica Pieve di Romena, quella che ha chiamato la Via della Resurrezione. Protagonista di questa tappa è la parola Libertà, piena di possibili significati, ma anche di fatiche e di equivoci.

Siamo Noi – Don Gigi Verdi e la Via della Resurrezione: la libertà

https://youtu.be/jeuvwNhV2vg< strong>[Don Gigi Verdi- SIAMO NOI TV2000 – 12/12/2017 – 3a tappa della Via della Resurrezione – La Libertà]< strong>Dio è così innamorato della vita < strong>da decidere di incarnarsi.< strong>Dev’essere splendida la vita, < strong>se Dio accetta di diventare uno di noi.< strong>(Paolo Curtaz)< strong>< strong>Marco 1, 1-8<<<<
ento di fra Ermes Ronchi

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.< strong>Come sta scritto nel profeta Isaìa:< strong>«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:< strong>egli preparerà la tua via.< strong>Voce di uno che grida nel deserto:< strong>Preparate la via del Signore,< strong>raddrizzate i suoi sentieri»,< strong>vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.< strong>Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.< strong>Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».< strong>Commento di fra Ermes< strong>Inizio del Vangelo di Gesù. Sembra quasi un’annotazione pratica, un semplice titolo esterno al racconto. Ma leggiamo meglio: inizio di Vangelo, di una bella, lieta, gioiosa notizia. Ciò che fa cominciare e ricominciare a vivere e a progettare è sempre una buona notizia, un presagio di gioia, una speranza intravista.< strong>Inizio del Vangelo che è Gesù. La bella notizia è una persona, un Dio che fiorisce sulla nostra terra: «Il tuo nome è: Colui-che fiorisce-sotto-il-sole» (D.M. Turoldo). Ma fioriscono lungo i nostri giorni anche altri vangeli, pur se piccoli; altre buone notizie fanno ripartire la vita: la bontà delle creature, chi mi vive accanto, i sogni condivisi, la bellezza seminata nel mondo, «la tenerezza che trova misteri dove gli altri vedono problemi» (L. Candiani). E se qualcosa di cattivo o doloroso è accaduto, buona notizia diventa il perdono, che lava via le ombre dagli angoli oscuri del cuore.< strong>Viene dopo di me uno più forte di me. Gesù è forte, non perché “onnipotente” ma perché “onni-amante”; forte al punto di dare la propria vita; più forte perché è l’unico che parla al cuore. E chiama tutti a essere “più forti”, come lo sono i profeti, a essere voce che grida, essere gente che esprime, con passione, la propria duplice passione per Cristo e per l’uomo, inscindibilmente. La passione rende forte la vita.< strong>Giovanni non dice: verrà un giorno, o sta per venire tra poco, e sarebbe già una cosa grande. Ma semplice, diretto, sicuro dice: viene. Giorno per giorno, continuamente, ancora adesso, Dio viene. Anche se non lo vedi e non ti accorgi di lui, Dio è in cammino. L’infinito è all’angolo di ogni strada. C’è chi sa vedere i cieli riflessi in una goccia di rugiada, Giovanni sa vedere il cammino di Dio, pastore di costellazioni, nella polvere delle nostre strade. E ci scuote, ci apre gli occhi, insinua in noi il sospetto che qualcosa di determinante stia accadendo, qualcosa di vitale, e rischiamo di perderlo: Dio che si incarna, che instancabilmente si fa lievito e sale e luce di questa nostra terra.< strong>Il Vangelo ci insegna a leggere la storia come grembo di futuro, a non fermarci all’oggi: questo mondo porta un altro mondo nel grembo. La presenza del Signore non si è dissolta. Anzi, il mondo è più vicino a Dio oggi di ieri. Lo attestano mille segni: la coscienza crescente dei diritti dell’uomo, il movimento epocale del femminile, il rispetto e la cura per i disabili, l’amore per madre terra…< strong>La buona notizia è che la nostra storia è gravida di futuro buono per il mondo, gravida di luce, e Dio è sempre più vicino, vicino come il respiro, vicino come il cuore. Tu sei qui, e io accarezzo la vita perché profuma di …< em>>>> www.smariadelcengio.it/fra-ermes-ronchi-comunica/25915/commento-al-vangelo-di-domenica-10-dicembre-2017-fra-ermes-ronchi/